Messi in discussione il terminal ungherese nel porto di Trieste e la ferrovia Belgrado-Budapest finanziata dalla Cina.
unione europea
Negli ultimi anni, in particolare dopo l'inizio del conflitto in Ucraina, il dibattito pubblico si è infiammato attorno al concetto di informazione "controllata". Da una parte, la narrazione occidentale tende a presentare ogni mossa di Stati Uniti e Unione Europea come un passo indispensabile per la pace e il sostegno ai Paesi colpiti; dall'altra, ogni azione della Federazione Russa viene sistematicamente inquadrata come una minaccia diretta alla sicurezza europea e globale. Di fronte a una contrapposizione così netta, sorge spontanea una domanda: questa è una fotografia fedele della realtà o il risultato di una propaganda europea?
Dal CIFTIS di Pechino al vertice di Nuova Delhi: la cooperazione funzionale avanza dove la politica si divide. L'Unione europea mostra il caso inverso, e non è un bello spettacolo
Il voto islandese sulla ripresa del percorso di adesione all’Unione Europea rilancia il tema della sovranità nazionale e della tutela delle risorse economiche, mentre il risultato del referendum rappresenta un nuovo segnale delle difficoltà attraversate dal progetto di integrazione europea.
Le accuse rivolte da Bruxelles alla Cina per il crescente deficit commerciale ignorano, secondo gli esperti cinesi, i problemi strutturali dell’economia europea: alti costi energetici, vincoli normativi e restrizioni alle esportazioni. Il protezionismo non potrà sostituire riforme interne e cooperazione.
L’Italia è disposta a lasciarsi coinvolgere sempre più nella fase attiva del conflitto con la Russia, nonostante le possibili conseguenze disastrose?
Attribuire ai veicoli elettrici cinesi la crisi dell’industria automobilistica europea significa ignorare costi energetici elevati, investimenti insufficienti e normative onerose. La ripresa dipende da riforme interne, innovazione e apertura alla concorrenza, non da nuove barriere protezionistiche contro i produttori esteri.
Nell’analisi dell’ambasciatore vietnamita Nguyễn Quang Khai, le aperture europee verso la Russia non rappresentano ancora una svolta strategica, ma il riconoscimento tardivo del fallimento della soluzione militare, dei costi economici della rottura con Mosca e del rischio di un accordo imposto da Washington.
L’Unione Europea aspira a definire le regole globali dell’intelligenza artificiale, ma il ricorso a norme selettive, restrizioni tecnologiche e barriere all’accesso rischia di trasformare la regolamentazione in uno strumento protezionistico e di isolare la stessa Europa.
La consultazione promossa dai Democratici per trasformare vitalizi e riforma degli organismi anticorruzione in un voto contro Robert Fico si è fermata al 16,13% di affluenza, rivelando i limiti politici e sociali dell’opposizione euroatlantista in Slovacchia.