15 Giugno 2026

Cesem

Di Giovanni Amicarella Nell’ambito della geopolitica, un fronte di lotta che si fa sempre più pressante (e altrettanto, palesemente, in primo piano) è quello dell’informazione. L’informazione rappresenta oggi uno dei primi terreni di scontro per quanto concerne i conflitti e le risoluzioni, più o meno pacifiche, delle problematiche fra Stati: basti vedere la guerra d’informazione che si è consumata (e si sta ancora consumando) sul conflitto russo-ucraino, quelle sui vari conflitti fra Stati vicini (ad esempio Pakistan e Afghanistan), sulle sommosse popolari (come nel caso del Nepal) e sulla, in corso, aggressione all’Iran. Quando il sensazionalismo prende il posto dell’informazione, sia per propaganda di una precisa visione politica, sia per acchiappaclick, emerge nella sua essenzialità il ruolo dell’analisi da centro studi. A tal proposito il 15 marzo, presso il locale Well-Done di Cesena, si è tenuta l’assemblea dei soci e  presentazione del Focus CeSEM 2025 “Cina e Unione Europa: ascesa pacifica e globalizzazione multipolare” con la partecipazione degli autori, con un approfondimento anche sulle tematiche alla base del prossimo China Business Builder Day. I relatori del Centro Studi, Andrea Turi e Stefano Vernole hanno illustrato il lavoro e le ragioni del report, di cui è stata anche co-autrice l’articolista Veronica Vuotto:  in un mondo in cui l’Occidente è ancora orientato al conflitto, al protezionismo e alle sanzioni, la Repubblica Popolare Cinese si pone come potenza responsabile ed è orientata nell’assumersi maggiori responsabilità nella governance globale, al fine di sostenere un vero multilateralismo e una reale democratizzazione delle relazioni internazionali. Per l’Unione Europea, schiacciata tra contraddizioni interne e pressioni esterne sempre più insostenibili, una partnership privilegiata con Pechino rappresenta perciò l’ultima opportunità per diventare un polo geopolitico autonomo all’interno della scacchiera globale. L’avvento dell’Amministrazione Trump ha indubbiamente chiarito che il mondo è sempre più tendente a una concezione multipolare del rapporto fra Stati, chi si pone in competizione con gli altri soggetti geopolitici senza possedere a pieno i requisiti per la sovranità rischia di pagarne le conseguenze. Questa considerazione vale a maggior ragione per l’Unione Europea che si autopercepisce quale vettore ideologico di esportazione dei “valori liberali”, ma che è ancora oggi priva di un esercito autonomo e degli strumenti necessari a far rispettare le proprie convinzioni. Non si tratta solo dell’assenza di una Costituzione o di un Ministro degli Esteri europeo; l’UE non possiede quello che è il requisito fondamentale della sovranità: il monopolio della forza all’interno dei propri confini. Dovendo condividere lo spazio geografico con l’ingombrante “alleato” nordamericano e subirne la volontà politica attraverso la NATO, che rimane un’organizzazione militare indiscutibilmente guidata da Washington. La contrapposizione tra Stati Uniti e Cina non deve comunque spingere l’Unione Europea a una scelta di campo rigida, ma a definire uno spazio continentale di autonomia, fondato su equilibrio e interdipendenze gestite. La Cina, in questo quadro, non è solo rivale, ma anche un interlocutore strategico: è oggi leader mondiale in settori cruciali come le terre rare, la tecnologia verde e le infrastrutture digitali, componenti indispensabili per gli stessi obiettivi di transizione ecologico-digitale...
A cura di Alessandro Fanetti Qual è il ruolo di Cuba oggi e che cosa rappresenta nel XXI secolo questo Paese, con il suo popolo e la sua storia? Cuba possiede diversi meriti che la distinguono dal resto del mondo. Anzitutto, ha il merito di aver difeso, nonostante le avversità, il proprio progetto sociale basato sulla difesa della sua indipendenza, sovranità e libera autodeterminazione nazionale, senza rinunciare alla costruzione di una società socialista, fondata sulla giustizia sociale e sui più nobili valori dell’umanesimo e dell’internazionalismo proletario. Tutto ciò sfidando l’impero più potente della storia, a sole 90 miglia di distanza. Questo Paese (Cuba) ha una storia di resistenza anticolonialista e antimperialista sin dai tempi della colonizzazione spagnola; inoltre, l’impero statunitense da circa duecento anni tenta di sottometterlo perché, erroneamente, lo considera come un proprio territorio naturale. Ha il merito non solo di aver resistito a tali pressioni — avendo subito attentati, sabotaggi e atti terroristici che hanno causato la morte di oltre tremila cubani dalla vittoria della Rivoluzione cubana nel 1959 — ma anche di essere stato sottoposto a una guerra di quarta generazione: guerra psicologica, cognitiva, mediatica, batteriologica, culturale e ideologica, oltre alle sanzioni del blocco economico multidimensionale, definito genocida, il più lungo della storia dell’umanità mai imposto da una potenza straniera contro un altro Paese. Nonostante le avversità, la scarsità di risorse, la mancanza di forniture mediche, carburante, materie prime, tecnologia, trasporti e altre carenze provocate da questa guerra unilaterale degli Stati Uniti contro Cuba, la nazione caraibica ha dimostrato al mondo intero che è possibile non piegarsi alle pressioni dell’imperialismo che pretende di annettere il Paese come propria colonia e trasformare la nazione cubana in cittadini “di seconda classe”. Ma la nazione cubana ha anche dato al mondo intero una lezione di umanesimo internazionalista: offrendo il proprio sostegno incondizionato alla lotta contro il colonialismo in Africa, al costo del sangue di oltre duemila dei suoi figli nella guerra per la liberazione dell’Angola. L’internazionalismo cubano è evidente anche a livello mondiale nei settori della salute e dell’istruzione, poiché Cuba ha portato assistenza sanitaria e alfabetizzazione alle persone più bisognose del mondo, nei Paesi che ne hanno richiesto la cooperazione in tali ambiti, oltre allo sport e ad altri servizi professionali. Il merito aggiuntivo di queste missioni di collaborazione internazionalista risiede nel fatto che si tratta di un Paese piccolo, con proprie difficoltà e carenze. Nonostante ciò, grazie al suo atteggiamento altruista, il popolo cubano è stato un esempio per il mondo intero, come affermò in uno dei suoi discorsi durante un evento internazionale il Presidente e Comandante in Capo Fidel Castro Ruz, quando dichiarò che i popoli hanno bisogno di “medici, non di bombe”.In sintesi, questo popolo rappresenta un esempio di sopravvivenza resiliente e di lotta antimperialista, con un progetto umanista guidato da Fidel Castro Ruz, volto a costruire una società e un’umanità più giuste. E lo fa senza paura e con la più assoluta convinzione, perché questa lotta colloca il popolo cubano all’avanguardia delle cause più...
Confindustria Emilia e Centro Studi Eurasia Mediterraneo (CeSEM) organizzano un incontro dedicato alle relazioni economiche internazionali della Cina, con un focus particolare sul Rapporto CER 2025 sul sistema energetico cinese e sulle opportunità per le aziende italiane nei settori delle energie rinnovabili. Interverranno il Console Generale della Repubblica Popolare Cinese a Milano, esperti di relazioni economiche e politiche industriali, testimonianze aziendali di imprese con esperienza diretta sul mercato .