L’archeologia sta diventando un nuovo terreno di scontro politico e territoriale nella Cisgiordania occupata. Alla fine dello scorso luglio 2026, nel corso della 48ma sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale, riunito a Busan, Corea del Sud, l’UNESCO ha assunto alcune decisioni strettamente legate ai conflitti in corso, iscrivendo con procedura d’urgenza nuovi siti nella “Lista del Patrimonio Mondiale” e, contemporaneamente, nella “Lista del Patrimonio Mondiale in Pericolo”: tra questi il complesso dei cinque Castelli del Monte Amel nel Libano meridionale e il sito archeologico di Sebastia, nei pressi di Nablus, dove le autorità israeliane hanno disposto l’esproprio di circa 200 ettari.
Medio Oriente
Secondo Giulio Chinappi, il prolungamento della guerra contro l’Iran deriva dagli errori di calcolo di Stati Uniti e Israele sulla capacità di resistenza iraniana: superiorità militare e pressione economica non sono riuscite a tradursi nella resa politica di Teheran.
Oltre sei mesi dopo i primi attacchi statunitensi-israeliani, l’Iran ha subito gravi danni, ma non è stato sconfitto strategicamente. La durata del conflitto riflette fondamentali errori di calcolo sulla resilienza iraniana, sui limiti della coercizione militare e sulle conseguenze regionali e globali della guerra.
La nuova architettura della deterrenza greca tra cooperazione con Israele, ruolo strategico di Cipro, disputa marittima e competizione con la Turchia.
Un'analisi dell'accordo di difesa aerea tra Gerusalemme e Atene, delle sue implicazioni per gli equilibri della NATO e delle rotte mediterranee, e della sua proiezione, attraverso il canale d'Otranto, fino alle soglie dell'Adriatico settentrionale.
In un contesto di tensioni crescenti con la Turchia[1], la Grecia sta aumentando la spesa militare per modernizzare il proprio esercito (circa il 3,5% del PIL) e nei mesi scorsi ha acquistato un sistema difensivo multistrato, cioè anti-missile, anti-aereo e anti-drone da Israele, denominato “Scudo di Achille”, per 3 miliardi di dollari (l’agenzia “Reuters” ha stimato un costo complessivo pari a 4 miliardi di dollari), oltre a diversi tipi di droni e di aerei da trasporto militare Embraer C-390. Radar israeliani e missili delle aziende statali Rafael e IAI costituiscono il nucleo del sistema che dovrebbe essere operativo nel giro di 3 anni, mentre le aziende greche ne produrranno almeno il 25%.
Nel corso della storica visita di Stato in Egitto, Xi Jinping propone un’architettura regionale fondata su sicurezza comune, sviluppo e autonomia strategica. Pechino e il Cairo approfondiscono il Partenariato Strategico Globale, ampliando la cooperazione industriale, digitale, energetica e tecnologica.
L’indebolimento degli U.S.A. in Medio Oriente, stimola i Paesi della regione a cercare nuove alleanze
Oltre la «NATO sunnita»: l’alleanza della Mecca e la crisi dell’ordine statunitense in Medio Oriente
Arabia Saudita, Pakistan e Turchia hanno formalizzato un patto di difesa collettiva che alcuni media occidentali hanno già ribattezzato «NATO sunnita». L’accordo segna però soprattutto la ricerca di un’autonomia strategica regionale, in un Medio Oriente profondamente trasformato dalla crisi dell’egemonia statunitense.
Il controllo iraniano dello Stretto di Hormuz e la capacità degli Houthi di condizionare Bāb al-Mandab trasformano il conflitto in una contesa sulle arterie dell’economia mondiale, mostrando i limiti della superiorità militare statunitense e israeliana.