Negli ultimi mesi l’attenzione geo-politica è rivolta ai possibili e futuri vantaggi dell’ India-Middle-East-Europe-Corridor (IMEC) anche denominata “Via del Cotone”, iniziativa infrastrutturale di portata strategica sostenuta dagli Stati Uniti e lanciata al vertice del G20 di Nuova Delhi in settembre 2023. Si tratta di un corridoio economico che mira a collegare India (Mumbai), Medio Oriente (Arabia Saudita, Giordania, Israele) ed Europa (Grecia, Trieste, Genova e Marsiglia) in una rete integrata di trasporti, energia e comunicazioni, promuovendo la cooperazione economica, commerciale, energetica e di sicurezza. Compito non secondario dell’ IMEC è costruire un’alternativa ai progetti in corso dei rami della Belt and Road (BRI) cinesi e a facilitare il porto di Haifa (Israele) senza dover passare per Suez e il Mar Rosso.
#Cesem
Le legislative del 27 dicembre in Costa d’Avorio hanno consegnato al partito di governo RHDP una maggioranza schiacciante con un’affluenza molto bassa e un’opposizione in parte assente per boicottaggio. A ridosso del voto, l’intesa con gli USA conferma la protezione geopolitica occidentale.
Le presidenziali ivoriane del 25 ottobre hanno consegnato ad Alassane Ouattara un quarto mandato plebiscitario, ma in un contesto segnato dall’esclusione dei principali oppositori, da una forte astensione e da un modello di potere ancora saldamente allineato agli interessi di Parigi e dell’Occidente.
Dürkhin Vladislav Eduardovich è Analista, vicedirettore del centro per lo studio dell'integrazione continentale “Eurasia settentrionale”. Membro del Partito Comunista di Bielorussia e della Lega della Gioventù Comunista.
(ASI) Stando a quanto espresso da diversi analisti negli ultimi anni, quello in corso pare inevitabilmente destinato a diventare il secolo dell'Asia. Certamente l'Occidente resta un polo competitivo, ma la sua forza geopolitica e la sua capacità di incidere sui processi decisionali globali assumono ormai le sembianze di residui del potere finanziario, tecnologico e militare accumulato nel passato.
I francesi avevano appena consegnato le chiavi della loro base militare di Port-Bouët alle autorità ivoriane quando gli americani hanno annunciato il loro arrivo. Questo valzer a due tempi consente al presidente Alassane Ouattara di colmare il vuoto lasciato da Parigi. Tuttavia, gli Stati Uniti sono stati costretti a ridimensionare le proprie ambizioni, a ulteriore dimostrazione dei profondi cambiamenti in atto nel continente.
La responsabilità sociale d’impresa (CSR) in Cina si è evoluta in modo distinto rispetto al suo significato originale, a causa dell’influenza del contesto politico e sociale unico del Paese. Mentre nei Paesi occidentali la CSR è emersa come una forma di autoregolamentazione aziendale, guidata dalle pressioni sociali e dalle aspettative di cittadinanza aziendale, in Cina essa ha assunto un ruolo come strumento per l’attuazione delle politiche e il progresso degli obiettivi sociali e politici del Partito Comunista Cinese (PCC).
a cura di Matteo Pistilli Dopo il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, il Centro Studi Eurasia e Mediterraneo ha chiesto a tre generali dell’esercito italiano la loro opinione sul futuro delle relazione internazionali dopo il risultato delle elezioni presidenziali statunitensi.
Storiche elezioni a Porto Rico: il referendum spinge verso la statualità, mentre l’indipendentismo ottiene un risultato senza precedenti. Jenniffer González diventa governatrice, ma cresce il consenso per il Partito Indipendentista, segnando una svolta nel panorama politico dell’isola.
Il prof. Angelo D’Orsi ha recentemente pubblicato una lettera aperta in cui chiede la fine dell’embargo contro Cuba e la rimozione del Paese dalla lista degli Stati sponsor del terrorismo. Il caso di Cuba porta ad una riflessione più complessiva circa il rispetto dei principi del diritto internazionale in contrasto con “la legge del più forte” che gli Stati Uniti tentano di imporre al resto del mondo.