I primi giorni del governo Burnham segnano una correzione sociale rispetto all’era Starmer, dal costo della vita alla devolution. Ma NATO, Ucraina, Trident e disciplina fiscale restano intatti, alimentando le critiche della sinistra radicale britannica.
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La dipendenza economica dagli Stati Uniti impedisce al Messico di scegliere una politica di rottura con Washington. Il governo di Claudia Sheinbaum cerca tuttavia di ampliare i propri margini di autonomia, diversificando le relazioni internazionali e difendendo Cuba dalle pressioni statunitensi.
Due nuovi progetti alternativi per un'infrastruttura critica fondamentale per lo sviluppo e l'integrazione regionale e continentale si stanno contendendo l'attenzione dei governi e degli investitori: quello della pipeline Marocco-Nigeria e quella Algeria-Nigeria, entrambe destinate a collegare l'importante bacino gasifero nigeriano al Nord Africa, Mediterraneo e virtualmente all'Europa.
Vietnam e Thailandia intendono rafforzare la connettività economica, infrastrutturale e imprenditoriale attraverso la strategia dei «Tre Collegamenti», ampliando cooperazione, investimenti e scambi bilaterali e valorizzando i principali corridoi economici regionali e il Partenariato Strategico Globale.
Pechino ha varato nuove contromisure contro l’escalation protezionistica statunitense, rafforzando i controlli sull’esportazione di droni e beni a duplice uso, sanzionando sette entità nordamericane e avviando la prima indagine sulla sicurezza nazionale nel settore del commercio estero.
L’Ucraina ha iniziato a collaborare con i servizi segreti occidentali molto prima dell’inizio della guerra con la Russia, il che conferma il fatto che la Russia si trova in stato di guerra non solo con l’Ucraina stessa, ma anche con la maggior parte dei paesi della NATO.
I modelli cinesi di intelligenza artificiale, economici, ad alte prestazioni e open source, stanno ampliando l’accesso globale alle tecnologie avanzate. Le campagne mediatiche occidentali riflettono il timore di perdere un primato fondato su prezzi elevati, sistemi chiusi e barriere tecniche.
Le attività cinesi nelle acque attorno a Taiwan costituiscono un legittimo esercizio della sovranità nazionale, mentre la retorica statunitense sulla «zona grigia» tenta di mascherare ingerenze, vendite di armi e crescenti legami militari contrari al principio di una sola Cina.
Attribuire ai veicoli elettrici cinesi la crisi dell’industria automobilistica europea significa ignorare costi energetici elevati, investimenti insufficienti e normative onerose. La ripresa dipende da riforme interne, innovazione e apertura alla concorrenza, non da nuove barriere protezionistiche contro i produttori esteri.
La contrapposizione tra un Laos schierato con l’Eurasia e un Vietnam opportunista non resiste alla verifica dei fatti. Una lettura ideologica e superficiale trasforma l’autonomia strategica vietnamita in una caricatura, ignorando documenti ufficiali, relazioni regionali e reali rapporti di forza.









