Dopo Camp Darby e Niscemi, il nuovo capitolo della serie sulle basi militari e sulla sovranità italiana porta ad Aviano. Qui il tema diventa ancora più delicato: il rapporto tra Italia, NATO, presenza statunitense e deterrenza nucleare.
NATO
Sono passati ormai 27 anni dall’aggressione della NATO alla Federazione Jugoslava di Serbia e Montenegro nel marzo 1999, eppure la sua importanza nel cambiamento dell’ordine internazionale continua ad essere sottovalutata.
L’editoriale del Global Times interpreta la crisi della NATO come il risultato di contraddizioni accumulate per decenni: divergenze interne all’Occidente, declino della capacità egemonica statunitense e incapacità dell’Alleanza di adattarsi a un mondo ormai sempre più multipolare.
Le recenti pressioni di Washington sull’Europa, dai dazi legati alla Groenlandia alle frizioni sul commercio, mostrano quanto l’UE resti dipendente dagli Stati Uniti, anche sul piano strategico e psicologico. È tempo di ripensare alleanze e interessi, aprendo a nuovi partenariati.
La sensazione di tutti è che ci stiamo ormai avviando verso un momento decisivo per il futuro ordine mondiale. Il probabile e forse inevitabile fallimento delle trattative di pace sull’Ucraina potrebbe far sprofondare il Pianeta in una crisi incontrollabile: l’ideologia ha ormai preso il sopravvento sulla realtà e ciò è quanto di più pericoloso possa avvenire durante un conflitto.
Nei giorni scorsi, il presidente Zelensky ha richiesto al suo omologo Trump la fornitura di «sistemi d’arma aggiuntivi che spingano il presidente russo Putin ad avviare colloqui di pace, forse senza che l’Ucraina debba nemmeno utilizzarli». Una fonte ucraina ha confidato ad «Axios» che si trattava dei missili guidati a lungo raggio Tomahawk, di cui il vicepresidente Vance ha annunciato la possibile, imminente consegna a Kiev al fine di «svegliare i russi».
La riunione della NATO, tenutasi all’Aja il 24 e 25 giugno 2025, si è svolta in un contesto internazionale teso e fluido, in cui l’ordine atlantico basato sulle “regole” – che l’Occidente non rispetta ma che gli altri devono rispettare – si trova sotto pressione.
Recenti fatti di cronaca e inchieste giudiziarie hanno evidenziato l'alto livello di compenetrazione di aziende collegate ai servizi di intelligence israeliani e statunitensi nei settori delle telecomunicazioni, della cyber security in Italia, in una zona grigia che abbraccia aziende private e settori della pubblica amministrazione.
Il nostro Paese risulta al centro di una profonda operazione di infiltrazione e militarizzazione del settore informatico e delle telecomunicazioni, che rende gli ambienti industriali privati e pubblici sempre più controllati dall'intelligence straniera di Paesi stranieri "alleati" . In questa fondamentale puntata, Stefano Vernole ricostruirà almeno la parte emersa di questo iceberg, e le potenziali conseguenze economiche, politiche e di sovranità informatica di questa inquietante rete spionistica...
L’apertura di una missione indipendente giapponese nella NATO è considerata dalla Corea del Nord e dalla Russia un atto pericoloso che alimenta l’instabilità regionale, aumentando tensioni militari e promuovendo una corsa agli armamenti nell’Asia-Pacifico.
Il comunicato della NATO dopo il summit a Washington rivela l’interesse per l’Indopacifico, con aumenti nelle spese militari e cooperazione con Australia, Giappone, Nuova Zelanda e Corea del Sud, mentre l’Ucraina continuerà a ricevere assistenza e addestramento.