L’Arabia Saudita non ha rotto con Washington, ma ha smesso di comportarsi come un alleato subordinato. Tra BRICS, Cina, Iran, yuan energetico e guerra contro Teheran, Riyadh cerca di trasformarsi da pilastro dell’ordine statunitense a potenza autonoma del mondo multipolare.
Arabia Saudita
Negli ultimi sei decenni, le relazioni tra Iran e Arabia Saudita sono state accompagnate da varie fluttuazioni, mentre le relazioni diplomatiche si sono interrotte più volte[1] (nel 1942 e due volte dopo la Rivoluzione Islamica del 1979).
La guerra di Gaza ha accelerato la cooperazione tra i colossi del Sud globale che resistono al conflitto sostenuto dall'Occidente. Insieme, i BRICS guidati dalla Russia e l'Asse della Resistenza guidato dall'Iran, possono dare forma a un'Asia occidentale libera dagli Stati Uniti.
Il Vertice ASEAN – GCC di Riyadh ha rappresentato l’occasione per rafforzare la cooperazione tra il sud-est asiatico e i Paesi del Golfo, e in particolare le relazioni bilaterali tra Vietnam e Arabia Saudita.
di Giulio Chinappi Da sempre tutelata dalle critiche dei media e dei governi occidentali, l’Arabia Saudita sta diventando un bersaglio sempre più frequente in seguito al riallineamento della sua politica estera verso il multipolarismo.