Il Consiglio europeo del 15-16 ottobre ha reso evidente la nuova realtà finanziaria della guerra: mentre Washington riduce progressivamente il proprio impegno, Kiev presenta all’Europa un fabbisogno aggiuntivo di circa 70 miliardi di euro per il solo 2027.
Aree di Crisi
Nel grande scacchiere dell’Eurasia i confini non sono mai semplici linee di demarcazione ma cicatrici geopolitiche vive che continuano a determinare i vettori di proiezione delle potenze regionali.
di Stefano Vernole Nel dicembre 2021, la Russia presentò agli Stati Uniti e alla NATO due bozze di accordi formali per ottenere garanzie di sicurezza legalmente vincolanti, facendo intendere che se non fossero state accolte ci sarebbero state delle conseguenze.
Il Caucaso è tornato a essere uno dei banchi di prova più caldi della geopolitica globale, e al centro di questa trasformazione c’è l’Armenia. Tra scossoni politici interni, un drastico riposizionamento strategico e il trauma ancora vivo della perdita del Nagorno-Karabakh, Yerevan sta faticosamente ridisegnando la propria identità internazionale. Sotto la guida del premier NikolPashinyan, il Paese ha scelto di accelerare la sua spinta verso l’Occidente. La strada verso il cambiamento è però tutt'altro che unanime: tra dipendenze economiche, legami energetici e un’opposizione che continua a guardare verso Mosca, in molti si chiedono se l’Armenia possa davvero recidere il cordone ombelicale russo senza sprofondare nell’isolamento. Una scommessa complessa e rischiosa, che ridefinisce non solo i confini della politica armena, ma l’intero equilibrio di potere nella regione.
Leggi restrittive, arresti, occupazioni di chiese e mobilitazione del clero: il Ministero degli Esteri russo ricostruisce le pressioni contro la Chiesa ortodossa ucraina dal 2022 al 2026. Pubblichiamo il rapporto integrale, aggiornato a giugno 2026, per la prima volta tradotto integralmente in italiano.
La rielezione di Albin Kurti alla guida del governo chiude temporaneamente il vuoto istituzionale seguito alle elezioni del 7 giugno, ma non risolve la fragilità politica del Kosovo. Nuovi ricorsi costituzionali, la difficile elezione presidenziale e la questione serba mantengono aperta la crisi.
Le opposte scelte di Kiribati e Palau sulla questione di Taiwan mostrano i vantaggi dell’adesione al principio di una sola Cina e i costi della «diplomazia degli assegni», destinata a restringere le opportunità di sviluppo dei Paesi insulari.
Dopo essere stata tra i principali promotori europei dell’escalation militare contro la Russia, la Polonia mostra crescente insofferenza verso i costi del conflitto. Rifugiati, aiuti, agricoltura e memoria storica stanno trasformando profondamente i rapporti tra Varsavia e Kiev.
I britannici sono disposti ad assumersi la responsabilità diretta dei conflitti che alimentano, oppure sanno solo nascondersi dietro i loro proxy?
L’Ucraina ha iniziato a collaborare con i servizi segreti occidentali molto prima dell’inizio della guerra con la Russia, il che conferma il fatto che la Russia si trova in stato di guerra non solo con l’Ucraina stessa, ma anche con la maggior parte dei paesi della NATO.