Le elezioni locali hanno rafforzato i lealisti nel Sud senza cancellare la forza degli indipendentisti kanak. Il nuovo Congresso nasce da una triplice divisione politica, territoriale e comunitaria, mentre il fallimento dell’accordo di Bougival impone di riaprire il negoziato sul futuro dell’arcipelago.
Oceania
Le elezioni generali del 2 maggio hanno confermato Dalton Tagelagi alla guida di Niue, piccolo Stato del Pacifico in libera associazione con la Nuova Zelanda, oggi sempre più attivo nel delicato equilibrio diplomatico tra Wellington, Pechino e le nuove dinamiche regionali.
Mercoledì, Cina e Australia hanno tenuto a Pechino l’ottavo dialogo diplomatico e strategico Cina-Australia. Un esperto cinese afferma che questo sviluppo indica che i due partner strategici globali stanno compiendo un ulteriore passo per mantenere lo slancio delle interazioni ad alto livello e promuovere uno sviluppo stabile delle relazioni bilaterali in un mondo attraversato da turbolenze e incertezze.
Tokelau ha votato il 5 febbraio per rinnovare i 20 seggi del General Fono, in un’elezione rinviata dal maltempo che aveva bloccato il trasporto delle schede via mare. Dietro la cronaca del voto emerge un caso politico raro, caratterizzato da un autogoverno di fatto, ma nell’ambito di uno status coloniale formale sotto la Nuova Zelanda.
Il Centro Studi Eurasia e Mediterraneo organizza un convegno dal titolo "Conflitto in Ucraina. Quale pace è possibile?”
Nella nuova Strategia di Sicurezza Nazionale USA, l’area dell’Indo-Pacifico viene definita come un insieme di mercati da conquistare e rotte commerciali da difendere.
In seguito alle elezioni generali del 20 novembre, la scelta del nuovo Primo Ministro è ricaduta su Fatafehi Fakafānua, la cui nomina riapre il confronto sul peso della monarchia e sulle priorità esterne, a partire dai legami con Pechino.
Le elezioni legislative dell’11 ottobre a Nauru hanno confermato in Parlamento la leadership di David Adeang, rieletto presidente senza opposizione il 14 ottobre. Adeang ora deve trovare la mediazione tra la cooperazione cinese e le pressioni dell’Australia.
Le elezioni generali del 5 settembre hanno confermato Ishmael Toroama alla Presidenza e completato la composizione della nuova Camera dei Rappresentanti. Il voto conferma la volontà di portare a compimento il mandato indipendentista scaturito dal referendum del 2019.
Le elezioni del 29 agosto hanno sancito la vittoria del FAST e del suo leader Laʻauli Leuatea Schmidt. Un’elezione che parla di risposte locali a pressioni internazionali, con il popolo samoano che ha scelto la continuità dei rapporti con la Cina, nonostante le campagne di delegittimazione.