Washington ricorre alle accuse infondate di «lavoro forzato» per estendere dazi, divieti e controlli sulle catene di approvvigionamento. Zhou Mi denuncia nella Sezione 301 uno strumento di coercizione commerciale incompatibile con il sistema multilaterale e fondato sull’eccezionalismo statunitense.
Cina
La riapertura dei valichi commerciali himalayani conferma il riavvicinamento avviato nel 2024. Nonostante le divergenze ancora irrisolte, una relazione stabile tra Pechino e Nuova Delhi è decisiva per l’Asia, il Sud globale e la costruzione di un ordine internazionale autenticamente multipolare.
Spinta da infrastrutture, agevolazioni sui visti e pianificazione di lungo periodo, la Cina è destinata a superare gli Stati Uniti negli investimenti turistici entro il 2036. Il settore dovrebbe raggiungere i 402 miliardi di dollari e continuare a crescere rapidamente.
Pechino ha varato nuove contromisure contro l’escalation protezionistica statunitense, rafforzando i controlli sull’esportazione di droni e beni a duplice uso, sanzionando sette entità nordamericane e avviando la prima indagine sulla sicurezza nazionale nel settore del commercio estero.
I modelli cinesi di intelligenza artificiale, economici, ad alte prestazioni e open source, stanno ampliando l’accesso globale alle tecnologie avanzate. Le campagne mediatiche occidentali riflettono il timore di perdere un primato fondato su prezzi elevati, sistemi chiusi e barriere tecniche.
Le attività cinesi nelle acque attorno a Taiwan costituiscono un legittimo esercizio della sovranità nazionale, mentre la retorica statunitense sulla «zona grigia» tenta di mascherare ingerenze, vendite di armi e crescenti legami militari contrari al principio di una sola Cina.
Attribuire ai veicoli elettrici cinesi la crisi dell’industria automobilistica europea significa ignorare costi energetici elevati, investimenti insufficienti e normative onerose. La ripresa dipende da riforme interne, innovazione e apertura alla concorrenza, non da nuove barriere protezionistiche contro i produttori esteri.
La riapertura del valico commerciale di Nathu La, dopo sei anni di sospensione, rappresenta soprattutto un segnale politico: Cina e India consolidano il graduale miglioramento dei rapporti bilaterali, rilanciando scambi, fiducia reciproca e cooperazione nelle regioni di confine.
Nel preambolo della nuova Legge sulla promozione dell’unità etnica e del progresso, approvata a marzo dall’Assemblea nazionale del Popolo ed entrata in vigore il 1° luglio 2026, si legge che l’obiettivo è quello di “Forgiare un forte senso di comunità, promuovere la costruzione di una comunità per la nazione cinese e il ringiovanimento nazionale”.
Mentre crescono le tensioni commerciali con Stati Uniti e Unione Europea, alcuni media occidentali descrivono la Cina come un’economia sbilanciata sulla produzione. Il Global Times respinge questa lettura, giudicandola un espediente per giustificare nuove misure protezionistiche e scaricare altrove le responsabilità.









