14 Ottobre 2026

israele

L’archeologia sta diventando un nuovo terreno di scontro politico e territoriale nella Cisgiordania occupata. Alla fine dello scorso luglio 2026, nel corso della 48ma sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale, riunito a Busan, Corea del Sud, l’UNESCO ha assunto alcune decisioni strettamente legate ai conflitti in corso, iscrivendo con procedura d’urgenza nuovi siti nella “Lista del Patrimonio Mondiale” e, contemporaneamente, nella “Lista del Patrimonio Mondiale in Pericolo”: tra questi il complesso dei cinque Castelli del Monte Amel nel Libano meridionale e il sito archeologico di Sebastia, nei pressi di Nablus, dove le autorità israeliane hanno disposto l’esproprio di circa 200 ettari.
In un contesto di tensioni crescenti con la Turchia[1], la Grecia sta aumentando la spesa militare per modernizzare il proprio esercito (circa il 3,5% del PIL) e nei mesi scorsi ha acquistato un sistema difensivo multistrato, cioè anti-missile, anti-aereo e anti-drone da Israele, denominato “Scudo di Achille”, per 3 miliardi di dollari (l’agenzia “Reuters” ha stimato un costo complessivo pari a 4 miliardi di dollari), oltre a diversi tipi di droni e di aerei da trasporto militare Embraer C-390. Radar israeliani e missili delle aziende statali Rafael e IAI costituiscono il nucleo del sistema che dovrebbe essere operativo nel giro di 3 anni, mentre le aziende greche ne produrranno almeno il 25%.
Questa settimana il mondo si è svegliato di fronte a una realtà geopolitica che sarebbe sembrata inverosimile solo un anno fa. Il Pakistan, un Paese impegnato contemporaneamente nella guerra in Afghanistan, nella gestione di un’economia fragile e nel destreggiarsi tra una delle linee di faglia settarie più esplosive del mondo islamico, si è posto al centro del più importante sforzo diplomatico del decennio.
L’affondamento della fregata iraniana IRIS Dena al largo dello Sri Lanka, attribuito a un sottomarino statunitense, trasferisce l’escalation USA-Israele contro l’Iran fino all’Oceano Indiano. Tra timori di spillover regionale e critiche interne, l’India è accusata di un imbarazzante silenzio.