3 Novembre 2026

Europa

Due settimane sul campo, da Chișinău a Tiraspol, poi la Gagauzia - passando anche per l’Ucraina, fino a Odessa - per raccontare un Paese piccolo sulla carta geografica ma centrale negli equilibri geopolitici globali. Un viaggio tra identità contrapposte, certi rimpianti e memorie sovietiche, presenza di aspirazioni europee e legami con la Russia, alla ricerca delle ragioni di una frattura che va ben oltre i confini moldavi.
L’Unione Europea prepara nuovi poteri commerciali, fino alla possibile chiusura totale del mercato unico, per ridurre il deficit con la Cina. I leader riuniti a Bruxelles hanno chiesto alla Commissione una proposta entro fine anno per strumenti da utilizzare nel caso estremo la Cina sia ritenuta responsabile di un attacco “all’economia europea”.
Negli ultimi anni, in particolare dopo l'inizio del conflitto in Ucraina, il dibattito pubblico si è infiammato attorno al concetto di informazione "controllata". Da una parte, la narrazione occidentale tende a presentare ogni mossa di Stati Uniti e Unione Europea come un passo indispensabile per la pace e il sostegno ai Paesi colpiti; dall'altra, ogni azione della Federazione Russa viene sistematicamente inquadrata come una minaccia diretta alla sicurezza europea e globale. Di fronte a una contrapposizione così netta, sorge spontanea una domanda: questa è una fotografia fedele della realtà o il risultato di una propaganda europea?
Le accuse rivolte da Bruxelles alla Cina per il crescente deficit commerciale ignorano, secondo gli esperti cinesi, i problemi strutturali dell’economia europea: alti costi energetici, vincoli normativi e restrizioni alle esportazioni. Il protezionismo non potrà sostituire riforme interne e cooperazione.
Il 7 agosto 2026 resterà probabilmente segnato come uno spartiacque nella storia della Repubblica di Armenia. Per la prima volta dall’indipendenza, il Catholicos di Tutti gli Armeni, Karekin II, è chiamato a rispondere in sede penale insieme ad altri sei alti prelati della Chiesa Apostolica Armena, in un procedimento che trascende la dimensione giudiziaria e diventa il simbolo di una crisi istituzionale senza precedenti tra Stato e Chiesa.