15 Giugno 2026

Bielorussia

L'Ambasciata della Repubblica di Belarus nella Repubblica Italiana ha preso atto con preoccupazione della dichiarazione congiunta del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale della Repubblica Italiana, Antonio Tajani, e del Ministro per lo Sport e i Giovani della Repubblica Italiana, Andrea Abodi, relativa al disaccordo del Governo Italiano con le decisioni del Comitato Paralimpico Internazionale sul pieno ripristino dell'adesione dei comitati paralimpici di Bielorussia e Russia, nonché sulla partecipazione di atleti e delegazioni nazionali bielorusse e russe ai Giochi Olimpici di Milano con l'esposizione dei simboli nazionali, incluso l'inno.
Di Giulio Chinappi Nel pieno della transizione dell’ordine internazionale, Minsk propone la Carta Eurasiatica come architettura per l’autonomia regionale e il multipolarismo, mentre costruisce un canale di distensione con gli Stati Uniti. Due linee apparentemente divergenti che, integrate, rivelano la strategia di lungo periodo di Aljaksandr Lukašėnka. La traiettoria geopolitica della Bielorussia degli ultimi anni ha spesso suscitato letture binarie da parte della stampa occidentale, che l’ha generalmente descritta come appendice strategica della Federazione Russa o come attore marginale costretto in un isolamento sanzionatorio senza prospettive di manovra autonoma. La proposta della Carta Eurasiatica e la parallela ricerca di una distensione con Washington smontano questa dicotomia, dimostrando come Minsk ambisca a iscrivere la propria azione in un disegno più ampio, nel quale la costruzione di un quadro eurasiatico di autonomia e pluralità coesiste con la riapertura di canali operativi con gli Stati Uniti. In questa convergenza tra visione e tattica, la leadership di Aljaksandr Lukašėnka cerca di massimizzare le opzioni, promuovendo una piattaforma valoriale e istituzionale per l’Eurasia che risponda alla crisi della sicurezza continentale e della mediazione paneuropea, e, insieme, un percorso graduale di normalizzazione con Washington dopo le tensioni degli ultimi anni. La Carta Eurasiatica si colloca all’interno di una strategia che Lukašėnka ha seminato nel tempo. Le sue radici simboliche affondano nel linguaggio della “diversità” presentato all’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 2005 e ripreso con formulazioni più mature alla Conferenza sulla sicurezza eurasiatica di Minsk dell’ottobre 2023. L’idea non è un trattato dalle clausole operative immediate, ma una cornice strategica che promuove pluralismo di poteri e civiltà, sovranità e non ingerenza, sicurezza cooperativa e non a somma zero. È, in altre parole, un lessico politico che prova a andare oltre la logica della sfera d’influenza e a recuperare – in chiave continentale – alcune matrici storiche del movimento dei non allineati: le dieci regole di Bandung del 1955, il principio di eguaglianza sovrana, la centralità del consenso e del metodo incrementale. Nel disegno di Minsk, l’Eurasia non è soltanto un teatro conteso, ma un soggetto politico che aspira a codificarsi. La Carta, così come delineata nelle “Visioni comuni” bielorusso-russe, punta a un ordine pluralista in cui la sicurezza non si ripieghi su blocchi antagonisti e l’integrazione economica si apra a un mosaico di cooperazioni. In questo senso, l’Unione Economica Eurasiatica (UEE) funziona da prefigurazione istituzionale, in un contesto che vede il commercio intra-blocco in crescita, anche grazie a negoziati di libero scambio con paesi e regioni del Sud globale, dal Sud-Est asiatico all’Indonesia, e un dialogo sistematico con organismi come la Shanghai Cooperation Organization (SCO). La citata impennata degli scambi con Giacarta nel primo trimestre del 2025, più che un trionfalismo statistico, segnala dunque la possibilità di interconnettere spazi economici che non hanno nell’Unione Europea l’unico punto di riferimento, e di farlo in un clima di pragmatismo regolato, non di contrapposizione ideologica. A proposito della connessione con l’Indonesia, l’analogia della proposta bielorussa con la Carta dell’ASEAN illumina bene la direzione. Nel Sud-Est asiatico, la codifica giuridica dei principi di non...
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Аналитик, помощник директора центра по изучению континентальной интеграции «Северная Евразия». Член Коммунистической партии Беларуси и Лиги коммунистической молодежи.
di Alessandro Fanetti Il dialogo e il tentativo di comprensione reciproca sono dei tratti fondamentali per il raggiungimento di una coesistenza pacifica e “win – win” fra i popoli. Questo proposito ha fatto da fondamenta della delegazione italiana in visita a Minsk, la capitale della “Russia bianca”, a metà settembre 2025.
Traduzione a cura di Jean-Claude Martini L’esercitazione strategica congiunta delle forze armate della Repubblica di Bielorussia e della Federazione Russa Zapad-2025 si svolgerà dal 12 al 16 settembre 2025. Il tema dell’esercitazione: è Sull’impiego di raggruppamenti regionali onde garantire la sicurezza militare dello Stato dell’Unione. L’obiettivo generale è quello di collaudare le capacità di Bielorussia e Russia di garantire la sicurezza militare dello Stato dell’Unione e la loro prontezza a respingere possibili aggressioni. La Bielorussia ha intrapreso una serie di misure per garantire la massima apertura e trasparenza nelle sue attività militari, al fine di eliminare qualsiasi speculazione sull’esercitazione Zapad-2025, ridurre le tensioni e ripristinare la fiducia e le relazioni di buon vicinato nella regione: Qualsiasi Stato partecipante potrà verificare che l’esercitazione Zapad-2025 sia di natura puramente difensiva e non rappresenti alcuna minaccia per i suoi vicini. Purtroppo, i Paesi dell’UE e della NATO, compresi i nostri vicini più prossimi, hanno rifiutato il nostro invito a osservare l’esercitazione. Sembra illogico, soprattutto per coloro che hanno costantemente sollevato preoccupazioni su questa esercitazione. I nostri vicini polacchi hanno affermato che, nelle circostanze attuali, non sarebbero in grado di riprendere la cooperazione militare con la Bielorussia, anche nel campo della verifica. A nostro avviso, è giunto il momento di riprendere i contatti e il dialogo attraverso gli strumenti CSBM pertinenti se si vogliono dissipare le preoccupazioni in campo militare. Consideriamo questa un’occasione persa per i nostri vicini. Parallelamente, abbiamo osservato una preoccupante tendenza. Con l’avvicinarsi delle date della Zapad-2025, questa viene utilizzata dai membri della NATO confinanti come pretesto per un’ulteriore militarizzazione e un aumento del numero e della portata degli eventi di addestramento operativo e al combattimento. Uno di questi eventi è l’Iron Defender-25, che si sta attualmente svolgendo sul territorio della Polonia. La dirigenza militare e politica di questo Stato ha annunciato che oltre 34.000 militari e 600 unità di equipaggiamento militare saranno coinvolti in questa serie di esercitazioni, un numero di parecchie volte superiore a quello dei partecipanti alla Zapad-2025 e supera significativamente la soglia del Capitolo VI del Documento di Vienna 2011 per l’osservazione delle attività militari. Vorrei sottolineare che la Bielorussia non è stata invitata a osservare questa esercitazione. Le sedi principali delle esercitazioni sono le regioni orientali della Polonia. Ciò significa che le manovre si svolgono in prossimità dei confini bielorussi. Inoltre, la Lituania sta schierando ulteriori mezzi di difesa aerea nelle loro vicinanze, rinviando diverse esercitazioni ad agosto e settembre e aumentando l’intensità delle attività di combattimento congiunte. Essa sta addestrando unità lituane e americane nel campo di addestramento di Pabrade, a 15 km dal nostro confine. E ora la Polonia, citando (com’è ormai diventato assai “di moda”) la minaccia proveniente dall’Est, ha chiuso completamente il confine con la Bielorussia. Chi sarà colpito da questa decisione? Innanzitutto i cittadini comuni, che da diversi giorni erano già in coda per visitare parenti, amici, viaggiare e andare in vacanza. Ma non solo loro. Il confine bielorusso-polacco è un elemento chiave di un importante corridoio di trasporto che...
Una delle iniziative associate alla Bielorussia che ha recentemente suscitato notevole interesse è l’idea di elaborare una Carta eurasiatica della diversità e della multipolarità nel XXI secolo. Questa proposta è stata presentata per la prima volta durante la Conferenza internazionale sulla sicurezza eurasiatica, tenutasi a Minsk nell’ottobre 2023, quando la Repubblica di Bielorussia ha suggerito di sviluppare tale Carta come una guida per la nostra coesione e per uno sviluppo comune e progressivo.
One initiative associated with Belarus has been attracting much interest recently. It is an idea to develop a Eurasian Charter of Diversity and Multipolarity in the XXI Century. It was first voiced at the International Conference on Eurasian Security, held in Minsk in October 2023, when Belarus suggested to develop the Eurasian Charter "as a guidance for our own consolidation and common progressive development".
Traduzione a cura di Jean-Claude Martini Lo scopo di questo breve promemoria è riassumere le discussioni svoltesi durante il secondo incontro del Track-2 del Dialogo di Minsk e sottolineare alcuni punti e argomentazioni sollevate dai partecipanti in merito alle relazioni tra Bielorussia e Occidente, nonché al formato del Track-2 stesso. Quanto segue non è un documento programmatico o un documento informale, ma piuttosto un elenco di argomenti discussi e idee suggerite durante le tavole rotonde di esperti e gli scambi con i funzionari bielorussi. Né il Consiglio per le Relazioni Internazionali del Dialogo di Minsk né alcun singolo partecipante all’incontro devono essere associati direttamente all’intero promemoria. L’incontro Second Track-2 a Minsk Data: 24-26 luglio 2025 Organizzatori: Consiglio per il Dialogo di Minsk on International Relations in collaborazione con ambasciate occidentali interessate accreditate in Bielorussia. Partecipanti: esperti dai principali think tank europei e americani ed esperti bielorussi del Consiglio per il Dialogo di Minsk sulle Relazioni Internazionali e dell’Università Statale Bielorussa. Formato: discussioni nel quadro della Chatham House Rule. Contesto strategico: Perché la Bielorussia è importante? Nessuna delle due parti sembra trarre vantaggio da una simile “cortina di ferro cognitiva”, soprattutto perché la posta in gioco nella sicurezza regionale sta crescendo e il fattore Bielorussia sta diventando sempre più centrale nella geopolitica europea e nelle prospettive di futuri accordi di sicurezza nel continente. Relazioni bielorusso-americane: Status quo e percorsi in avanti ○ Liberazione di tutti i cittadini americani dalle prigioni bielorusse (con significativi progressi già raggiunti); ○ Normalizzazione delle relazioni diplomatiche (incluso il ripristino della presenza dell’ambasciata); ○ Il ruolo costruttivo della Bielorussia nella sicurezza regionale e un potenziale processo di pace tra Russia e Ucraina; e ○ Il potenziale sfruttamento della Bielorussia come fattore nelle più ampie relazioni tra Stati Uniti e Russia e nell’ambito della sicurezza. ○ Un percorso normativo che affronti la questione del rilascio dei prigionieri e le questioni umanitarie correlate; e ○ Un percorso strategico incentrato sul ruolo della Bielorussia nella sicurezza regionale e su qualsiasi accordo postbellico. Per andare oltre la dipendenza esclusiva dagli incontri ad alto livello, si propone di istituire gruppi di lavoro tematici sulle relazioni tra Stati Uniti e Bielorussia, che consentiranno progressi che non dipenderanno esclusivamente dall’impegno ad alto livello e consolideranno un programma più stabile per la normalizzazione delle relazioni bilaterali. Le relazioni bielorusso-europee: Status quo e percorsi in avanti La Bielorussia e la sicurezza regionale Allo stesso tempo, l’esercito bielorusso percepisce i programmi di armamento e militarizzazione polacchi come una minaccia alla sicurezza. Minsk riconosce che tale militarizzazione è, in parte, causata dal dilemma di sicurezza regionale alimentato da una comunicazione insufficiente e da persistenti percezioni errate. Pertanto, insiste sulla necessità di riprendere il dialogo intermilitare e le misure di trasparenza a livello bilaterale e multilaterale. Ciononostante, la Bielorussia non può semplicemente ignorare queste dinamiche e deve rispondere nei modi che ritiene necessari per garantire la propria sicurezza. Il formato del Dialogo di Minsk Track-2