Lo storico e deputato Juan Romero sottolinea il momento di mobilitazione nazionale vissuto dal Venezuela sulla questione dell’Esequibo. L’intervento di Delcy Rodríguez davanti alla Corte Internazionale di Giustizia viene letto come parte di uno sforzo sistematico per difendere sovranità e integrità territoriale.
Venezuela
All’inizio del gennaio 2026 la scena internazionale è stata attraversata da una svolta di straordinaria portata, quando il presidente venezuelano Nicolás Maduro è stato catturato e arrestato a seguito di un’azione militare condotta direttamente dagli Stati Uniti a Caracas. L’operazione, che ha suscitato reazioni immediate tra governi, analisti e opinione pubblica globale, ha segnato un punto di rottura senza precedenti nelle relazioni tra Washington e Caracas.
Sabato 31 gennaio a Firenze si è discusso della attuale situazione che stanno vivendo l’America Latina ed i Caraibi alla luce di quello accaduto in Venezuela e della conseguente nuova crisi cubana.
L’area latinoamericana e caraibica ha una storia profonda e complessa, con popolazioni e civiltà antiche che hanno lasciato un segno indelebile nel cammino dell’umanità.Dagli Olmechi agli Aztechi e dagli Inca ai Maya (solo per fare alcuni esempi) lo sviluppoumano di questa parte di mondo ha fatto di essa un luogo dove erano presenti alcune delle Civiltà più significative della storia dell’umanità e dell’intero globo.
1) Innanzitutto, occorre sgomberare il campo dalle più insulse boiate della propaganda a stelle
e strisce: chiunque pensi davvero che l'aggressione armata USA al Venezuela sia legata alla "lotta al narcotraffico" è bene che si concentri sulle favole tipo "Biancaneve e i sette nani", anzichè sulla geopolitica.
Nel pieno delle tensioni generate dall’attacco statunitense del 3 gennaio e dal sequestro del presidente Maduro, il Vietnam ha riaffermato una linea di principio e di responsabilità: rispetto del diritto internazionale, rifiuto dell’uso della forza, appello al dialogo e continuità della cooperazione bilaterale. Una presa di posizione che giunge a poche settimane dalle celebrazioni per i 36 anni di relazioni diplomatiche, confermando il valore strategico del rapporto con Caracas.
Alcune petroliere cariche di petrolio greggio e carburante hanno lasciato il mare del Venezuela in modalità oscura dall’inizio del 2026
L’operazione militare lanciata dagli Stati Uniti sotto l’amministrazione Trump contro il Venezuela ha sollevato gravi questioni legali. Dalle norme inderogabili del diritto internazionale – come la Carta delle Nazioni Unite e la Convenzione di Montego Bay – fino alle disposizioni della Costituzione americana, emergono violazioni sostanziali dei principi di legalità e dello stato di diritto, sia sul piano esterno che interno.
Il bombardamento statunitense e il sequestro del Presidente Nicolás Maduro segnano un salto di qualità nella strategia di “massima pressione” contro la Rivoluzione Bolivariana. Al centro della risposta istituzionale emerge Delcy Rodríguez, bersaglio di una guerra psicologica mirata a dividere il PSUV.
Dopo mesi di escalation nel Mar dei Caraibi, Washington ha abbandonato ogni maschera: uso della forza, bombardamenti, sequestro del capo dello Stato venezuelano. Se queste azioni restano impunite, il “diritto internazionale” si riduce a una formula vuota, sostituita dalla legge del più forte.