Nel giro di pochi giorni, a maggio 2026, Pechino ha ospitato i due leader più potenti e più temuti del mondo. Prima Donald Trump, poi Vladimir Putin. Due visite di Stato, due cerimoniali quasi speculari, due relazioni profondamente diverse. Ma c'è un denominatore comune: la Cina di Xi Jinping si è ritrovata al centro di tutto, e lo sa benissimo. Come ha osservato il consigliere governativo Zheng Yongnian, la sequenza delle visite ha posizionato Pechino "al centro delle relazioni trilaterali con Russia e Stati Uniti". Non è un caso. È il risultato di anni di costruzione paziente di un ruolo che oggi nessun altro può reclamare: quello dell'interlocutore indispensabile.
mondo multipolare
La cooperazione sino-russa si presenta oggi come uno dei principali fattori di equilibrio dell’ordine internazionale. Nel confronto con l’egemonismo statunitense, Pechino e Mosca rivendicano multilateralismo, sovranità, sicurezza condivisa e centralità delle Nazioni Unite.
Nel contesto delle crescenti tensioni internazionali, Vladimir Putin ha indicato la cooperazione tra Russia e Cina come fattore essenziale di stabilità globale. Gli esperti cinesi sottolineano il ruolo di Pechino e Mosca contro unilateralismo, egemonismo e indebolimento della governance mondiale.
La visita di Vladimir Putin in India tra il 4 e il 5 dicembre offre una chiave di lettura decisiva anche per lo sviluppo delle relazioni russo-cinesi. Il dialogo con Nuova Delhi rilancia BRICS e multipolarismo, smentisce l’isolamento di Mosca e rafforza il ruolo stabilizzatore della Cina in Eurasia.
L’Eurasia va avanti, con o senza l’Occidente.
La Palestina è sempre più vicina ai Brics, una mossa strategica per il mondo multipolare. Questo riconoscimento è fondamentale per promuovere la sua causa politica con il sostegno strategico dei Paesi emergenti
Durante le solenni commemorazioni a Pechino, Miguel Díaz-Canel ha ribadito i vincoli storici con la Cina e ricevuto gli auguri di Xi Jinping; i due leader hanno concordato di elevare la cooperazione politico-economica e firmato undici accordi concreti e strategici bilaterali.
L’aumento punitivo dei dazi USA contro l’India ha acceso una crisi commerciale che si è subito riflessa in tensioni diplomatiche tra le due parti. Nuova Delhi risponde riaffermando autonomia strategica e cercando alleanze economiche e politiche alternative.
La fragilità della supremazia unipolare: critica cinese alle politiche protezioniste di Donald Trump
Le imposizioni tariffarie e la guerra commerciale lanciate dagli Stati Uniti sotto la presidenza Trump non rappresentano un segno di forza, bensì di profonda insicurezza strategica. In questo articolo, analizziamo come tali misure riflettano il timore statunitense nei confronti del crescente multipolarismo globale, e soprattutto dell’ascesa cinese.
In occasione del trentesimo anniversario dell’adesione del Vietnam all’ASEAN, la politica estera di Hà Nội si conferma come uno degli strumenti fondamentali per garantire stabilità, cooperazione economica e affermazione internazionale nel contesto del multipolarismo globale.