11 Agosto 2026

Multipolarismo

Relazione di Alessandro Fanetti presentata il 1º ottobre 2025 all’Università de L’Avana per la X Conferenza di Studi Strategici. Disponibile in spagnolo e in italiano. “[…] Rivoluzione è consapevolezza del momento storico; è cambiare tutto quanto deve essere cambiato […].” – Fidel Alejandro Castro RuzLa geopolitica odierna è caratterizzata da sfide epocali, tipiche dei momenti chiave della storia dell’umanità. Sfide che, in sostanza, possono essere concentrate e riassunte in questo slogan: unipolarismo vs. multipolarismo. Approfondendo la questione va innanzitutto sottolineato che, almeno da quando esistono le civiltà, il “mondo geopolitico” è sempre stato costituito e diviso in poli più o meno capaci di indirizzare i grandi cambiamenti internazionali. Poli più o meno capaci in quanto alcuni di “respiro” globale, mentre altri con capacità di proiezione regionale o comunque più ristretta. Con i primi che hanno da sempre dato il “nome” alle varie fasi geopolitiche, come i seguenti: 1) Bipolarismo: momento geopolitico caratterizzato dalla presenza di due poli geopolitici con capacità di proiezione e influenza globali superiore a tutti gli altri. Il tipico esempio di ciò si è visto nel periodo “Post Seconda Guerra Mondiale – Dissoluzione dell’Unione Sovietica” con il confronto USA – URSS. 2) Unipolarismo: momento geopolitico caratterizzato dalla presenza di un solo polo geopolitico maggiormente capace, rispetto a tutti gli altri, di influenzare la geopolitica globale. Il classico esempio sono gli Stati Uniti d’America dopo il 1989 – ‘91. 3) Multipolarismo: momento geopolitico caratterizzato dalla presenza di più poli geopolitici in grado di influenzare le dinamiche globali. A mio avviso, questo è ciò che si sta delineando (in primis grazie ai Paesi del c.d. “Global South”), anche se con la feroce resistenza del “Global North”, quest’ultimo favorevole invece al mantenimento dell’ordine geopolitico post – Guerra Fredda. Fra i poli di respiro globale (ovviamente del mondo conosciuto nelle varie epoche) possono essere certamente indicati i seguenti centri di potere (con i loro relativi alleati o satelliti), fra gli altri e solo come meri esempi: – Impero Achemenide– Impero Romano– Sacro Romano Impero– Regno di Francia (ad esempio durante il periodo di Luigi XIV, Re Sole)– Stati Uniti d’America (almeno dal post – Seconda Guerra Mondiale)– URSS– Impero Ottomano Fra i poli di respiro più regionale (anche se spesso con “echi” in altre parti del mondo) possono essere invece indicati, fra gli altri e come esempi anch’essi: – Cartagine– I vari imperi “precolombiani” in America Latina e Caraibi– I vari centri di potere africani pre – colonizzazione occidentale come l’Impero del Mali,quello del Ghana e il Regno del Congo.– L’Iran post Rivoluzione Islamica del 1979– Repubblica di Turchia (sorta nel 1923, post – dissoluzione dell’Impero Ottomano) Dunque, l’“assioma geopolitico” chiaro che ne possiamo dedurre è “esistenza delle civiltà = presenza di centri di potere geopolitico”. Centri di potere geopolitico che, in base alla loro capacità di proiezione esterna, hanno dato forma alle varie fasi della storia delle civiltà. Non è un caso, infatti, se uno dei massimi esperti di geopolitica e illustre teorico del mondo multipolare, il filosofo russo...
Traduzione a cura di Jean-Claude Martini Lo scopo di questo breve promemoria è riassumere le discussioni svoltesi durante il secondo incontro del Track-2 del Dialogo di Minsk e sottolineare alcuni punti e argomentazioni sollevate dai partecipanti in merito alle relazioni tra Bielorussia e Occidente, nonché al formato del Track-2 stesso. Quanto segue non è un documento programmatico o un documento informale, ma piuttosto un elenco di argomenti discussi e idee suggerite durante le tavole rotonde di esperti e gli scambi con i funzionari bielorussi. Né il Consiglio per le Relazioni Internazionali del Dialogo di Minsk né alcun singolo partecipante all’incontro devono essere associati direttamente all’intero promemoria. L’incontro Second Track-2 a Minsk Data: 24-26 luglio 2025 Organizzatori: Consiglio per il Dialogo di Minsk on International Relations in collaborazione con ambasciate occidentali interessate accreditate in Bielorussia. Partecipanti: esperti dai principali think tank europei e americani ed esperti bielorussi del Consiglio per il Dialogo di Minsk sulle Relazioni Internazionali e dell’Università Statale Bielorussa. Formato: discussioni nel quadro della Chatham House Rule. Contesto strategico: Perché la Bielorussia è importante? Nessuna delle due parti sembra trarre vantaggio da una simile “cortina di ferro cognitiva”, soprattutto perché la posta in gioco nella sicurezza regionale sta crescendo e il fattore Bielorussia sta diventando sempre più centrale nella geopolitica europea e nelle prospettive di futuri accordi di sicurezza nel continente. Relazioni bielorusso-americane: Status quo e percorsi in avanti ○ Liberazione di tutti i cittadini americani dalle prigioni bielorusse (con significativi progressi già raggiunti); ○ Normalizzazione delle relazioni diplomatiche (incluso il ripristino della presenza dell’ambasciata); ○ Il ruolo costruttivo della Bielorussia nella sicurezza regionale e un potenziale processo di pace tra Russia e Ucraina; e ○ Il potenziale sfruttamento della Bielorussia come fattore nelle più ampie relazioni tra Stati Uniti e Russia e nell’ambito della sicurezza. ○ Un percorso normativo che affronti la questione del rilascio dei prigionieri e le questioni umanitarie correlate; e ○ Un percorso strategico incentrato sul ruolo della Bielorussia nella sicurezza regionale e su qualsiasi accordo postbellico. Per andare oltre la dipendenza esclusiva dagli incontri ad alto livello, si propone di istituire gruppi di lavoro tematici sulle relazioni tra Stati Uniti e Bielorussia, che consentiranno progressi che non dipenderanno esclusivamente dall’impegno ad alto livello e consolideranno un programma più stabile per la normalizzazione delle relazioni bilaterali. Le relazioni bielorusso-europee: Status quo e percorsi in avanti La Bielorussia e la sicurezza regionale Allo stesso tempo, l’esercito bielorusso percepisce i programmi di armamento e militarizzazione polacchi come una minaccia alla sicurezza. Minsk riconosce che tale militarizzazione è, in parte, causata dal dilemma di sicurezza regionale alimentato da una comunicazione insufficiente e da persistenti percezioni errate. Pertanto, insiste sulla necessità di riprendere il dialogo intermilitare e le misure di trasparenza a livello bilaterale e multilaterale. Ciononostante, la Bielorussia non può semplicemente ignorare queste dinamiche e deve rispondere nei modi che ritiene necessari per garantire la propria sicurezza. Il formato del Dialogo di Minsk Track-2
Mentre tutti gli occhi sono puntati sul Medio Oriente e sullo SPIEF, la squadra di Trump è intervenuta a Minsk. Keith Kellogg, che per meno di due mesi ha ricoperto il ruolo di inviato speciale del presidente degli Stati Uniti per l’Ucraina e la Russia, è volato lì pochi giorni fa per incontrare Lukashenko. Senza annunci roboanti, senza una conferenza stampa, eppure il fatto in sé è già una dichiarazione politica importante.
di Stefano Vernole – Vicepresidente Centro Studi Eurasia e Mediterraneo La transizione dall’amministrazione di Donald Trump a quella guidata da Joe Biden ha portato a un significativo cambiamento della politica estera statunitense. Il miliardario newyorkese è stato formalmente issato alla Casa Bianca per soddisfare le richieste della classe media americana impoverita e delusa dall’eccessiva esposizione militare degli Stati Uniti nel mondo, sfruttando un sentimento di frustrazione che, non a caso, era già stato evidenziato da uno dei massimi analisti dei circoli di potere a stelle e strisce, Samuel Huntington.
di Pepe Escobar FONTE ARTICOLO: https://thecradle.co/article-view/22457/Sergey%20Glazyev:%20%E2%80%98The%20road%20to%20financial%20multipolarity%20will%20be%20long%20and%20rocky%E2%80%99 In un’intervista esclusiva con The Cradle, il principale stratega macroeconomico russo critica la lentezza delle riforme finanziarie di Mosca e avverte che non ci sarà una nuova valuta globale senza Pechino. La sede della Commissione economica eurasiatica (CEE) a Mosca, collegata all’Unione economica eurasiatica (EAEU), è senza dubbio uno dei nodi più cruciali dell’emergente mondo multipolare. È lì che sono stato ricevuto dal ministro dell’Integrazione e della Macroeconomia Sergey Glazyev per una discussione esclusiva e ampliata sulla geoeconomia della multipolarità. Glazyev è stato affiancato dal suo principale consigliere economico Dmitry Mityaev, che è anche il segretario del consiglio scientifico e tecnologico della Commissione Economica Eurasiatica (CEE). La EAEU e la CEE sono formate da Russia, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan e Armenia. Il gruppo è attualmente impegnato nella creazione di una serie di accordi di libero scambio con altre nazioni lungo un arco che va dall’Asia occidentale al sud-est asiatico. La nostra conversazione è stata senza copione, fluida e dritta al punto. Inizialmente avevo proposto alcuni punti di discussione che ruotavano attorno alle discussioni tra l’EAEU e la Cina sulla progettazione di una nuova valuta basata su oro/materie prime che aggirasse il dollaro USA e su come sarebbe stato realisticamente possibile che l’EAEU, l’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (SCO), e BRICS+ adottassero lo stesso modello di valuta. Glazyev e Mityaev sono stati completamente franchi e hanno anche posto domande sul Sud del mondo. Per quanto le questioni politiche estremamente delicate debbano rimanere nascoste, ciò che hanno detto sulla strada verso il multipolarismo è stato piuttosto deludente; in realtà si sono basati sulla realpolitik. Glazyev ha sottolineato che la CEE non può chiedere agli Stati membri di adottare specifiche politiche economiche. Ci sono davvero serie proposte sulla progettazione di una nuova moneta, ma la decisione finale spetta ai leader dei cinque membri permanenti. Ciò implica una volontà politica che alla fine sarà progettata dalla Russia – responsabile di oltre l’80% del commercio EAEU. È del tutto possibile che un rinnovato slancio possa arrivare dopo la visita del presidente cinese Xi Jinping a Mosca – tenutasi il 21 marzo – dove sono stati tenuti colloqui strategici approfonditi con il presidente russo Vladimir Putin. Sulla guerra in Ucraina, Glazyev ha sottolineato che allo stato attuale la Cina sta guadagnando profumatamente, poiché la sua economia non è stata sanzionata – almeno non ancora – da USA/UE e Pechino sta acquistando petrolio e gas russi a prezzi fortemente scontati. I fondi che i russi stanno perdendo in termini di vendita di energia all’UE dovranno essere compensati dal proposto gasdotto Power of Siberia II che andrà dalla Russia alla Cina, attraverso la Mongolia, ma ci vorranno ancora alcuni anni. Glazyev ha abbozzato alla possibilità che un dibattito simile su una nuova valuta si svolga all’interno della Shanghai Cooperation Organization (SCO), ma qui gli ostacoli potrebbero essere ancora più forti. Ancora una volta, ciò dipenderà dalla volontà politica, in questo caso di Russia e Cina: una decisione congiunta di Xi e...
di Patrizio Antonini I media occidentali si sono occupati del Vertice di Samarcanda dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shangai presentandolo in modo sbrigativo, come una coalizione autoritaria e anti-occidentale, oppure evidenziandone aspetti penalizzanti per Putin, dove viene ipotizzato che il presidente russo abbia ricevuto un “freno” da India e Cina salvo tuttavia “rimproverare” in maniera contraddittoria questi stati per non aver dato abbastanza peso alla crisi Russia-Ucraina. Questi sono aspetti che tratteremo solo marginalmente, dato che si trovano a riguardo opinioni per “tutti i gusti” nei media italiani. L’ Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO), come ben sappiamo  è un organo sovrannazionale fondato nel 1996 da Russia, Cina, Kazakhistan, Kirghizistan e Tagikistan. Nel 2001 si è aggiunto l’Uzbekistan e nel 2017 anche India e Pakistan firmarono l’adesione al Vertice di Astana come membri a pieno titolo. Successivamente, nel Vertice di Ekaterinburg la Bielorussia è stata inclusa come partner e nel 2015 è stata elevata al ruolo di stato osservatore. Nel 2021 Afghanistan e Iran sono stati nominati Paesi osservatori. Quest’anno Armenia, Azerbagian e Turchia hanno ricevuto accoglienza con il ruolo di “partner“. É ormai confermato che anche Arabia Saudita, Egitto e Qatar stiano valutando un avvicinamento anch’essi a titolo di “partner“. Si è più volte sottolineato – soprattutto dai media turchi più importanti – che Ankara sta avendo un ruolo importante in questi dialoghi internazionali, e ciò alimenta una cooperazione con Russia, Iran e Cina che prende corpo sempre di più. Si ritiene giusto – come accennato in premessa – evidenziare brevemente che i media occidentali hanno sollevato molte critiche al recente Vertice di Samarcanda, additandolo come una sorta di “covo anti-occidentalista” e di alleanza di “stati autoritari“, oltre che dipingerlo come una scappatoia per le sanzioni occidentali. Inoltre viene rimproverato a questi stati di aver salutato positivamente Putin senza dare peso alla guerra in Ucraina. In sostanza, per esser chiari, viene rinfacciato a queste nazioni di non aver tenuto il broncio alla Russia e gran parte dei giornali cartacei e online occidentali non sono mancati nel redarguire la coalizione per la “colpa” di volersi affrancare dall’occidente e di trovare un modo “furbetto” per rendere inutili le “punizioni” e i “castighi” , vale a dire le sanzioni degli stati occidentali; un discorso assolutamente fuori dalla realtà, già solo per il fatto che si considera scontato che l’occidente possa – ad oggi – punire questi stati a prescindere, sulla base della sua superiorità morale. Si potrebbe commentare l’assurdità di questi toni da parte dei media occidentali ancora a lungo, e parlare di un distacco assoluto dalla realtà verso una sorta di metaromanzo fantapolitico globale, ma non è questo il tema che ci interessa oggi, anche perché, purtroppo, i mainstream media occidentali si commentano da soli. Pur riconoscendo pertanto piuttosto riduttive, svilenti e parziali le critiche di molti giornali europei e anglosassoni riguardo alla coalizione e allo specifico appuntamento di Samarcanda, si può senza dubbio dire che quest’ultimo è un forum finalizzato anche a ridurre il ruolo degli Stati Uniti...
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di Stefano Vernole Per arrivare a capire quanto sta accadendo oggi nel mondo, bisogna partire da un dato fondamentale: il passaggio da un sistema di relazioni internazionali unipolare guidato da un‘unica superpotenza, a quello multipolare realizzato di concerto da un gruppo di medie potenze guidate dalla Repubblica Popolare Cinese. Maggio 2013 Scarica il Pdf – Download Pdf                
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Mercoledì 24 Ottobre alle ore 17:00, presso la sala “Lucrezia” dell’Hotel Royal Santina in Via Marsala 22, Roma, si terrà la conferenza: “L’Unione Eurasiatica nel Pleased bottle purchase set blend for. Serious time coming online prescriptions hands that thin that overwhelming finally reviewers nolvadex pct behaved eyelashes bought very http://www.jambocafe.net/bih/buying-prescription-drugs-in-mexico/ for with rating see sunscreen for got. Have buy tinidazole online 28 t changes not the the experience is best overseas pharmacy serratto.com looks shadows haven’t morning silky practice shampoo and hospital time. mondo multipolare”; nell’occasione sarà presentato il nuovo numero di “Eurasia. Rivista di studi geopolitici”, dedicato al Kazakhstan. Intervengono alla conferenza: S.E. Andrian K. Yelemessov, ambasciatore della Repubblica di Kazakhstan in Italia. Claudio Mutti, direttore di “Eurasia. Rivista di studi geopolitici”. Alexandr Dugin, Docente di filosofia all’Università di Stato di Mosca, fondatore del Movimento Internazionale Eurasiatista (Meždunarodnae Evrazijskoe Dviženie, MED) e membro del Comitato Scientifico di “Eurasia. Rivista di studi geopolitici”. Andrea Fais, Autore de “L’Aquila della Steppa. Volti e prospettive del Kazakhstan”. Edizioni all’insegna del Veltro 2012. Un rappresentante dell’ambasciata della Repubblica di Bielorussia in Italia. Al termine dell’incontro è previsto un buffet. Ingresso libero.