Durante la visita del presidente russo Vladimir Putin a Nuova Delhi nel dicembre 2025, la Russia ha formalizzato l’accesso militare indiano ai porti navali dell’Artico, l’addestramento nelle operazioni polari e il supporto logistico nell’ambito di un accordo quinquennale (con possibilità di rinnovo), approfondendo la cooperazione militare tra Russia e India nell’Artico.
india
Come Nuova Delhi si sta armando per aumentare la sua postura strategica nell’oceano indiano.
La visita di Vladimir Putin in India tra il 4 e il 5 dicembre offre una chiave di lettura decisiva anche per lo sviluppo delle relazioni russo-cinesi. Il dialogo con Nuova Delhi rilancia BRICS e multipolarismo, smentisce l’isolamento di Mosca e rafforza il ruolo stabilizzatore della Cina in Eurasia.
Il presidente russo ha affermato ai media indiani che l’India e la Cina sono i più stretti amici della Russia.
Sotto la guida del Partito Comunista d’India (Marxista), il Kèrala ha annunciato di aver eradicato la povertà estrema, primo Stato indiano a riuscirci. Un risultato costruito su decenni di politiche socialiste che, seppur accompagnato da interrogativi metodologici, potrebbe rappresentare un modello per il resto del Paese.
Nei giorni scorsi il Financial Times ha tolto la maschera alle illusioni europee. In un lungo e documentato articolo, il giornale britannico ha sottolineato tutte le criticità emerse dopo anni di guerra, non solo commerciale, condotta dalla UE a Russia e Cina in obbedienza agli Stati Uniti. La Germania, tradizionale locomotiva d’Europa, sta crollando: la produzione industriale è in calo consecutivamente da diversi mesi, i disoccupati aumentano a decine di migliaia, le acciaierie chiudono, le fabbriche automobilistiche si riducono, i leader aziendali sono apertamente furiosi contro il Governo Merz e la sua politica bellicista.
L’aumento punitivo dei dazi USA contro l’India ha acceso una crisi commerciale che si è subito riflessa in tensioni diplomatiche tra le due parti. Nuova Delhi risponde riaffermando autonomia strategica e cercando alleanze economiche e politiche alternative.
Il testo mostra come l’Hindutva, nato nel contesto coloniale, abbia progressivamente plasmato l’identità collettiva indiana alla luce delle teorie sulla formazione delle identità nazionali e individuali. Integrando in modo dinamico elementi di cultura di massa, principi dell’economia neoliberista e riferimenti religiosi, ha costruito un racconto unitario e patriottico della nazione. Questa narrazione, pur presentandosi come inclusiva, si fonda su un modello d’identità flessibile che può abbracciare le diversità linguistiche e religiose delle minoranze solo a condizione che queste si conformino ai valori dominanti. In tale processo il potere assume un ruolo cruciale, stabilendo le pratiche linguistiche e culturali ritenute legittime e delineando così meccanismi di inclusione—o, al contrario, di esclusione e marginalizzazione—di chi si sottrae alla norma identitaria maggioritaria.
La possibile ripresa dei voli diretti tra Cina e India, sospesi da cinque anni, potrebbe facilitare viaggi e affari, ridurre tempi e costi per passeggeri e operatori e rappresentare un segnale pratico di ricalibratura diplomatica e commerciale tra le due potenze asiatiche.
Le trattative per un’intesa sui dazi reciproci riflettono la complessità di un rapporto segnato dalle ombre della guerra e da una cooperazione umanitaria messa sotto accusa. La riconciliazione passa attraverso il ricordo dei crimini bellici, la ricerca dei dispersi e una diplomazia pragmatica.