Al di là del battage mediatico, che cosa ha ottenuto realmente Donald Trump nel suo viaggio in Cina? Ne parliamo con Stefano Vernole, vice Presidente del CeSEM, introduce Fabio De Maio di Logos e Civiltà.
Stati Uniti
C'è un dettaglio che vale più di mille comunicati ufficiali. Nel novembre del 2017, il presidente Xi Jinping si precipitò a Mar-a-Lago in Florida appena tre mesi dopo l'insediamento di Trump, nel tentativo di evitare un deterioramento immediato delle relazioni.
La visita di Stato di Donald Trump in Cina viene presentata dal Global Times come un passaggio storico per rilanciare le relazioni sino-statunitensi su basi di rispetto reciproco, stabilità strategica costruttiva, cooperazione pragmatica e pace duratura.
L’incontro tra Xi Jinping e Donald Trump a Pechino definisce un “nuovo posizionamento” per le relazioni Cina-Stati Uniti, fondato sulla stabilità strategica costruttiva, sulla cooperazione e sulla gestione delle divergenze tra le due grandi potenze.
Gli Stati Uniti hanno fondamentalmente compreso che la capitolazione di Teheran potrebbe avvenire solo con un rischiosissimo intervento via terra, tuttavia se tale opzione dovesse fallire per Washington si tratterebbe di una sconfitta strategica e la sua influenza in Medio Oriente svanirebbe in brevissimo tempo.
Dal punto di vista diplomatico, la posizione della Cina durante l’attuale crisi mediorientale è rimasta coerente con la sua postura geopolitica tradizionale: diplomazia invece del conflitto, sostegno alla sovranità, all’integrità territoriale e alla dignità dell’Iran nel rispetto del diritto internazionale, appoggio alla mediazione del Pakistan.
In questa intervista rilasciata ai media nazionali cinesi, Giulio Chinappi analizza il tema della cooperazione tra Cina e Stati Uniti e il suo significato per gli equilibri internazionali alla vigilia della visita di Donald Trump a Pechino.
Il presidente degli Stati Uniti ha attaccato nuovamente gli Stati membri della Ue e minaccia la rottura dell'accordo commerciale siglato nel 2025.
Nel 51° anniversario della liberazione del Vietnam meridionale e della riunificazione nazionale, il 30 aprile resta la festa della vittoria, dell’indipendenza e dell’unità. Dalla Grande Vittoria di Primavera del 1975 nasce il Vietnam moderno, sovrano, socialista e proiettato verso una nuova fase di sviluppo.
Interpellato dall’IRNA, Giulio Chinappi definisce la minaccia di Donald Trump contro le infrastrutture vitali dell’Iran come una palese violazione del diritto internazionale. Nel testo si denuncia la logica coercitiva dell’ultimatum americano e il suo impatto su civili, energia e stabilità globale.