14 Ottobre 2026

Aree di Crisi

Il Caucaso è tornato a essere uno dei banchi di prova più caldi della geopolitica globale, e al centro di questa trasformazione c’è l’Armenia. Tra scossoni politici interni, un drastico riposizionamento strategico e il trauma ancora vivo della perdita del Nagorno-Karabakh, Yerevan sta faticosamente ridisegnando la propria identità internazionale. Sotto la guida del premier NikolPashinyan, il Paese ha scelto di accelerare la sua spinta verso l’Occidente. La strada verso il cambiamento è però tutt'altro che unanime: tra dipendenze economiche, legami energetici e un’opposizione che continua a guardare verso Mosca, in molti si chiedono se l’Armenia possa davvero recidere il cordone ombelicale russo senza sprofondare nell’isolamento. Una scommessa complessa e rischiosa, che ridefinisce non solo i confini della politica armena, ma l’intero equilibrio di potere nella regione.
Il 7 agosto 2026 resterà probabilmente segnato come uno spartiacque nella storia della Repubblica di Armenia. Per la prima volta dall’indipendenza, il Catholicos di Tutti gli Armeni, Karekin II, è chiamato a rispondere in sede penale insieme ad altri sei alti prelati della Chiesa Apostolica Armena, in un procedimento che trascende la dimensione giudiziaria e diventa il simbolo di una crisi istituzionale senza precedenti tra Stato e Chiesa.