Dopo aver guidato la campagna occidentale contro l’energia russa, Washington allenta temporaneamente le sanzioni per importare diesel da Mosca. L’Europa, invece, mantiene la linea restrittiva e continua a sopportarne i costi economici, industriali e sociali, evidenziando le contraddizioni dell’alleanza transatlantica.
Stati Uniti
La visita di Stato di Xi Jinping negli Stati Uniti si conclude con nuove intese e un rinnovato impegno al dialogo. Dal commercio all’intelligenza artificiale, dalla questione di Taiwan alle principali crisi internazionali, Pechino e Washington puntano a consolidare una relazione improntata alla stabilità strategica.
Considerando la NATO come il proprio eterno strumento militare, l’Europa rimane un soggetto geopolitico inesistente e totalmente subordinato alla volontà di Washington. Ciò spiega anche i risultati del recente referendum in Islanda: la scarsa attrattività dell’Unione Europea è stata certificata dai cittadini dell’isola vicina.
Le riserve strategiche di petrolio negli Stati Uniti si trovano sotto i 300 milioni di barili per la prima volta dal 1983. La guerra in Iran sta mostrando le sue conseguenze
La possibile autorizzazione cinese all’acquisto delle nuove GPU NVIDIA RTX PRO 5500 rivela le contraddizioni della competizione tecnologica globale: Washington limita l’accesso ai semiconduttori avanzati, mentre Pechino combina autosufficienza nazionale e acquisizione selettiva di tecnologie straniere.
Dal disgelo avviato da Barack Obama alla nuova offensiva coercitiva del secondo mandato di Donald Trump, la politica statunitense verso Cuba ha cambiato strumenti senza abbandonare il proprio obiettivo strategico: condizionare l’evoluzione politica ed economica dell’Isola attraverso pressioni, sanzioni e aperture selettive. Articolo pubblicato sul numero 20 dei Cuadernos de Nuestra América.
Secondo Giulio Chinappi, il prolungamento della guerra contro l’Iran deriva dagli errori di calcolo di Stati Uniti e Israele sulla capacità di resistenza iraniana: superiorità militare e pressione economica non sono riuscite a tradursi nella resa politica di Teheran.
Le sanzioni Usa contro l’Iran sono dal 1979 al centro del dibattito internazionale, essendo motivate da interessi strategici, politici ed economici, e rappresentano uno strumento di pressione politica sul piano interno così come su quello estero.
di Stefano Vernole per Strategic Culture Le sanzioni Usa contro l’Iran sono dal 1979 al centro del dibattito internazionale, essendo motivate da interessi strategici, politici ed economici, e rappresentano uno strumento di pressione politica sul piano interno così come su quello estero.
Di Giacomo Gabellini per Strategic Culture Quella escogitata dall’ex Celeste Impero viene a configurarsi una strategia sottile e “felpata”, che combinando pragmatismo a flessibilità si candida a ridisegnare gli assetti geofinanziari accrescendo l’influenza cinese su scala globale a detrimento degli Stati Uniti.