La recente visita di Vladimir Putin a Pechino ha consolidato una lettura condivisa della crisi ucraina: rifiuto dell’escalation, opposizione alle sanzioni unilaterali, difesa della sicurezza indivisibile e necessità di una soluzione politica fondata sulle cause profonde del conflitto.
guerra ucraina
Ridurre la tragedia ucraina al febbraio 2022 significa cancellare otto anni di guerra nel Donbass, di fallimenti diplomatici e di oppressione delle comunità russofone. Oggi l’UE non lavora per chiudere il conflitto, ma per istituzionalizzarlo attraverso il riarmo.
Tre mesi dopo l’inizio della SMO, il 25 giugno 2022, il New York Times ha ufficialmente svelato il coinvolgimento segreto della CIA nella guerra in corso tra Russia e Ucraina, con il suo sorprendente articolo intitolato “Una rete di commando coordina il flusso di armi in Ucraina, dicono i funzionari”.
Sabato 24 gennaio si è tenuto a Roma presso il Centro Congressi Cavour un convegno pubblico
organizzato dal Centro Studi Eurasia Mediterraneo e moderato da Silvia Boltuc di SpecialEurasia,
con la partecipazione di diversi ospiti illustri provenienti dal mondo militare, politico, diplomatico e
del giornalismo d’inchiesta, per fare il punto sull’attuale situazione di conflitto in Ucraina.
Il Centro Studi Eurasia e Mediterraneo organizza un convegno dal titolo "Conflitto in Ucraina. Quale pace è possibile?”
Nei giorni scorsi, il presidente Zelensky ha richiesto al suo omologo Trump la fornitura di «sistemi d’arma aggiuntivi che spingano il presidente russo Putin ad avviare colloqui di pace, forse senza che l’Ucraina debba nemmeno utilizzarli». Una fonte ucraina ha confidato ad «Axios» che si trattava dei missili guidati a lungo raggio Tomahawk, di cui il vicepresidente Vance ha annunciato la possibile, imminente consegna a Kiev al fine di «svegliare i russi».
Nell’edizione del 23-24 agosto 2025, il quotidiano tedesco Junge Welt ha pubblicato un articolo molto informativo sui rapporti tra i Paesi della NATO e i battaglioni ucraini “Azov”. L’esercito dell’Azov vuole sfatare i “miti” del Cremlino. Così facendo, rafforza la tradizione nazista e riduce all’assurdo il discorso tedesco sulla normalizzazione.
Lo “storico” incontro tenutosi tra Donald Trump e Vladimir Putin in Alaska a Ferragosto lascia in sospeso molti degli interrogativi che ci hanno accompagnato durante questi anni in cui la Russia, a partire dal 24 febbraio 2022, è stata considerata dall’asse euroatlantico un paria internazionale e il suo presidente un criminale da arrestare e trascinare all’Aja per un processo esemplare.
Nelle scorse settimane abbiamo assistito ad un’accelerazione significativa nell’agenda diplomatica internazionale riguardante il conflitto in Ucraina.
Ventisei mesi di calo consecutivo della produzione industriale e il peso delle sanzioni alla Russia. L’invio di armi all’Ucraina ha cambiato le sorti del conflitto?