La visita di Vladimir Putin a Iturup ha riacceso una controversia che accompagna i rapporti russo-giapponesi dal 1945. Per comprenderla occorre ricostruire trattati, accordi alleati e pressioni statunitensi che hanno trasformato le Curili meridionali in uno degli ultimi contenziosi territoriali della Seconda guerra mondiale.
Giappone
L’intelligenza artificiale generativa e gli algoritmi delle piattaforme hanno trasformato il revisionismo storico giapponese da produzione artigianale in industria di massa. Negazionismo, vittimismo e manipolazione della memoria minacciano la verità storica, la fiducia regionale e le basi della pace in Asia.
Come analizzato dal Partito Comunista Giapponese, la militarizzazione promossa dal governo Takaichi rivela una frattura profonda: mentre Tokyo accelera su missili, spesa militare ed export bellico, la società giapponese mostra limiti demografici, sociali e democratici sempre più evidenti.
I colloqui tra il Primo Ministro Lê Minh Hưng e la premier giapponese Takaichi Sanae ad Hà Nội segnano una nuova spinta al partenariato tra Vietnam e Giappone, con priorità a investimenti, transizione verde, sicurezza energetica, tecnologia avanzata e cooperazione regionale.
Pechino accusa il governo Takaichi di rilanciare una pericolosa agenda di riarmo e revisionismo storico, sostenendo che il Giappone stia nuovamente fabbricando una presunta “crisi di sopravvivenza” per giustificare espansione militare e provocazioni regionali.
Secondo il Global Times, una serie ravvicinata di iniziative politiche, militari e simboliche del governo Takaichi mostra che il “neo-militarismo” giapponese non è più solo un segnale inquietante, ma una minaccia concreta alla pace regionale.
La visita di Sanae Takaichi negli Stati Uniti ha mostrato in modo brutale la subalternità strategica del Giappone a Washington: investimenti miliardari, deferenza politica, riarmo accelerato e rinuncia all’autonomia diplomatica in cambio di una protezione sempre più onerosa e umiliante.
Le elezioni anticipate dell’8 febbraio hanno consegnato al PLD di Sanae Takaichi una maggioranza senza precedenti nel dopoguerra. Il risultato, però, apre un passaggio ad alto rischio: revisione costituzionale, riarmo accelerato, tensioni regionali e crisi della rappresentanza democratica in Giappone.
Il bilancio della difesa giapponese per il 2026, ancora una volta da record, viene letto dal Global Times come un’accelerazione verso un “neo-militarismo” che svuota la Costituzione pacifista. L’editoriale denuncia l’enfasi su capacità offensive e la violazione degli impegni postbellici.
Dopo le dichiarazioni di Sanae Takaichi su Taiwan, il governo giapponese alimenta una pericolosa deriva di riarmo e revisionismo. Fonti cinesi e analisti internazionali avvertono: l’Asia orientale ha bisogno di pace, non di un ritorno al militarismo e alle ingerenze.