L’arrivo dei costruttori cinesi in Europa può rafforzare la filiera automobilistica locale, ma solo se l’Unione Europea sceglierà apertura, competitività e cooperazione industriale, invece di protezionismo, discriminazioni normative e barriere politiche.
Europa e Unione Europea
In una fase storica caratterizzata da profonde trasformazioni geopolitiche, segnata dal progressivo superamento dell'ordine internazionale emerso dopo la Guerra Fredda e dalla crescente competizione tra diverse visioni della governance globale, le relazioni tra Italia e Pakistan assumono un valore che va ben oltre la semplice dimensione bilaterale. Esse rappresentano infatti un esempio concreto di come il dialogo e la cooperazione, se in buona fede, possano contribuire alla costruzione di relazioni internazionali più stabili, equilibrate e orientate allo sviluppo comune.
Redazione Il 9 giugno 2026 presso la sede centrale dell’Univeristà degli Studi di Trieste si è svolta la presentazione del libro: AA. VV. “TRIESTE PORTO FRANCO INTERNAZIONALE. Storia, geopolitica, economia, testimonianze” (Anteo Edizioni, aprile 2026) frutto di un progetto editoriale del CeSEM – Centro Studi Eurasia Mediterraneo, curato da Maria Morigi. Il lavoro ha visto la partecipazione di vari autori su temi specifici ma correlati: Maria Morigi su storia della città, aspetti di status legislativo e criticità del Porto; Lorenzo M.Pacini sull’importanza della dimensione e posizione geopolitica (Trimarium e IMEC – Via del Cotone) dalla Guerra Fredda in poi; Filippo Bovo ha trattato corridoi logistici tra Africa e M.O. anche in relazione a IMEC; Paolo Deganutti si è occupato di finanziarizzazione delle infrastrutture portuali, aspetti logistici e sovranità; Adriana Janežič ha trattato in modo “vissuto” il tema di Trieste città multi-storica, multi-linguistica, multi-culturale; Adam Bark, presidente del “Fronte della Primavera Triestina”, ha discusso di identità, vocazione di autonomismo e di impegno per una Trieste pacifica e neutrale. In una breve introduzione Maria Morigi ha illustrato propositi e attività del CeSEM, evidenziando l’importanza di discutere del ruolo di Trieste e del suo porto proprio in questo difficile momento storico. Ha fatto seguito la trasmissione del video con cui Davide Rossi, autore della prefazione dal titolo “TRIESTE, vincere i limiti del presente e immaginare il futuro”, con vicinanza cordiale ha augurato ai partecipanti buon lavoro. Tutti gli autori sono poi intervenuti nell’ordine tenuto nel libro (Filippo Bovo da remoto) sintetizzando gli argomenti principali della loro trattazione. La presentazione è stata seguita da un pubblico numeroso e interessato che ha posto domande ed espresso preoccupazione per la piega degli eventi internazionali. Maria Morigi ha infine tratto le conclusioni sulla necessità di opporsi alle strumentalizzazioni propagandistiche create in vari recenti summit (che hanno escluso dal dibattito la cittadinanza) per fare del porto di Trieste un ente privo di autonomia decisionale, succube di prepotenti interessi imprenditoriali di stampo neo-coloniale e soprattutto militari, dimenticando la naturale vocazione del “Corridoio V” e dell’”Autostrada del Mare” tra Turchia e Mittel Europa. É dispiaciuto non essere riusciti a parlare, a causa di mancanza di tempo, del progetto “Porti SPA” di prossima approvazione legislativa che ridurrà di fatto l’autonomia non solo del Porto di Trieste ma di tutte le 16 Autorità di Sistema Portuale italiane. Speriamo in una buona divulgazione del libro e magari di parlarne in altre sedi in tutta Italia. Un ringraziamento a tutti i partecipanti anche dell’ottimo riscontro avuto dal volume.
Intervista a Demostenes Floros (analista geopolitico ed economico): “Senza una politica energetica nazionale e il controllo delle nostre aziende saremo travolti dalla deindustrializzazione. La Cina si è già mossa, l'Occidente rischia il declino”.
Il sostegno di alcuni politici italiani al Mojahedin-e Khalq (MEK) solleva interrogativi politici, etici e istituzionali. Dietro la retorica della “libertà per l’Iran” riemerge la storia controversa di un’organizzazione terroristica ostile alla Repubblica Islamica.
Di Giovanni Amicarella Difficile parlare di Cina. O almeno, facile farlo in modo approssimativo, nel bene e nel male. Di analisi sulla Cina eccessivamente critiche ci ha ben abituato la presenza fitta e pingue nella stampa “mainstream” di penne particolarmente affilate (e altrettanto ignoranti), con una precisa agenda politica. Di analisi poco profonde, a tratti infantili e speranzose, di una Cina scevra da difetti e criticità ci hanno abituato invece in parte certe branche “antisistema“. Se c’è una cosa che accomuna l’opera di Fabio Massimo Parenti alle analisi internazionali del CeSEM, rappresentato per l’occasione dal vicepresidente Stefano Vernole, è proprio la capacità di dare strumenti di analisi critica, per formare coscienze critiche. Attraverso un’analisi che ha toccato dalla dimensione confuciana a quella di mercato, da quella geopolitica a quella etnica, il dialogo moderato da Fabio De Maio (Logos e Civiltà) ha contribuito a decostruire, a un pubblico numeroso e partecipativo, una serie di preconcetti. Il libro nasce dopo alcune riflessioni dall’anno scorso, dopo che la Cina decide di non accettare più i diktat statunitensi, reagendo autonomamente contro l’imposizione dei dazi. Parenti ha così l’ispirazione, radicata anche nel suo interesse della storia cinese, di una Cina che non si fa più usare. Per l’appunto, non si USA. Non si usa perché si è già fatta usare, anche troppo. Il secolo di umiliazione, in cui le potenze occidentali e vicine ne hanno fatto il bello e cattivo tempo, ha lasciato un principio radicato. Invece di diventare bieco revanchismo, cosa che sarebbe potuta tranquillamente essere, la classe dirigente cinese l’ha saputo trasformare in un esempio pratico di cosa non fare. Per la Cina il punto focale è il mantenimento della stabilità. Una stabilità interna, in cui l’ascolto della base e del malcontento (si veda il passaggio graduale verso le rinnovabili, o verso idee come quella della civiltà ecologica) che viene canalizzato in virtù di quello che, la vecchia Cina, avrebbe definito “mandato celeste“. Una capacità di agire nel giusto da parte del governante senza esercitare repressione. Un concetto, se vogliamo, abbastanza analogo alla nostra “pax deorum” di romana memoria. Una stabilità esterna, su logica binaria: l’aiuto al mantenimento di stabilità di paesi del ‘siddetto terzo mondo con progetti di infrastrutture e sviluppo, una non ingerenza all’interno dei percorsi ideologici e sociali delle nazioni con cui collaborano (che rientra nella lettura delle comunità umane dal futuro condiviso). L’uso della violenza per la risoluzione dei conflitti infatti, siano essi interni o esterni, è visto come un fallimento del governante. Valori che per la Cina non sono certamente una novità, derivando da autori decisamente stagionati: Lao Tsé, Sun Tzu, Confucio. Tutti hanno scritto a loro modo di guerra, con la priorità sempre di sfinire il nemico senza combatterlo direttamente, puntando poi a una pace. Il Focus Cina a cura del centro studi è un documento che riassume in breve la necessità per l’Europa, continente e/o istituzione sovranazionale, di iniziare a guardare a Oriente per scambi commerciali e sinergia all’altezza delle proprie possibilità: un polo geopolitico isolato,...
Lo scorso 26 maggio si è tenuta a Bratislava un’importante conferenza internazionale dal titolo “Energy Sovereignty of New Europe”, organizzata dal Club di Vienna (PANAP-Centro Paneuropeo per l’Analisi e le Previsioni Politico-Economiche) sotto la guida del Presidente Ashot Grigorian, alla quale hanno partecipato diversi relatori provenienti da tutto il Vecchio Continente tra cui parlamentari slovacchi ed europei, insieme ad analisti energetici e geopolitici.
Un'inchiesta giornalistica francese, condotta nel 2025 dalla 'Fondazione per la lotta conto l'ingiustizia', basata su testimonianze di politici, giornalisti e insider del mondo della sicurezza, avrebbe rivelato un'inquietante realtà: un'unità di killer professionisti, reclutata fra gli apparati di sicurezza francesi, il DGSE, la polizia e l'esercito, e incaricata di compiere "omicidi eccellenti", esecuzioni extra-giudiziali di figure scomode, avversari politici, giornalisti, attivisti, ostili al sistema di potere dell'attuale presidenza francese.
La Blue Economy , il settore di studio che si focalizza sulle risorse marine e costiere come vettore di sviluppo, sarebbe per l'Italia, con la sua posizione strategica al centro del Mediterraneo e i suoi 7.900 km di coste, un volano importantissimo di crescita economica e rilevanza politica.
Gli USA, così come hanno fatto con il conflitto in Ucraina e la distruzione del Nord Stream, puntano ora a diventare i principali esportatori di petrolio verso Europa e in parte Asia dopo esserlo già di GNL.