Reportage dell’evento realizzato dal CeSEM assieme ad Anteo Edizioni, Piste Nomadi e Artverkaro. Registrazione disponibile in fondo all’articolo. Di Giovanni Amicarella L’Eritrea è una parentesi peculiare della storia del continente africano, andando a sublimare nella sua storia diverse caratteristiche e peculiarità. Una società multilinguistica, multiconfessionale, che fu colonia e fu simbolo di una rivendicazione identitaria e un’autodeterminazione popolare che ancora oggi non possono non suscitare interesse. L’incontro del 25 ottobre – con relatori Luca Pingitore e Alessandro Pellegatta, attraverso foto e filmati, racconti di chi è andato e ha vissuto l’Eritrea – aveva come filo rosso proprio la scoperta di questa capacità di resistenza, o se vogliamo usare un termine molto abusato in questi tempi “resilienza”, insito nell’identità nazionale del popolo eritreo. Le tracce del colonialismo italiano, tranne dove ha trionfato amaramente la speculazione edilizia, sono rimaste vive. Oltre la retorica degli “italiani brava gente”, oltre i facili moralismi, il popolo eritreo è riuscito a uscire a testa alta da una lunghissima guerra per l’indipendenza dall’Etiopia, durata dal ‘61 al ‘91, senza mai macchiare di vittimismo né il processo di decolonizzazione né tantomeno la propria volontà di diventare nazione autonoma. Asmara conserva così quell’aria portata dai coloni italiani, nelle sue peculiarità architettoniche e nelle sue specialità gastronomiche. L’architettura in particolare sublima a pieno lo stile islamico, l’Eritrea affacciandosi sul Mar Rosso è stata spesso meta dall’Arabia, a quello razionalista (ma non manca certo quello neoclassico, e ancora quello futurista) portato dall’occupazione italiana. Per molti architetti e progettisti l’esperienza coloniale fu un’autorizzazione a osare in stili e materiali con molta più libertà che in patria, dando vita a edifici che hanno resistito alla prova del tempo e ancora testimoniano parte della storia eritrea. Fra essi, un esempio perfetto è la stazione di servizio Fiat Tagliero, progettata da Pettazzi per ricordare la forma di un aereo, in pieno stile futurista. Sarebbe stato illegale in Italia per le regolamentazioni del tempo, visto che le “ali”, ancora integre, sono di calcestruzzo senza supporti. La struttura, così come altre, è tutelata e mantenuta come patrimonio storico direttamente dal Governo di Asmara. Una parentesi su un tema che, molto a parole e poco nei fatti, è molto caro all’Occidente è stato occupato dall’ambiente: i grandi progetti di rimboschimento, condotti come progetti giovanili, per inverdire aree che si stanno gradualmente riprendendo dalle conseguenze della lunga guerra di indipendenza e dalla desertificazione. L’area marittima, rimasta in gran parte intonsa al contrario che in altre mete turistiche, è ciò che ha reso la nazione molto ambita dalle varie potenze regionali, offrendo uno sbocco su uno snodo commerciale vitale per collegare Mediterraneo e Oceano Indiano. Questa attrattività, che ha valenza sia commerciale che militare, non ha tardato a rendere l’Eritrea bersaglio di diverse mire. Gli scorsi marittimi che offre sono qualcosa di unico, oltre la commercializzazione e il mercantilismo a cui è stata riservata altra bellezza naturalistica nel continente. Sebbene in alcune zone, sia per lingua che per cultura (specialmente ad Asmara), si possa respirare da parte italiana una certa...
Eritrea
Ora i nostri lettori capiranno perché il 24 maggio è l’Anniversario dell’Indipendenza: due anni dopo, nel 1993, quando il referendum organizzato dall’ONU ratificò a larghissima maggioranza la volontà del popolo eritreo di costituirsi in un proprio Stato, sempre il 24 Maggio fu scelto per proclamare il nuovo Stato di Eritrea. All’indipendenza de facto, pagata col sangue, gli eritrei vollero ribadire anche quella de iure, con altrettanta energia e determinazione. In tutti questi anni, sotto l’accorta guida del Presidente Isaias Afewerki, che già dagli Anni ’70 era alla guida del FPLE, l’Eritrea ha compiuto in solitario enormi progressi: unico paese africano a rifiutare l’indebitamento con l’Occidente, venendo per questo subito osteggiata, ha preferito far tutto da sé, autofinanziandosi e costruendo nel tempo, solo per fare un esempio, 800 tra grandi dighe e bacini idrici, oltre a garantire ai suoi cittadini sanità ed istruzione completamente pubbliche e gratuite. Potremmo parlare per ore elencando le numerose altre opere pubbliche costruite o ripristinate, ad esempio in termini di politica degli alloggi o di ferrovie e strade ricostruite, o la messa a coltura di nuovi terreni per raggiungere l’obiettivo dell’autosufficienza alimentare, o ancora la rigorosa politica diplomatica ed internazionale, che ha visto il paese mediare in numerose crisi regionali e stabilire un rapporto strategico nel Movimento dei Non Allineati con alleati come la Russia, la Cina, l’India, l’Arabia Saudita, e via dicendo. E’ riuscita a far tutto questo nonostante le sfide del terrorismo internazionale, con al-Qaeda che dal Sudan aveva tentato d’insinuarsi nel suo territorio venendo prontamente sconfitta; con una nuova guerra d’aggressione da parte dell’Etiopia tra il 1998 e il 2000, che nuovamente l’ha vista vittoriosa; e con le sanzioni di tutto l’Occidente, a cui era inviso un paese africano così libero delle proprie azioni. Oggi, in una regione turbata da tante turbolenze, si staglia come un’unica isola di stabilità e di pace. Non mancheranno comunque le occasioni per parlare di questo e di tanto altro ancora: dopotutto ci siamo già fin troppo dilungati.
Ma ora permetteteci davvero di condividere con tutti voi, che avete avuto la pazienza di giungere fin qua, il nostro entusiasmo per questo Anniversario, e di dedicarlo alla memoria di quei Martiri che col loro sacrificio resero possibile il sogno di un’Eritrea finalmente libera ed indipendente. E, dunque, Auguri Eritrea!
Il rapporto tra Italia ed Eritrea, avviato in occasione del Vertice di fine gennaio per la presentazione del Piano Mattei, continua ad evolversi con prospettive ricche e promettenti.
Lo scorso 7 aprile ad Asmara il Presidente eritreo Isaias Afewerki e l'inviato speciale della Cina per il Corno d'Africa, Xue Bing, hanno discusso dei rapporti bilaterali sino-eritrei e delle gravi ed attuali questioni regionali ed internazionali.