Dalla Colombia al Perù, la nuova avanzata delle destre filostatunitensi segna una fase di restaurazione continentale. Dietro il linguaggio dell’ordine e della sicurezza riemerge la Dottrina Monroe, aggiornata dal Corollario Trump e orientata contro sovranità, integrazione regionale e governi progressisti.
Stati Uniti
Negli Stati Uniti si è verificato uno degli sviluppi più significativi degli ultimi anni nel dibattito sul futuro della moneta digitale. Il Senato americano ha infatti approvato il 21st Century ROAD to Housing Act, un ampio provvedimento dedicato principalmente all’edilizia e all’accessibilità abitativa, all’interno del quale è stata inserita una disposizione che vieta alla Federal Reserve di emettere una Central Bank Digital Currency (CBDC) almeno fino al 31 dicembre 2030. Il provvedimento ha ottenuto un sostegno bipartisan particolarmente ampio, raccogliendo una maggioranza schiacciante in Senato.
L’escalation retorica e giudiziaria contro Cuba mira a costruire un pretesto politico per nuove aggressioni, ma produce anche effetti interni negli Stati Uniti: manipola la diaspora, riscrive la storia bilaterale e colpisce le forze favorevoli al dialogo.
Gli Stati Uniti hanno fondamentalmente compreso che la capitolazione di Teheran potrebbe avvenire solo con un rischiosissimo intervento via terra, tuttavia se tale opzione dovesse fallire per Washington si tratterebbe di una sconfitta strategica e la sua influenza in Medio Oriente svanirebbe in brevissimo tempo.
Nel pieno della crisi mediorientale, la Cina chiama la comunità internazionale a sostenere il ritorno della pace nel Golfo e denuncia i limiti di una politica statunitense verso Pechino sempre più ideologica, disinformata e priva di autentica conoscenza del paese.
L’aggressione israelo-statunitense alla Repubblica Islamica dell’Iran sta creando enormi problemi ai diversi attori internazionali, anche se con diverse sfumature.
L’affondamento della fregata iraniana IRIS Dena al largo dello Sri Lanka, attribuito a un sottomarino statunitense, trasferisce l’escalation USA-Israele contro l’Iran fino all’Oceano Indiano. Tra timori di spillover regionale e critiche interne, l’India è accusata di un imbarazzante silenzio.
1) Innanzitutto, occorre sgomberare il campo dalle più insulse boiate della propaganda a stelle
e strisce: chiunque pensi davvero che l'aggressione armata USA al Venezuela sia legata alla "lotta al narcotraffico" è bene che si concentri sulle favole tipo "Biancaneve e i sette nani", anzichè sulla geopolitica.
Caracas denuncia un atto di pirateria internazionale degli Stati Uniti nel Mar dei Caraibi e chiama la comunità globale a respingere l’aggressione e l’esproprio illegale delle risorse energetiche strategiche venezuelane.
Mentre l’Amministrazione Trump gioca la carta di convincimento degli “swing states” allettandoli con nuovi accordi energetici come quello proposto alla Turchia per l’acquisto del suo GNL – diventato evidentemente meno appetibile dopo il raddoppio della connessione energetica russo-cinese – e nei settori della tecnologia nucleare civile e dell’aviazione, o al Kazakistan e all’Uzbekistan, 12 miliardi di dollari nei settori aereo, ferroviario e delle materie prime, la Russia punta su una strategia complessiva e sta promuovendo il concetto di “Altaj come Patria dei Turchi” e il progetto “Grande Altaj” quali contrappesi all’Organizzazione degli Stati Turchi (OTS).