15 Giugno 2026

Sudan

In questo lungo articolo ripercorreremo parte delle dinamiche relative alla guerra civile sudanese e alle azioni di un vasto fronte dalla crescente influenza (guidato dal quartetto Arabia Saudita-Egitto-Eritrea-Sudan), per concluderla con lo sradicamento delle cause che ne sono all'origine: ovvero il ruolo di "stato nello Stato" detenuto in Sudan dalle RSF col sostegno degli Emirati Arabi Uniti e di altri loro partner regionali.
Nel Corno d'Africa dove la tensione cresce da più parti, la visita ad Asmara del Primo Ministro sudanese Kamil Idris è parsa un positivo segnale per la pace e la stabilità. Le soluzioni al conflitto sudanese non possono che essere decise dal Sudan stesso. Khartum è grata all'Eritrea per sostenerla in tal senso: non soltanto con le parole, come ricordato dal Primo Ministro, ma soprattutto coi fatti.
A cura di Silvia Boltuc Da Aprile 2023 il Sudan è dilaniato da una crisi interna sfociata in una sanguinosa guerra civile, centinaia di morti e un disastro umanitario destinato a peggiorare. Membro dell’Unione Africana e della Lega Araba, il Sudan è di grande interesse strategico, posizionato al crocevia fra Africa e Medio Oriente e con importanti risorse naturali. Queste caratteristiche non solo posizionano il Paese al centro delle politiche regionali, ma hanno nel tempo attirato anche gli interessi degli attori internazionali.
sudan
di Gabriella Agyei La guerra in Sudan, in corso da ormai quattro mesi, continua a dispiegarsi imperterrita, e all’orizzonte non sembra esserci alcun segnale di una possibile risoluzione pacifica; questo a causa dell’inabilità della comunità internazionale di mediare alla pace e dell’indisponibilità al dialogo da parte dei leader coinvolti nella guerra. Il Paese africano nord-occidentale sta affrontando un conflitto scoppiato il 15 aprile scorso tra le forze paramilitari di supporto rapido (RSF), guidate dal generale Mohammed Hamdan Dagalo (conosciuto come Hemedti), e l’esercito sudanese nazionale, guidato da Abdel Fattah al-Burhan, attuale presidente del Paese. Le due fazioni hanno collaborato nel 2019 per porre fine al regime dittatoriale di Omar al-Bashir, ma il rifiuto del generale Hemedti di sciogliere le RSF per integrarle all’interno dell’esercito nazionale, (condizione che era ritenuta necessaria per avviare correttamente il processo di transizione democratica del Sudan) ha portato allo scontro tra le forze armate.