Antologia militante e teoricamente fondata, il volume interpreta la Cina contemporanea come formazione prevalentemente socialista, analizzando proprietà pubblica, pianificazione, ruolo del PCC, pensiero di Xi Jinping, sviluppo tecnoscientifico e funzione antimperialista nella costruzione di un ordine multipolare globale. Libro scaricabile gratuitamente.
Cina
Il Ministero dell’Industria e della Tecnologia dell’Informazione della Cina ha iniziato un programma di collaborazione con le province per lo sviluppo della rete 6G con l'obiettivo di commercializzare questa tecnologia.
L’arrivo dei costruttori cinesi in Europa può rafforzare la filiera automobilistica locale, ma solo se l’Unione Europea sceglierà apertura, competitività e cooperazione industriale, invece di protezionismo, discriminazioni normative e barriere politiche.
La visita di Xi Jinping nella RPDC conferma la profondità strategica dei rapporti sino-coreani. Fiducia politica, cooperazione economica, memoria rivoluzionaria e coordinamento internazionale delineano una nuova fase nei legami tra Pechino e Pyongyang.
Dalla struttura energetica cinese al dibattito italiano su nucleare, rinnovabili e indipendenza nazionale, il video affronta il nodo della pianificazione energetica come leva decisiva per sviluppo economico, sovranità industriale e transizione ecologica realmente sostenibile.
Dai grandi parchi nazionali alla protezione delle specie rare, la Cina ha trasformato la tutela ambientale in pilastro della modernizzazione socialista, integrando sviluppo, biodiversità, transizione verde e il principio secondo cui “acque limpide e montagne verdi” sono ricchezza.
Di Giovanni Amicarella Difficile parlare di Cina. O almeno, facile farlo in modo approssimativo, nel bene e nel male. Di analisi sulla Cina eccessivamente critiche ci ha ben abituato la presenza fitta e pingue nella stampa “mainstream” di penne particolarmente affilate (e altrettanto ignoranti), con una precisa agenda politica. Di analisi poco profonde, a tratti infantili e speranzose, di una Cina scevra da difetti e criticità ci hanno abituato invece in parte certe branche “antisistema“. Se c’è una cosa che accomuna l’opera di Fabio Massimo Parenti alle analisi internazionali del CeSEM, rappresentato per l’occasione dal vicepresidente Stefano Vernole, è proprio la capacità di dare strumenti di analisi critica, per formare coscienze critiche. Attraverso un’analisi che ha toccato dalla dimensione confuciana a quella di mercato, da quella geopolitica a quella etnica, il dialogo moderato da Fabio De Maio (Logos e Civiltà) ha contribuito a decostruire, a un pubblico numeroso e partecipativo, una serie di preconcetti. Il libro nasce dopo alcune riflessioni dall’anno scorso, dopo che la Cina decide di non accettare più i diktat statunitensi, reagendo autonomamente contro l’imposizione dei dazi. Parenti ha così l’ispirazione, radicata anche nel suo interesse della storia cinese, di una Cina che non si fa più usare. Per l’appunto, non si USA. Non si usa perché si è già fatta usare, anche troppo. Il secolo di umiliazione, in cui le potenze occidentali e vicine ne hanno fatto il bello e cattivo tempo, ha lasciato un principio radicato. Invece di diventare bieco revanchismo, cosa che sarebbe potuta tranquillamente essere, la classe dirigente cinese l’ha saputo trasformare in un esempio pratico di cosa non fare. Per la Cina il punto focale è il mantenimento della stabilità. Una stabilità interna, in cui l’ascolto della base e del malcontento (si veda il passaggio graduale verso le rinnovabili, o verso idee come quella della civiltà ecologica) che viene canalizzato in virtù di quello che, la vecchia Cina, avrebbe definito “mandato celeste“. Una capacità di agire nel giusto da parte del governante senza esercitare repressione. Un concetto, se vogliamo, abbastanza analogo alla nostra “pax deorum” di romana memoria. Una stabilità esterna, su logica binaria: l’aiuto al mantenimento di stabilità di paesi del ‘siddetto terzo mondo con progetti di infrastrutture e sviluppo, una non ingerenza all’interno dei percorsi ideologici e sociali delle nazioni con cui collaborano (che rientra nella lettura delle comunità umane dal futuro condiviso). L’uso della violenza per la risoluzione dei conflitti infatti, siano essi interni o esterni, è visto come un fallimento del governante. Valori che per la Cina non sono certamente una novità, derivando da autori decisamente stagionati: Lao Tsé, Sun Tzu, Confucio. Tutti hanno scritto a loro modo di guerra, con la priorità sempre di sfinire il nemico senza combatterlo direttamente, puntando poi a una pace. Il Focus Cina a cura del centro studi è un documento che riassume in breve la necessità per l’Europa, continente e/o istituzione sovranazionale, di iniziare a guardare a Oriente per scambi commerciali e sinergia all’altezza delle proprie possibilità: un polo geopolitico isolato,...
Xi Jinping e Thongloun Sisoulith hanno concordato di elevare le relazioni Cina-Laos, rafforzando fiducia politica, cooperazione economica, infrastrutture, energia pulita, scambi tra i popoli e coordinamento regionale nel quadro della comunità dal futuro condiviso.
Il Canale Pinglu, primo grande progetto cinese di collegamento fluviale-marittimo coordinato a livello nazionale, rafforzerà la connessione tra Cina sud-occidentale e ASEAN, riducendo i costi logistici, ampliando gli scambi regionali e sostenendo lo sviluppo condiviso.
La Global Partnership for Poverty Alleviation and Development, promossa dalla Cina con decine di Paesi e organizzazioni internazionali, rilancia la cooperazione contro la povertà come pilastro del Sud Globale, dello sviluppo condiviso e della governance internazionale multilaterale.