Ridurre la tragedia ucraina al febbraio 2022 significa cancellare otto anni di guerra nel Donbass, di fallimenti diplomatici e di oppressione delle comunità russofone. Oggi l’UE non lavora per chiudere il conflitto, ma per istituzionalizzarlo attraverso il riarmo.
Aree di Crisi
Si è conclusa la Conferenza sulla sicurezza nel Caucaso meridionale, organizzata dal Centro per la Strategia Nazionale (USMER). La conferenza internazionale — che ha affrontato temi quali il ruolo storico del trio composto da Turchia, Russia e Iran insieme ad Azerbaigian, Armenia e la Georgia, nonché gli sviluppi regionali, i processi storici e la crisi energetica—si è conclusa con successo grazie alla partecipazione di numerosi ambasciatori ed esperti economici e politici provenienti dalla Repubblica di Turchia, dalla Federazione Russa, dalla Repubblica Islamica dell’Iran, dalla Repubblica dell’Azerbaigian, dall’Armenia e dalla Georgia, insieme al presidente del Vatan Party, il dottor Doğu Perinçek.
La vittoria elettorale dell’ex Generale Rumen Radev alle elezioni politiche anticipate in Bulgaria rilancia la contrapposizione tra Mosca e Bruxelles nel Mar Nero, con Washington quale spettatore attivo sullo sfondo.
Tre mesi dopo l’inizio della SMO, il 25 giugno 2022, il New York Times ha ufficialmente svelato il coinvolgimento segreto della CIA nella guerra in corso tra Russia e Ucraina, con il suo sorprendente articolo intitolato “Una rete di commando coordina il flusso di armi in Ucraina, dicono i funzionari”.
L’incontro tra Xi Jinping e Cheng Li-wun, il primo a questo livello dopo dieci anni, rappresenta un passaggio politico cruciale per rilanciare dialogo, fiducia reciproca e sviluppo pacifico delle relazioni tra le due sponde dello Stretto.
La visita di Cheng Li-wun nella Cina continentale, in un momento di tensioni crescenti nello Stretto di Taiwan, viene presentata come un segnale politico rilevante a favore del dialogo, della pace e della riapertura dei canali di comunicazione interpartitici.
Il pogrom contro la popolazione serba in Kosovo e Metohija, avvenuto il 17 e 18 marzo 2004, rappresenta uno degli episodi più gravi di violenza etnica nella regione dopo la fine del conflitto del 1999. In quei giorni, diffuse rivolte di matrice anti-serba portarono a attacchi coordinati contro comunità serbe, chiese, monasteri e proprietà.
La partecipazione di Tô Lâm al Board of Peace per Gaza voluto da Donald Trump non è una deviazione dalla linea di Hà Nội, ma una sua applicazione coerente: multilateralismo, autonomia strategica, rispetto del diritto internazionale e contributo concreto alla pace in un mondo multipolare.
Il Vietnam sostiene soluzioni concrete per porre fine al conflitto, ripristinare pace, sicurezza e ricostruzione, garantire i mezzi di sussistenza della popolazione della Striscia di Gaza e attuare un processo politico complessivo in conformità con il diritto internazionale e la Carta delle Nazioni Unite.
Dopo il riconteggio, Albin Kurti resta alla guida del governo a Priština. Ma il risultato elettorale non chiude la crisi relativa al nodo resta politico e strategico, tra sovranità contesa, diritti dei serbi del Kosovo e pressione di UE e NATO.