Nel giro di pochi giorni, a maggio 2026, Pechino ha ospitato i due leader più potenti e più temuti del mondo. Prima Donald Trump, poi Vladimir Putin. Due visite di Stato, due cerimoniali quasi speculari, due relazioni profondamente diverse. Ma c'è un denominatore comune: la Cina di Xi Jinping si è ritrovata al centro di tutto, e lo sa benissimo. Come ha osservato il consigliere governativo Zheng Yongnian, la sequenza delle visite ha posizionato Pechino "al centro delle relazioni trilaterali con Russia e Stati Uniti". Non è un caso. È il risultato di anni di costruzione paziente di un ruolo che oggi nessun altro può reclamare: quello dell'interlocutore indispensabile.
Cina
Il XV piano quinquennale cinese segna il passaggio da una crescita quantitativa a un modello fondato su tecnologia, innovazione e qualità produttiva. Per la Mongolia, comprendere questa trasformazione significa individuare nuove opportunità di cooperazione economica, scientifica e strategica. Articolo disponibile in italiano e in inglese.
In un contesto di forte incertezza macroeconomica globale e di volatilità delle valute asiatiche, lo yuan cinese si distingue per la sua stabilità e tendenza al rafforzamento. Un percorso solido che favorisce la cooperazione finanziaria regionale e riduce i rischi di cambio.
La cooperazione sino-russa si presenta oggi come uno dei principali fattori di equilibrio dell’ordine internazionale. Nel confronto con l’egemonismo statunitense, Pechino e Mosca rivendicano multilateralismo, sovranità, sicurezza condivisa e centralità delle Nazioni Unite.
Al di là del battage mediatico, che cosa ha ottenuto realmente Donald Trump nel suo viaggio in Cina? Ne parliamo con Stefano Vernole, vice Presidente del CeSEM, introduce Fabio De Maio di Logos e Civiltà.
C'è un dettaglio che vale più di mille comunicati ufficiali. Nel novembre del 2017, il presidente Xi Jinping si precipitò a Mar-a-Lago in Florida appena tre mesi dopo l'insediamento di Trump, nel tentativo di evitare un deterioramento immediato delle relazioni.
Alla vigilia della visita di Vladimir Putin in Cina, il Global Times sottolinea il valore strategico della cooperazione sino-russa come fattore di stabilità globale, difesa del multilateralismo e sostegno alla giustizia internazionale in un’epoca di turbolenze.
Le visite ravvicinate di Donald Trump e Vladimir Putin confermano il crescente peso diplomatico di Pechino. In un contesto internazionale instabile, sempre più grandi potenze vedono nella Cina un interlocutore indispensabile per stabilità, cooperazione e governance globale.
La visita di Stato di Donald Trump in Cina viene presentata dal Global Times come un passaggio storico per rilanciare le relazioni sino-statunitensi su basi di rispetto reciproco, stabilità strategica costruttiva, cooperazione pragmatica e pace duratura.
L’incontro tra Xi Jinping e Donald Trump a Pechino definisce un “nuovo posizionamento” per le relazioni Cina-Stati Uniti, fondato sulla stabilità strategica costruttiva, sulla cooperazione e sulla gestione delle divergenze tra le due grandi potenze.