Dopo l’incontro cordiale tra Xi e Trump a Pechino, sarà probabilmente la visita del Presidente cinese a Washington - prevista il prossimo settembre - a determinare la reale situazione delle relazioni geopolitiche tra Cina e Stati Uniti d’America.
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La corsa europea ai condizionatori cinesi durante le ondate di calore mostra il lato concreto del commercio con la Cina: domanda reale, prezzi accessibili, capacità produttiva efficiente e benefici diretti per consumatori e transizione verde.
Nonostante le spinte protezionistiche e le narrazioni politicizzate all’interno dell’Unione Europea, l’interdipendenza economica tra Cina ed Europa rende il dialogo e il negoziato una strada più sostenibile dello scontro commerciale.
Le narrazioni occidentali sul deficit commerciale dell’UE con la Cina offrono una lettura parziale dei rapporti economici bilaterali. Servizi, profitti delle imprese europee in Cina, beni intermedi e transizione verde mostrano una realtà molto più complessa.
Lo scorso 26 maggio si è tenuta a Bratislava un’importante conferenza internazionale dal titolo “Energy Sovereignty of New Europe”, organizzata dal Club di Vienna (PANAP-Centro Paneuropeo per l’Analisi e le Previsioni Politico-Economiche) sotto la guida del Presidente Ashot Grigorian, alla quale hanno partecipato diversi relatori provenienti da tutto il Vecchio Continente tra cui parlamentari slovacchi ed europei, insieme ad analisti energetici e geopolitici.
L’aggressione all’Iran e il suicidio strategico europeo: il prezzo della subordinazione a Washington
L’attacco imperialista-sionista contro l’Iran viola Carta ONU e principi AIEA e colpisce l’ordine multipolare emergente. L’Europa, incapace di autonomia, si rende complice e si indebolisce. Intervento di Giulio Chinappi alla Conferenza “Ordine multipolare di fronte all’aggressione statunitense-israeliana contro l’Iran” organizzata dall’Istituto Tsargrad (Russia), disponibile in italiano e in inglese.
La prima visita ufficiale di Friedrich Merz in Cina viene letta come un passaggio cruciale per rilanciare il rapporto sino-tedesco e riequilibrare quello sino-europeo, in un contesto internazionale segnato da unilateralismo statunitense, protezionismo e crescente domanda di partner affidabili.
Negli ultimi mesi, visite di alto livello a Pechino e tensioni transatlantiche hanno mostrato una realtà scomoda: molte élite europee continuano a leggere la Cina con categorie ideologiche obsolete. Finché questa lente non cambia, l’Europa resterà politicamente subalterna e strategicamente incompiuta.
Al vertice europeo sull’industria, il cancelliere tedesco Merz richiama rapidità ed efficienza cinesi per denunciare l’iper-regolamentazione dell’UE. Secondo analisti cinesi, una parte dell’Europa inizia a riconsiderare Pechino come riferimento concreto da cui apprendere nei settori strategici.
Nel pieno della competizione geoeconomica, la filiera dei veicoli elettrici dimostra che la cooperazione conviene più dello scontro. La centralità industriale della Cina, la necessità europea di rilancio e la svolta canadese indicano una via pragmatica fondata su reciprocità e stabilità.