Negli Stati Uniti si è verificato uno degli sviluppi più significativi degli ultimi anni nel dibattito sul futuro della moneta digitale. Il Senato americano ha infatti approvato il 21st Century ROAD to Housing Act, un ampio provvedimento dedicato principalmente all’edilizia e all’accessibilità abitativa, all’interno del quale è stata inserita una disposizione che vieta alla Federal Reserve di emettere una Central Bank Digital Currency (CBDC) almeno fino al 31 dicembre 2030. Il provvedimento ha ottenuto un sostegno bipartisan particolarmente ampio, raccogliendo una maggioranza schiacciante in Senato.
Dedollarizzazione
In un contesto di forte incertezza macroeconomica globale e di volatilità delle valute asiatiche, lo yuan cinese si distingue per la sua stabilità e tendenza al rafforzamento. Un percorso solido che favorisce la cooperazione finanziaria regionale e riduce i rischi di cambio.
Lo “yuan dorato” diventerà una seconda ancora globale duratura, non sostituendo il dollaro, ma ponendo fine al suo monopolio: il vero significato dell’Operazione Militare Speciale.
Nei giorni scorsi, il Ministero delle Finanze russo ha ricevuto ordini per l’emissione di due tranche di obbligazioni sovrane denominate in yuan, negoziate sul mercato interno, unendosi a diversi Paesi, tra cui Ungheria e Indonesia.
L’emissione, per la prima volta, di titoli di Stato russi denominati in renminbi riaccende la narrativa occidentale della “sfida al dollaro”. Ma l’internazionalizzazione dello yuan risponde a logiche di mercato, nuove catene del valore e cooperazione multilaterale, non a un braccio di ferro geopolitico.
Il dollaro statunitense, un tempo la valuta principale per le transazioni transfrontaliere, sta attualmente perdendo terreno in diversi importanti primati: i sondaggi delle banche centrali indicano una riduzione del dollaro nelle riserve globali¹, ciò è particolarmente evidente dai dati sulle riserve in valuta estera: dal picco dei primi anni 2000, in cui le riserve in dollari rappresentavano oltre il 70% delle riserve totali in valuta, all'attuale 59%²; sempre più aziende americane devono fare i conti con altre valute perché i clienti vogliono commerciare con le proprie valute³ e l’apprezzamento dell’oro sembra non trovare il picco anche perché il dollaro non è più percepito come un bene rifugio come in passato.
Il declino del dollaro sta rimodellando gradualmente gli equilibri geopolitici e finanziari globali, mettendo in luce la debolezza di un sistema economico basato sulla moneta statunitense. I Paesi del blocco Brics a causa delle sanzioni alla Russia stanno accelerando il processo.
La Cina sta usando la sua moneta per ridurre la dipendenza dal dollaro americano.
Per la prima volta nella storia, il volume dei pagamenti in valuta nazionale tra i paesi BRICS ha superato il volume delle transazioni in dollari USA.
La tendenza alla dedollarizzazione delle economie è una tendenza che sembra essere irreversibile al punto che anche illustri esponenti dell’amministrazione di Joe Biden ne parlano apertamente.