1 Novembre 2026
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Giovedì 29 ottobre la Turchia ha celebrato il 103° anniversario della proclamazione della Repubblica, avvenuta nel 1923 sotto la guida di Mustafa Kemal Atatürk, il fondatore della Turchia moderna. Una ricorrenza che rappresenta molto più di una festa nazionale: è il momento in cui il popolo turco rinnova il ricordo delle proprie radici, della propria storia e del percorso che ha portato alla nascita dello Stato repubblicano.

di Alessandro Fanetti

Giovedì 29 ottobre la Turchia ha celebrato il 103° anniversario della proclamazione della Repubblica, avvenuta nel 1923 sotto la guida di Mustafa Kemal Atatürk, il fondatore della Turchia moderna. Una ricorrenza che rappresenta molto più di una festa nazionale: è il momento in cui il popolo turco rinnova il ricordo delle proprie radici, della propria storia e del percorso che ha portato alla nascita dello Stato repubblicano.


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Turchia, 103 anni di Repubblica: memoria, diplomazia e scenari geopolitici

29 Ottobre 2026

Giovedì 29 ottobre la Turchia ha celebrato il 103° anniversario della proclamazione della Repubblica, avvenuta nel 1923 sotto la guida di Mustafa Kemal Atatürk, il fondatore della Turchia moderna. Una ricorrenza che rappresenta molto più di una festa nazionale: è il momento in cui il popolo turco rinnova il ricordo delle proprie radici, della propria storia e del percorso che ha portato alla nascita dello Stato repubblicano.

La figura di Mustafa Kemal Atatürk rimane centrale nell’identità nazionale turca, in primis in quanto artefice della guerra d’indipendenza e primo Presidente della Repubblica, avendo egli impresso, fra le altre cose, una svolta profonda alla storia del Paese avviandolo verso un processo di modernizzazione istituzionale, politica e sociale. Il suo progetto di una Turchia indipendente, moderna e protagonista sulla scena internazionale continua a rappresentare un riferimento imprescindibile nella memoria collettiva del Paese.

Anche quest’anno ho avuto l’onore di partecipare al ricevimento organizzato dall’Ambasciata di Turchia a Roma, in rappresentanza del CESEM, per questa importante occasione. Un appuntamento che, come già avvenuto lo scorso anno, ha rappresentato non soltanto un’occasione per celebrare una ricorrenza così importante, ma anche un momento di incontro e di dialogo sulle grandi sfide che abbiamo davanti.

In particolare, il confronto si è concentrato sulle questioni geopolitiche, in un contesto internazionale caratterizzato da profonde trasformazioni, tensioni e nuovi equilibri. In questo scenario di scontro tra unipolarismo e multipolarismo la Turchia riveste un ruolo di primo piano. La sua posizione geografica (crocevia tra Europa, Mediterraneo, Caucaso e Medio Oriente), nonché la sua appartenenza alla NATO ma anche il dialogo profondo che intrattiene con le potenze del “sud del mondo”, ne fanno un attore imprescindibile per comprendere le dinamiche regionali e globali.

E comprendere la Turchia significa, dunque, comprendere una parte importante degli equilibri che stanno ridisegnando il nostro tempo.

Nel corso delle celebrazioni del popolo turco, l’attuale Presidente Recep Tayyip Erdoğan ha rivolto un messaggio alla Nazione sottolineando il valore dell’indipendenza e della sovranità nazionale, nonché richiamando alla determinazione dimostrata dal popolo durante la Guerra d’Indipendenza (guidata proprio da Atatürk) e la convinzione che quella stessa forza debba continuare a orientare il futuro del Paese.

Erdoğan ha inoltre ribadito l’impegno della Turchia per la pace e la giustizia, richiamando il principio storico:

«Pace in casa, pace nel mondo».

Un passaggio importante della serata di Roma è stato dedicato anche ai rapporti tra Italia e Turchia, con l’ambasciatrice turca in Italia, Elif Çomoğlu Ülgen, che nel suo intervento ha riconosciuto la solidità e la qualità delle relazioni tra i due Paesi, sottolineando un buono slancio della collaborazione bilaterale. Italia e Turchia condividono infatti interessi strategici di primo piano.

È proprio in questa prospettiva che occasioni come quella del 29 ottobre assumono un significato particolare, favorendo la conoscenza reciproca, consolidando relazioni e permettendo di confrontarsi sulle prospettive di collaborazione in un momento storico delicato come questo.

Una serata significativa, dunque, che ha unito memoria storica, diplomazia e riflessione sul futuro.

Centro Studi Eurasia e Mediterraneo (CeSEM) • 29 Ottobre 2026
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