17 Giugno 2026

Africa

Negli ultimi anni il Sahel è divenuto uno degli snodi centrali della competizione geopolitica internazionale. Questa fascia semiarida che si estende dall’Atlantico al Mar Rosso, comprendendo Paesi come Mali, Niger, Burkina Faso e Ciad, rappresenta oggi non soltanto una delle aree più fragili del pianeta, ma anche un laboratorio di nuove dinamiche di potere. La combinazione di crisi politiche, degrado ambientale, crescita demografica e infiltrazioni jihadiste ha reso la regione un terreno fertile per l’espansione dell'influenza di attori esterni, tra cui la Russia che ha progressivamente consolidato la propria presenza approfittando del progressivo disimpegno occidentale.
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Le elezioni presidenziali del 10 aprile a Gibuti hanno confermato Ismaïl Omar Guelleh per un sesto mandato, sancendo la continuità di un sistema politico sempre più chiuso. Ma il vero peso del piccolo Stato del Corno d’Africa si misura soprattutto nella sua posizione strategica tra Mar Rosso, Golfo di Aden e competizione tra grandi potenze.
L’elezione di BassirouDiomayeFaye e la nomina di Ousmane Sonkosegnano una svolta storica per il Senegal, inaugurando un’era fondata sulla "rottura" con il passato e sulla ricerca di una piena sovranità. Il programma politico, poggiato sui pilastri della rettitudine (Jub), del rigore (Jubal) e dell’esemplarità (Jubbanti), mira a ricostruire la coesione sociale attraverso la trasparenza e la giustizia. In un contesto regionale turbolento, Dakar si propone non solo come un’isola di democrazia e stabilità, ma come motore di un’integrazione africana rinnovata. Ne abbiamo parlato con Sua Eccellenza NgorNdiaye, Ambasciatore del Senegal in Italia che non ha mancato di sottolineare l’importanza delle riforme industrialiattuate, come il piano “La Vision Senegal 2050”, e una politica estera multipolare e panafricanista, orientata a trasformare il Senegal in un ponte tra l'Africa e il resto del mondo, il nuovo governo sfida i vecchi equilibri per trasformare il potenziale estrattivo e umano in una crescita endogena, equa e profondamente decolonizzata.