Il Vietnam, economia emergente in rapida ascesa, avvia un ambizioso programma di sviluppo tecnologico e trasformazione digitale. Riforme legislative e solidi partenariati pubblico-privati mirano a superare ostacoli istituzionali e a consolidare un modello socialista moderno, promuovendo innovazione e crescita sostenibile.
Nuove Tecnologie
Le innovazioni cinesi nell’IA aprono nuovi orizzonti, abbracciando l’open source e stimolando collaborazioni globali. Mentre l’ecosistema occidentale si chiude, la Cina guida un’era di inclusività e democratizzazione tecnologica, offrendo soluzioni innovative e condivise per un futuro connesso e sostenibile globalmente.
L’ascesa di DeepSeek, startup cinese di intelligenza artificiale, sta suscitando reazioni contrastanti in Occidente. Tra divieti e indagini sulla privacy, mentre aziende statunitensi adottano il suo modello, esperti cinesi criticano le restrizioni come strategie per contenere lo sviluppo tecnologico cinese.
Negli ultimi anni, la corsa all’intelligenza artificiale ha visto il dominio di aziende statunitensi come OpenAI, Google DeepMind e Anthropic. Tuttavia, l’emergere di DeepSeek, una startup cinese specializzata nello sviluppo di modelli linguistici open-source, ha scosso il panorama tecnologico globale, segnando un momento di svolta per il settore.
I disperati tentativi di Washington di frenare lo sviluppo high-tech di Pechino stanno danneggiando gli alleati statunitensi più che i cinesi.
Di David P. GoldmanTraduzione di Veronica Vuotto per il Centro Studi Eurasia e Mediterraneo È semplicemente troppo tardi per cercare di sopprimere la Cina. Gli Stati Uniti devono spendere seriamente in ricerca e sviluppo, insieme alla politica industriale, altrimenti perderanno la corsa per la supremazia tecnologica del ventunesimo secolo.
di Timur FomenkoTraduzione per il Centro Studi Eurasia e Mediterraneo di Veronica Vuotto Sebbene Stati Uniti e Cina stiano ora parlando un po’ di più, in realtà è cambiato poco nel quadro strategico dei rapporti tra le due potenze.
Un punto chiave della “rivoluzione verde” voluta da Xi Jinping è quello che riguarda l’industria dei veicoli elettrici, la quale rappresenta non solo un punto nevralgico della transizione energetica, ma anche una componente vitale per l’economia cinese e per le ambizioni del Dragone di progredire verso un primato tecnologico. Si tratta di un settore che, negli ultimi anni, è cresciuto a vista d’occhio facendo raggiungere alla potenza asiatica una ulteriore posizione di rilievo nel panorama internazionale. Non è un segreto che l’industria dei trasporti contribuisca in modo significativo alla produzione di emissioni dirette di anidride carbonica. L’utilizzo di veicoli elettrici rappresenterebbe, dunque, un legittimo alleati alla decarbonizzazione del settore dei trasporti il quale fino al 2019 è stato responsabile di circa il 24% delle emissioni dirette di anidride carbonica su scala globale – a tale picco ha fatto seguito una piccola riduzione di queste emissioni durante la pandemia di COVID-191. In ogni caso, non vi è dubbio che il successo nella gestione di questo processo comporterebbe significativi progressi alla transizione verde ed è per tale motivo che numerose nazioni – in particolare Cina, Stati Uniti e Germania – hanno mostrato un notevole interesse per lo sviluppo di veicoli elettrici. Naturale è che, a differenza della controparte alimentata coni classici benzina e gasolio, i tali veicoli mostrino di avere una maggiore efficienza e propensione al rispetto per l’ambiente. Motori elettrici e batterie ricaricabili sono utilizzati al posto di motori a combustione interna e benzina. L’industria automobilistica offre una gamma di veicoli con diverse fonti di alimentazione: veicoli completamente elettrici (BEV), ibridi (HEV) che integrano sia l’alimentazione elettrica che quella a benzina e ibridi plug-in (PHEV), i quali possono essere ricaricati tramite erogatori di energia esterni. I veicoli elettrici a batteria (BEV) presentano le emissioni più basse, tuttavia, i veicoli elettrici ibridi (HEV) e i veicoli elettrici ibridi plug-in (PHEV) sono più adatti a soddisfare le esigenze di guida di una popolazione più ampia di conducenti. L’attuazione di politiche volti ad ottenere significativi progressi nella tecnologia legata a questo settore produttivo hanno il tutto il potenziale necessario per ottenere significativi miglioramenti nella sostenibilità del comparto dei trasporti. L’obiettivo principale dei veicoli elettrici, infatti, è quello di rivoluzionare il settore diminuendo la dipendenza dal petrolio, riducendo al minimo le emissioni e le spese e, contemporaneamente, migliorare la sicurezza energetica e la sostenibilità ambientale. Lo sviluppo continuo di tecnologie specifiche mirato all’ottimizzazione dell’efficienza energetica e alla riduzione dell’impatto ambientale ha il potenziale per facilitare un futuro più verde con emissioni di carbonio ridotte e vantaggi globali. In breve, l’implementazione di soluzioni di mobilità elettrica rappresenta una strada promettente da battere verso un concetto di trasporto rispettoso dell’ambiente e un ecosistema globale più longevo2. In Cina, la rapida espansione delle capacità tecnologiche e dei sistemi di produzione, insieme alla crescita delle vendite sul mercato dei veicoli elettrici contribuisce ad accrescere l’importanza di questo settore. Se si guardano i numeri, le vendite aggregate di veicoli elettrici in Cina sono aumentate notevolmente negli ultimi dieci anni,...
di Veronica Vuotto Da Mao a Xi, la Cina ha subito una radicale trasformazione, non solo nel suo panorama politico ed economico, ma anche nella sua abilità tecnologica, divenendo, oggi, una forza preponderante nel lotto delle potenze leader del settore tecnologico globale; al centro della sua ambizione in questo campo troviamo l’industria dei semiconduttori, quella che – a ragione – viene considerata come la componente vitale dell’elettronica moderna. Così come per la rivoluzione energetica, il percorso della Cina alla ricerca dell’autosufficienza tecnologica è stato lungo e difficile: da isolata dal resto del mondo sotto la guida di Mao – situazione che ha gravemente ostacolato il suo progresso tecnico – oggi Pechino punta ad un ruolo di rilievo globale nel settore tecnologico; un percorso che, adesso, sta cominciando a dare i suoi risultati anche se i primi passi nell’industria dei semiconduttori risalgono proprio all’epoca maoista. Prima di entrare nel merito del discorso e analizzare questa altra poco conosciuta “lunga marcia” cinese, è bene chiarire alcuni dei concetti chiave che torneranno utili nel corso di questo breve saggio: in primis, chiariamo cosa si intende per semiconduttori e microchip, e quale ruolo ricoprano questi nella transizione energetica. I semiconduttori sono sono sostanze di natura cristallina che si comportano come conduttori all’aumentare della temperatura; a temperatura ordinaria, invece, si comportano come isolanti; potremmo definire i microchip come gli eroi silenziosi dell’era digitale: si tratta di minuscoli dispositivi tecnologici che offrono la possibilità di inviare, elaborare e archiviare dati. Infatti, nonostante le loro piccole dimensioni e la scarsa conoscenza sul loro funzionamento da parte dei consumatori finali, i microchip svolgono un ruolo cruciale nella nostra vita quotidiana essendo presenti in numerosi elementi divenuti essenziali, come, ad esempio, gli smartphone, computer e altri dispositivi high-tech da cui dipendiamo ogni giorno; senza il costante e rapido progresso nel campo dei microchip, infatti, non avremmo sperimentato il notevole impatto della tecnologia informatica nelle nostre vite. Lo sviluppo di queste tecnologie sono fondamentali anche nel contesto della transizione energetica visto che, nel passaggio ad un futuro che si vorrebbe basato principalmente su fonti energetiche rinnovabili e sostenibili, abbiamo bisogno di modi più efficienti e affidabili per produrre e distribuire elettricità ed energia. In questo scenario, i semiconduttori sono materiali fondamentali così come i microchip rappresentano componenti imprescindibili nel raggiungimento di risultati concreti: basti pensare alle loro numerose applicazioni in svariati campi, dai veicoli elettrici ai sistemi di reti intelligenti, dalle turbine eoliche ai pannelli solari dove i chip, vengono utilizzati per convertire la luce solare in energia. Al tempo stesso, supportano la regolazione del flusso di elettricità nelle turbine eoliche al fine di garantire un’efficace erogazione della rete. Sono, inoltre, utilizzati nei veicoli elettrici per controllare i diversi sistemi e sensori, nonché per gestire il flusso di potenza dalla batteria al motore. Infine, i semiconduttori vengono utilizzati nei sistemi di reti smart per osservare e controllare il flusso di elettricità in tutta la rete, assicurando che venga indirizzato verso i punti che ne hanno più bisogno. Tuttavia, è...