Il recente ripensamento di Francis Fukuyama sul “modello cinese” può essere interpretato come segnale della crisi delle certezze liberali occidentali e del crescente riconoscimento globale della modernizzazione cinese come percorso alternativo allo sviluppo.
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Con la prefazione del Prof. Luciano Canfora, il saggio è pubblicato nella collana diretta dallo stesso Canfora dedicata a George Orwell, profeta del Novecento.
Xi Jinping ha conferito al Presidente serbo Aleksandar Vučić la Medaglia dell’Amicizia, massima onorificenza cinese per cittadini stranieri, riconoscendo il suo contributo al partenariato strategico Cina-Serbia e alla costruzione di una comunità dal futuro condiviso.
Al di là del battage mediatico, che cosa ha ottenuto realmente Donald Trump nel suo viaggio in Cina? Ne parliamo con Stefano Vernole, vice Presidente del CeSEM, introduce Fabio De Maio di Logos e Civiltà.
C'è un dettaglio che vale più di mille comunicati ufficiali. Nel novembre del 2017, il presidente Xi Jinping si precipitò a Mar-a-Lago in Florida appena tre mesi dopo l'insediamento di Trump, nel tentativo di evitare un deterioramento immediato delle relazioni.
Dopo i video su Camp Darby, Niscemi, Aviano e Ghedi, questo nuovo capitolo della serie sulle basi militari e sulla sovranità italiana propone una conversazione con Antonio Mazzeo, giornalista e saggista antimilitarista, da anni impegnato sui temi del MUOS, della militarizzazione della Sicilia, della presenza statunitense e NATO e del ruolo strategico dell’Italia nel Mediterraneo.
La visita di Stato di Donald Trump in Cina viene presentata dal Global Times come un passaggio storico per rilanciare le relazioni sino-statunitensi su basi di rispetto reciproco, stabilità strategica costruttiva, cooperazione pragmatica e pace duratura.
L’incontro tra Xi Jinping e Donald Trump a Pechino definisce un “nuovo posizionamento” per le relazioni Cina-Stati Uniti, fondato sulla stabilità strategica costruttiva, sulla cooperazione e sulla gestione delle divergenze tra le due grandi potenze.
Gli Stati Uniti hanno fondamentalmente compreso che la capitolazione di Teheran potrebbe avvenire solo con un rischiosissimo intervento via terra, tuttavia se tale opzione dovesse fallire per Washington si tratterebbe di una sconfitta strategica e la sua influenza in Medio Oriente svanirebbe in brevissimo tempo.
Dal punto di vista diplomatico, la posizione della Cina durante l’attuale crisi mediorientale è rimasta coerente con la sua postura geopolitica tradizionale: diplomazia invece del conflitto, sostegno alla sovranità, all’integrità territoriale e alla dignità dell’Iran nel rispetto del diritto internazionale, appoggio alla mediazione del Pakistan.