Il bombardamento statunitense e il sequestro del Presidente Nicolás Maduro segnano un salto di qualità nella strategia di “massima pressione” contro la Rivoluzione Bolivariana. Al centro della risposta istituzionale emerge Delcy Rodríguez, bersaglio di una guerra psicologica mirata a dividere il PSUV.
Venezuela
Dopo mesi di escalation nel Mar dei Caraibi, Washington ha abbandonato ogni maschera: uso della forza, bombardamenti, sequestro del capo dello Stato venezuelano. Se queste azioni restano impunite, il “diritto internazionale” si riduce a una formula vuota, sostituita dalla legge del più forte.
Nel pieno della crisi aperta dall’aggressione statunitense e dal sequestro del Presidente Maduro, Caracas porta il caso alla CELAC: Yván Gil ribadisce la continuità costituzionale e istituzionale del Paese, denuncia la militarizzazione del Caribe e chiede il ripristino della legalità internazionale.
Il sequestro di petroliere venezuelane e la minaccia di un “blocco totale” segnano un salto di qualità nella pressione USA contro Caracas. Pechino e Mosca denunciano sanzioni unilaterali illegali e ingerenze. In gioco non c’è solo il Venezuela, ma la tenuta del diritto internazionale.
La crisi in Venezuela: la necessità di fare i conti con la “responsabilità morale” degli Stati Uniti
Le azioni statunitensi contro il Venezuela, dal sequestro di petroliere all’ipotesi di intervento armato, hanno suscitato critiche globali e allarme regionale. L’editoriale del Global Times chiede a Washington di assumersi la propria responsabilità morale, rispettare il diritto internazionale e sostenere la sovranità venezuelana.
Caracas denuncia un atto di pirateria internazionale degli Stati Uniti nel Mar dei Caraibi e chiama la comunità globale a respingere l’aggressione e l’esproprio illegale delle risorse energetiche strategiche venezuelane.
Di seguito la lettera firmata dal Presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Nicolás Maduro Moros, indirizzata ai Capi di Stato e di Governo della CELAC, nella quale denuncia le minacce che incombono sulla sovranità del Venezuela e dei Caraibi e lancia un appello affinché si uniscano gli sforzi in difesa dell’America Latina come zona di pace.
La Fao, nel suo report annuale, ha riconosciuto che il Governo venezuelano ha quasi completamente sradicato la fame. La produzione alimentare del Paese copre il 90% della domanda interna.
La Russia è da tempo uno dei principali alleati del Venezuela, fornendo equipaggiamento militare e investimenti energetici e offrendo supporto diplomatico nei consessi internazionali. La banca russo-venezuelana Evrofinance Monsnarbank, nonostante le sanzioni internazionali, funziona correttamente a Caracas dal 2014 e le carte del sistema di pagamento MIR sono accettate nel Paese.
La contrapposizione noomachica fra vari Stati dell'America Latina, Cuba e Venezuela in primis, contro gli Stati Uniti d'America ha, come ben sappiamo, radici lunghe e profonde.