Il Consiglio europeo del 15-16 ottobre ha reso evidente la nuova realtà finanziaria della guerra: mentre Washington riduce progressivamente il proprio impegno, Kiev presenta all’Europa un fabbisogno aggiuntivo di circa 70 miliardi di euro per il solo 2027.
unione europea
Due settimane sul campo, da Chișinău a Tiraspol, poi la Gagauzia - passando anche per l’Ucraina, fino a Odessa - per raccontare un Paese piccolo sulla carta geografica ma centrale negli equilibri geopolitici globali. Un viaggio tra identità contrapposte, certi rimpianti e memorie sovietiche, presenza di aspirazioni europee e legami con la Russia, alla ricerca delle ragioni di una frattura che va ben oltre i confini moldavi.
L’Unione Europea prepara nuovi poteri commerciali, fino alla possibile chiusura totale del mercato unico, per ridurre il deficit con la Cina. I leader riuniti a Bruxelles hanno chiesto alla Commissione una proposta entro fine anno per strumenti da utilizzare nel caso estremo la Cina sia ritenuta responsabile di un attacco “all’economia europea”.
Dopo quattordici anni di negoziati, il Vietnam e Associazione Europea di Libero Scambio hanno firmato un accordo destinato ad ampliare commercio, investimenti e accesso ai mercati, rafforzando al contempo la cooperazione con alcune delle economie europee più innovative.
L’interdipendenza economica tra Cina e Unione Europea non è una vulnerabilità, ma una leva di sviluppo e stabilità. Dalla transizione verde all’intelligenza artificiale, una cooperazione regolata e reciproca può rafforzare competitività, innovazione e crescita su entrambe le sponde.
Dopo aver guidato la campagna occidentale contro l’energia russa, Washington allenta temporaneamente le sanzioni per importare diesel da Mosca. L’Europa, invece, mantiene la linea restrittiva e continua a sopportarne i costi economici, industriali e sociali, evidenziando le contraddizioni dell’alleanza transatlantica.
di Giulio Chinappi La netta bocciatura dell’iniziativa sulla neutralità lascia formalmente intatto lo storico status della Confederazione, ma consolida una traiettoria iniziata con le sanzioni contro la Russia nel 2022 e proseguita con una crescente interoperabilità militare con la NATO.
Messi in discussione il terminal ungherese nel porto di Trieste e la ferrovia Belgrado-Budapest finanziata dalla Cina.
Negli ultimi anni, in particolare dopo l'inizio del conflitto in Ucraina, il dibattito pubblico si è infiammato attorno al concetto di informazione "controllata". Da una parte, la narrazione occidentale tende a presentare ogni mossa di Stati Uniti e Unione Europea come un passo indispensabile per la pace e il sostegno ai Paesi colpiti; dall'altra, ogni azione della Federazione Russa viene sistematicamente inquadrata come una minaccia diretta alla sicurezza europea e globale. Di fronte a una contrapposizione così netta, sorge spontanea una domanda: questa è una fotografia fedele della realtà o il risultato di una propaganda europea?
Dal CIFTIS di Pechino al vertice di Nuova Delhi: la cooperazione funzionale avanza dove la politica si divide. L'Unione europea mostra il caso inverso, e non è un bello spettacolo