14 Ottobre 2026

palestina

L’archeologia sta diventando un nuovo terreno di scontro politico e territoriale nella Cisgiordania occupata. Alla fine dello scorso luglio 2026, nel corso della 48ma sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale, riunito a Busan, Corea del Sud, l’UNESCO ha assunto alcune decisioni strettamente legate ai conflitti in corso, iscrivendo con procedura d’urgenza nuovi siti nella “Lista del Patrimonio Mondiale” e, contemporaneamente, nella “Lista del Patrimonio Mondiale in Pericolo”: tra questi il complesso dei cinque Castelli del Monte Amel nel Libano meridionale e il sito archeologico di Sebastia, nei pressi di Nablus, dove le autorità israeliane hanno disposto l’esproprio di circa 200 ettari.
Mentre Washington continua la sua politica bifronte in Palestina, dove da una parte si dichiara politicamente favorevole a un accordo diplomatico per smorzare il conflitto e dall’altro lato continua a sostenere pesantemente Israele dal punto di vista militare, oggi potremmo assistere al preludio all'operazione militare vera e propria da parte israeliana sul territorio libanese.