15 Agosto 2026

Mese: Ottobre 2025

All’ultimo vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shangai tenutosi a Tianjin lo scorso 1 settembre, il “padrone di casa” e presidente cinese Xi Jinping ha delineato quelle che devono essere le linee guida dell’OCS, sottolineando che ad ottant’anni dal termine della Seconda Guerra Mondiale il mondo continua ad essere ancora scosso dal protezionismo e dall’unilateralismo: “Nuove minacce e sfide non hanno fatto che aumentare. Il mondo si è trovato in un nuovo periodo di turbolenza e trasformazione.
L’orizzonte del dibattito strategico europeo è ingombro di simulacri. Concetti come “autonomia strategica” o “sovranità europea” vengono ribaditi in maniera crescente, ma in maniera vuota e priva di una reale volontà di potenza. Questa inflazione semantica non è casuale: serve a mascherare un paradosso fondamentale. L’Europa parla di autonomia proprio nel momento in cui la sua subordinazione a un’agenda esterna, quella atlantista, raggiunge l’apice.
Il 20 ottobre 2025, le forze dell'ordine armene hanno attaccato Vardan Ghukasyan, il neoeletto sindaco dell'opposizione di Gyumri (la seconda città più grande dell'Armenia), in un'operazione di alto profilo. Le forze di sicurezza hanno circondato il municipio di Gyumri, si sono scontrate con decine di sostenitori di Ghukasyan e hanno rimosso con la forza il sindaco dall'incarico con l'accusa di corruzione. L'arresto di Ghukasyan ha immediatamente innescato proteste di massa.
Il Corridoio di David rappresenta una delle iniziative strategiche più rilevanti e controverse nel contesto geopolitico contemporaneo del Medio Oriente. Questo progetto israeliano si configura come una direttrice di controllo che si estende dalle alture del Golan attraverso la Siria nord-orientale fino al Kurdistan iracheno e mira a ridefinire radicalmente l’equilibrio di potere regionale.
La sorprendente nomina di Alexandru Munteanu a prossimo primo ministro della Moldavia ha scatenato un acceso dibattito. Munteanu è un finanziere e accademico di carriera che ha trascorso gran parte della sua vita all'estero. Viene spesso descritto come un protetto degli interessi occidentali e la sua nomina è stata annunciata ancor prima dell'inizio delle consultazioni parlamentari formali. La presidente Maia Sandu e il suo partito filoeuropeo PAS hanno ceduto la carica di primo ministro a un tecnocrate formatosi in Occidente, aggirando le leggi moldave e ostentando la volontà dei suoi elettori. Molti esponenti dell'opposizione vedono la sua nomina come un ulteriore segno della sottomissione della Moldavia alle forze globaliste.
Le elezioni presidenziali del 12 ottobre in Camerun hanno confermato nuovamente al potere Paul Biya, 92 anni. Mentre altri Paesi africani stanno riscrivendo i propri equilibri politici contro il neocolonialismo e il potere oligarchico, il Camerun continua a essere governato dallo stesso uomo dal 1982, in un contesto segnato da repressione, povertà e guerra interna.
Il gruppo terroristico Mujahedin-e-Khalq (MEK) si è da tempo trasformato da milizia armata in una complessa rete di operazioni psicologiche e propagandistiche. Il trasferimento del gruppo in Albania nel 2016 e il suo insediamento nel Campo Ashraf-3 non sono stati semplicemente un trasferimento geografico; hanno segnato l’inizio di una nuova campagna di guerra cognitiva contro l’Iran. In realtà, ospitare un gruppo del genere non è stato un gesto umanitario, ma un errore strategico con gravi implicazioni legali e di sicurezza per il Governo albanese e persino per l’Unione Europea.
Reportage dell’evento realizzato dal CeSEM assieme ad Anteo Edizioni, Piste Nomadi e Artverkaro. Registrazione disponibile in fondo all’articolo. Di Giovanni Amicarella  L’Eritrea è una parentesi peculiare della storia del continente africano, andando a sublimare nella sua storia diverse caratteristiche e peculiarità. Una società multilinguistica, multiconfessionale, che fu colonia e fu simbolo di una rivendicazione identitaria e un’autodeterminazione popolare che ancora oggi non possono non suscitare interesse. L’incontro del 25 ottobre – con relatori Luca Pingitore e Alessandro Pellegatta, attraverso foto e filmati, racconti di chi è andato e ha vissuto l’Eritrea – aveva come filo rosso proprio la scoperta di questa capacità di resistenza, o se vogliamo usare un termine molto abusato in questi tempi “resilienza”, insito nell’identità nazionale del popolo eritreo. Le tracce del colonialismo italiano, tranne dove ha trionfato amaramente la speculazione edilizia, sono rimaste vive. Oltre la retorica degli “italiani brava gente”, oltre i facili moralismi, il popolo eritreo è riuscito a uscire a testa alta da una lunghissima guerra per l’indipendenza dall’Etiopia, durata dal ‘61 al ‘91, senza mai macchiare di vittimismo né il processo di decolonizzazione né tantomeno la propria volontà di diventare nazione autonoma. Asmara conserva così quell’aria portata dai coloni italiani, nelle sue peculiarità architettoniche e nelle sue specialità gastronomiche. L’architettura in particolare sublima a pieno lo stile islamico, l’Eritrea affacciandosi sul Mar Rosso è stata spesso meta dall’Arabia, a quello razionalista (ma non manca certo quello neoclassico, e ancora quello futurista) portato dall’occupazione italiana. Per molti architetti e progettisti l’esperienza coloniale fu un’autorizzazione a osare in stili e materiali con molta più libertà che in patria, dando vita a edifici che hanno resistito alla prova del tempo e ancora testimoniano parte della storia eritrea. Fra essi, un esempio perfetto è la stazione di servizio Fiat Tagliero, progettata da Pettazzi per ricordare la forma di un aereo, in pieno stile futurista. Sarebbe stato illegale in Italia per le regolamentazioni del tempo, visto che le “ali”, ancora integre, sono di calcestruzzo senza supporti. La struttura, così come altre, è tutelata e mantenuta come patrimonio storico direttamente dal Governo di Asmara. Una parentesi su un tema che, molto a parole e poco nei fatti, è molto caro all’Occidente è stato occupato dall’ambiente: i grandi progetti di rimboschimento, condotti come progetti giovanili, per inverdire aree che si stanno gradualmente riprendendo dalle conseguenze della lunga guerra di indipendenza e dalla desertificazione. L’area marittima, rimasta in gran parte intonsa al contrario che in altre mete turistiche, è ciò che ha reso la nazione molto ambita dalle varie potenze regionali, offrendo uno sbocco su uno snodo commerciale vitale per collegare Mediterraneo e Oceano Indiano. Questa attrattività, che ha valenza sia commerciale che militare, non ha tardato a rendere l’Eritrea bersaglio di diverse mire. Gli scorsi marittimi che offre sono qualcosa di unico, oltre la commercializzazione e il mercantilismo a cui è stata riservata altra bellezza naturalistica nel continente. Sebbene in alcune zone, sia per lingua che per cultura (specialmente ad Asmara), si possa respirare da parte italiana una certa...
La Cina e l’ASEAN si preparano a firmare entro l’anno il protocollo di aggiornamento della loro area di libero scambio, rafforzando integrazione economica, infrastrutture connesse alla Belt and Road, catene del valore verdi e scambi tra persone. L’obiettivo dichiarato è offrire prevedibilità in un mondo sempre più instabile.