La recente visita di Vladimir Putin ad Astana smentisce le letture occidentali che avevano interpretato alcune mosse kazake come uno spostamento verso l’Occidente. Il Kazakistan non rompe con Mosca, ma diversifica le proprie relazioni mantenendo la Russia come partner strategico fondamentale.
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A cura di Top Media Agency L’intervista a Stefano Vernole per Top-Media Agency, pubblicata da CeSEM, offre un’analisi approfondita del referendum costituzionale tenutosi in Kazakistan il 15 marzo 2026. Al centro del confronto, le riforme promosse dal Presidente Kassym-Jomart Tokayev, il loro impatto sul sistema politico interno e le possibili implicazioni geopolitiche nel contesto eurasiatico e internazionale.
Con un’affluenza superiore al 73% e un’ampia maggioranza di voti favorevoli, il referendum del 15 marzo ha approvato la riforma costituzionale promossa da Qasym-Jomart Toqaev. Ora si apre la fase decisiva di attuazione, riassetto istituzionale e gestione degli equilibri interni e regionali.
Nel discorso al Congresso Nazionale di Qyzylorda, Qasym-Jomart Toqaev ha delineato un pacchetto di riforme costituzionali e istituzionali che punta a ridefinire successione presidenziale, equilibrio tra poteri, ruolo del Parlamento e governance digitale, in un contesto globale segnato da tensioni e competizione strategica.
A dieci anni dall’Enhanced Partnership and Cooperation Agreement, Astana e Bruxelles rilanciano su materie prime critiche, energie rinnovabili e Corridoio transcaspico. Per il ministro Yermek Kosherbayev, la prossima fase sarà l’“implementazione”: progetti strategici, filiere più forti e cooperazione tecnologica.
Nel Parco di Villa Grazioli a Roma è stato inaugurato il busto del poeta e pensatore kazako Abai Qunanbaiuly, alla presenza dell’ambasciatore Sembayev Yerbolat e della ministra Aida Balayeva, evento che rafforza i legami culturali e il dialogo italo-kazako. Nella mattinata del 30 ottobre, presso il Parco di Villa Grazioli a Roma, è stato presentato il busto del grande poeta e pensatore kazako Abai Qunanbaiuly (1845–1904). Alla cerimonia hanno preso la parola S.E. Sembayev Yerbolat, Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario della Repubblica del Kazakhstan presso la Repubblica italiana, la Repubblica di Malta e la Repubblica di San Marino, e la ministra della Cultura e dell’Informazione del Kazakistan Aida Balayeva. La presenza congiunta delle autorità, affiancate dalle bandiere di Kazakistan e Italia, ha conferito all’evento il forte valore simbolico di un atto di diplomazia culturale che rafforza la conoscenza reciproca e apre nuove prospettive di collaborazione tra i due Paesi. All’evento hanno assistito anche Giulio Chinappi ed Alessandro Fanetti, in rappresentanza di Anteo Edizioni e del CeSEM. Figura centrale del pensiero kazako, Abai Qunanbaiuly è considerato il padre spirituale della nazione: poeta, filosofo, musicista e riformatore, è stato l’interprete più lucido di una modernizzazione radicata nella tradizione. Le sue opere poetiche e i celebri Parole di saggezza (Qara Sözder) hanno promosso un’etica dell’istruzione, della responsabilità civile e dell’apertura al mondo. Abai, inoltre, tradusse e rielaborò autori come Puškin, Lermontov e Goethe, mostrando alla società delle steppe la possibilità di dialogare con la classicità russa ed europea senza rinunciare alla propria identità. La sua poetica, intessuta di umanesimo e misura morale, continua a essere un riferimento per le nuove generazioni in Kazakistan e nella diaspora. Nella città che custodisce strati millenari di cultura, il messaggio del poeta—conoscenza come emancipazione, tolleranza come fondamento del vivere comune, consapevolezza storica come bussola per il futuro—risuona con una particolare chiarezza. Collocare il suo busto in uno spazio pubblico della Capitale equivale a iscrivere il contributo culturale del Kazakistan dentro il tessuto simbolico europeo e mediterraneo, rendendo visibile un patrimonio spesso poco conosciuto in Italia ma ricco di affinità con la nostra tradizione umanistica. L’inaugurazione ha avuto anche un’evidente valenza diplomatica. La cultura, in questo caso, precede e accompagna l’economia e la politica, offrendo un terreno comune e non competitivo su cui costruire fiducia. Negli ultimi anni, infatti, Italia e Kazakistan hanno intensificato i rapporti in vari ambiti—dall’energia alle infrastrutture, dall’agroalimentare alla formazione—ma è sul piano degli scambi accademici e artistici che si gioca la profondità di una relazione. Il monumento dovrebbe infatti diventare un gesto duraturo per invitare scuole, università, istituti culturali e amministrazioni locali a progettare letture pubbliche, traduzioni, concerti delle romanze di Abai, seminari sulle Parole di saggezza, percorsi didattici sulla storia delle steppe e sui processi di modernizzazione dell’Asia centrale. Nelle parole delle autorità è emerso come la figura di Abai incarni un “linguaggio comune” fatto di studio, rigore morale e apertura al dialogo—valori che l’Italia riconosce e promuove. Per Roma, città globale e mosaico di culture, l’arrivo di Abai amplia il pantheon civile dei suoi giardini e rafforza la vocazione della Capitale...
Di Luca Pingitore 11 settembre 2025, ore 20:49 (+5GMT), cosmodromo di Baikonur, Kazakhstan. Il buio della sera viene squarciato da una fragorosa palla di fuoco che illumina il nostro orizzonte vicino. Veniamo pervasi da una forte non attesa emozione mentre il dardo infuocato si stacca dalla base della piattaforma di lancio e si staglia veloce verso l’universo. Uno strepito costante del gas che brucia accompagna la traiettoria del razzo che sempre più cerca di confondersi con le stelle incastonate nel cielo. Il silenzio di noi decine di osservatori presenti dura nove minuti. Il tempo che intercorre dal momento esatto della partenza alla comunicazione ufficiale che segnala l’attraversamento dell’atmosfera terrestre da parte del veicolo, la parte più critica del suo lungo tragitto. Urla di giubilo ed un lungo applauso accompagnano il puntino giallo fuoco andare fuori dalla visuale possibile ad occhio nudo. Il lancio è riuscito. Dal nostro punto di osservazione situato a poco più di 2 km di distanza dalla base di lancio n. 31 “Vostok” del cosmodromo di Baikonur abbiamo appena assistito alla messa in orbita del veicolo spaziale Progress MS-32. Una sonda che non prevede la presenza di cosmonauti a bordo trattandosi di una sorta di navicella cargo e per l’occasione caricata con circa tre tonnellate di cibo, carburante e rifornimenti diretti alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Il Progress, nelle sue varie versioni aggiornate, è utilizzato per questo tipo di trasporti sin dal 1978 e viene lanciato per mezzo di un razzo di tipo Soyuz. Il modello scagliato questa sera, un Soyuz-U 2.1, dopo due giorni di navigazione attraccherà tramite un sistema di ancoraggio automatico Kours al modulo di servizio Zvezda del segmento russo della ISS. Questo di Baikonur, inaugurato nel 1957, è stato il primo cosmodromo al mondo. Da qui il 12 aprile 1961 Yurij Gagarin partì a bordo del Vostok-1 per la sua pioneristica esperienza in orbita nello spazio all’epoca sconosciuto. Il lancio avvenne dal Gagarin Start, la base di lancio rimasta attiva fino al 2019 e che continua a stagliarsi perentoria verso il cielo. Un mostro di ferro, una sostanziale impalcatura semovibile dotata di scale ed ascensori collocata sopra una fossa profonda 45 metri larga 100 ed utilizzata per il convoglio del combustibile il quale, bruciando, imprime potenza alla navicella pronta al decollo. Dal bunker sotterraneo della sala operativa, anche essa non più attiva, i lanci venivano monitorati da una serie di periscopi funzionanti tutt’oggi. La chiavetta di start che dava fuoco ai motori è anche essa ancora lì incorporata tra le varie apparecchiature elettroniche attinenti le operazioni. Diversi giornali di bordo e volumi con calcoli, progetti, annotazioni completano la scena dell’ambiente in cui ci troviamo. La Roscosmos, l’agenzia governativa che gestisce il programma spaziale russo e detiene sostanzialmente l’amministrazione non solo del cosmodromo ma anche dell’attigua cittadina di Baikonur, concede ad un numero limitato di visitatori, dietro rilascio di un burocratico e costoso permesso, l’opportunità di visitare una parte dell’area. Come lo sbalorditivo hangar dove sono ancora conservati due esemplari della navicella spaziale...
Lo scorso 21 aprile è arrivata a Kabul una delegazione kazaka di alto rango, guidata dal Vice Primo Ministro e Ministro dell’Economia Serik Jumanğarin.
Nell’ambizione di Mosca e dell’Unione Economica Eurasiatica di diventare un futuro interconnettore tra l’Eurasia settentrionale e il Sud Globale, il Kazakistan svolge un ruolo determinante.
https://www.gov.kz/memleket/entities/mfa/press/news/details/949466?lang=en