7 Agosto 2026
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Le Autorità cinesi hanno chiesto la revoca completa delle sanzioni unilaterali contro il Venezuela durante la 62ª sessione del Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite.

di Dario Tagliamacco

Le Autorità cinesi hanno chiesto la revoca completa delle sanzioni unilaterali contro il Venezuela durante la 62ª sessione del Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite.

Venerdì 26 giugno 2026, Mu Jianfeng, Consigliere della Missione Permanente della Cina, nel suo intervento all’Onu a Ginevra, ha sottolineato che le sanzioni imposte ad alcune nazioni come il Venezuela creano gravissimi problemi allo sviluppo economico e sociale del Paese colpito, compromettono qualsiasi sforzo volto a migliorare le condizioni economiche delle persone e ledono i diritti umani dei venezuelani, pertanto vanno abrogate immediatamente.

Il funzionario cinese ha inoltre dichiarato che in seguito al violento terremoto che ha colpito il Venezuela, la Cina fornirà aiuti umanitari ed ha espresso la propria fiducia verso il popolo venezuelano che potrà sicuramente passare questa catastrofe, ricostruendo gli edifici che sono crollati.

Mu Jianfeng ha ribadito che la posizione della Cina sul Paese caraibico è ben definita, il Dragone da sempre sostiene la Carta delle Nazioni Unite e le norme fondamentali delle relazioni internazionali, e si schiera contro gli attacchi militari, l’uso delle misure coercitive unilaterali e l’interferenza negli affari interni del Paese. Il diplomatico cinese nel suo discorso ha citato i terremoti avvenuti recentemente che hanno colpito il Venezuela esprimendo le sue sincere condoglianze per le vittime e solidarietà alle persone colpite da questa catastrofe.

Non è la prima volta che la Cina chiede la rimozione delle sanzioni economiche, tutt’ora vigenti, contro il Venezuela. A fine 2025 la portavoce del governo cinese, Mao Ning aveva esortato pubblicamente gli Stati Uniti a porre fine all’embargo economico contro il Paese sudamericano. “Pechino si è sempre opposta alle sanzioni unilaterali prive di fondamento nel diritto internazionale e senza l’autorizzazione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite”, queste le parole della portavoce delle Ministero degli Esteri della Cina.

Tali parole rappresentano un sostegno chiaro a Caracas di fronte a quelle che sono definite aggressioni costanti da parte degli Stati Uniti. Durante una conferenza svoltasi il 7 gennaio 2026, un giornalista ha chiesto a Mao Ning informazioni in merito alle sanzioni unilaterali illegali imposte da Washington al settore petrolifero venezuelano e alla notifica inviata dal governo Donald Trump alla presidentessa ad interim del Venezuela, secondo cui, per quanto riguarda la produzione petrolifera, il Paese avrebbe dovuto interrompere i rapporti economici con la Cina e cooperare esclusivamente con gli Stati Uniti.

La portavoce del Ministero cinese degli Esteri ha risposto che gli Stati Uniti hanno imposto da tempo sanzioni unilaterali illegali all’industria del petrolio venezuelana e hanno fatto ricorso all’uso della forza contro il Venezuela, sconvolgendone gravemente l’ordine economico e sociale, minacciando la stabilità delle catene di produzione e di approvvigionamento globali. La Cina ha condannato fortemente queste azioni e ha ricordato che la cooperazione tra Cina e Venezuela costituisce una collaborazione tra Stati sovrani, protetta dal diritto internazionale e dalle leggi di entrambe le nazioni. 

Mao Ning in quell’occasione ha spiegato che il Venezuela è uno Stato sovrano che detiene sovranità piena delle proprie risorse naturali e di tutte le sue attività economiche. La Cina condanna da anni le azioni degli Stati Uniti volte a destabilizzare la sovranità nazionale del Paese sudamericano. Il Governo cinese da tempo si esprime in modo esplicito, si oppone infatti a qualsiasi interferenza esterna nelle questioni interne del Venezuela con qualsiasi pretesto. Pechino non si limita alle dichiarazioni tecniche ma usa un linguaggio attraverso il quale si presenta come potenza garante della pace e della stabilità in America Latina e del principio di non ingerenza, al contrario degli Stati Uniti che vengono descritti come attori che aggravano le tensioni regionali.

La Cina in seguito al grave terremoto avvenuto il 24 giugno, il quale ha provocato migliaia di morti e dispersi, chiede nuovamente la fine del blocco economico contro il Venezuela sostenendo con fermezza la Carta delle Nazioni Unite e le norme fondamentali che regolano le relazioni internazionali tra Stati.

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