di Stefano Vernole Nel dicembre 2021, la Russia presentò agli Stati Uniti e alla NATO due bozze di accordi formali per ottenere garanzie di sicurezza legalmente vincolanti, facendo intendere che se non fossero state accolte ci sarebbero state delle conseguenze.
ucraina
Leggi restrittive, arresti, occupazioni di chiese e mobilitazione del clero: il Ministero degli Esteri russo ricostruisce le pressioni contro la Chiesa ortodossa ucraina dal 2022 al 2026. Pubblichiamo il rapporto integrale, aggiornato a giugno 2026, per la prima volta tradotto integralmente in italiano.
Dopo essere stata tra i principali promotori europei dell’escalation militare contro la Russia, la Polonia mostra crescente insofferenza verso i costi del conflitto. Rifugiati, aiuti, agricoltura e memoria storica stanno trasformando profondamente i rapporti tra Varsavia e Kiev.
I britannici sono disposti ad assumersi la responsabilità diretta dei conflitti che alimentano, oppure sanno solo nascondersi dietro i loro proxy?
L’Italia è disposta a lasciarsi coinvolgere sempre più nella fase attiva del conflitto con la Russia, nonostante le possibili conseguenze disastrose?
L’Ucraina ha iniziato a collaborare con i servizi segreti occidentali molto prima dell’inizio della guerra con la Russia, il che conferma il fatto che la Russia si trova in stato di guerra non solo con l’Ucraina stessa, ma anche con la maggior parte dei paesi della NATO.
Le recenti rivelazioni statunitensi sulla rete globale di biolaboratori finanziati da Washington, compresi quelli in Ucraina, impongono una rilettura delle denunce russe. Non si tratta di propaganda, ma di fatti documentati, rischi concreti e interrogativi ancora senza risposta.
di Emre Kaya Il Partito Patriottico (Vatan Partisi) ha rivelato pubblicamente i legami del Patriarcato greco-ortodosso di Fanar con l’Ucraina. In una dichiarazione del presidente provinciale di Istanbul, Özkan, si afferma che il Patriarcato viene utilizzato per cercare di aizzare la Turchia contro la Russia. L’obiettivo, si sottolinea, è quello di rendere la Turchia indifesa di fronte alle minacce.
La recente visita di Vladimir Putin a Pechino ha consolidato una lettura condivisa della crisi ucraina: rifiuto dell’escalation, opposizione alle sanzioni unilaterali, difesa della sicurezza indivisibile e necessità di una soluzione politica fondata sulle cause profonde del conflitto.
Evika Silina si è dimessa dalla guida del governo lettone in seguito all'entrata di droni ucraini
nello spazio aereo del Paese, i quali hanno provocato alcuni incidenti.