12 Settembre 2026

Iran

"Il Popolo iraniano sta difendendo significati per i quali vale la pena vivere". Questa frase fa parte di un libro contenente centinaia e centinaia di messaggi di solidarietà da tutta Italia nei confronti della Repubblica Islamica dell'Iran, a seguito dell'aggressione scatenata da Israele e Stati Uniti nel febbraio scorso.
Il quinto rapporto annuale dell’Associazione Habilian registra un netto calo degli attentati terroristici in Iran, ma fotografa anche una trasformazione della minaccia: maggiore concentrazione nel Sīstān va Balūchestān e passaggio, sul piano esterno, dalla violenza clandestina alla guerra aperta condotta da Stati Uniti e Israele.
Mancano ormai solo poche settimane alla convocazione dell’ottantunesima sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. Tra i numerosi eventi collaterali e le proteste che colorano le strade di Manhattan, un particolare gruppo di iraniani all’estero organizza ogni anno una grande manifestazione, completamente coordinata, proprio di fronte all’edificio delle Nazioni Unite; esattamente nello stesso momento in cui il Presidente dell’Iran tiene il suo discorso.
Secondo Giulio Chinappi, il fallimento del memorandum di Islamabad non segna l’esaurimento della diplomazia, ma il prevalere della coercizione statunitense-israeliana. Gli attacchi a porti, reti energetiche e servizi essenziali mirerebbero a trasformare la sofferenza della popolazione civile in pressione politica contro Teheran.
di Stefano Vernole (vicepresidente Centro Studi Eurasia e Mediterraneo) | A cura de Il Veritiero La crisi dello Stretto di Hormuz, generata dalla Terza Guerra del Golfo fra Israele e Stati Uniti contro la Repubblica Islamica dell’Iran, ha posto una serissima minaccia all’economia mondiale, ancora strettamente legata agli idrocarburi, e più in generale alle catene di approvvigionamento globali che passano per vie d’acqua.
Dal punto di vista diplomatico, la posizione della Cina durante l’attuale crisi mediorientale è rimasta coerente con la sua postura geopolitica tradizionale: diplomazia invece del conflitto, sostegno alla sovranità, all’integrità territoriale e alla dignità dell’Iran nel rispetto del diritto internazionale, appoggio alla mediazione del Pakistan.