La nuova architettura della deterrenza greca tra cooperazione con Israele, ruolo strategico di Cipro, disputa marittima e competizione con la Turchia.
Grecia
Un'analisi dell'accordo di difesa aerea tra Gerusalemme e Atene, delle sue implicazioni per gli equilibri della NATO e delle rotte mediterranee, e della sua proiezione, attraverso il canale d'Otranto, fino alle soglie dell'Adriatico settentrionale.
In un contesto di tensioni crescenti con la Turchia[1], la Grecia sta aumentando la spesa militare per modernizzare il proprio esercito (circa il 3,5% del PIL) e nei mesi scorsi ha acquistato un sistema difensivo multistrato, cioè anti-missile, anti-aereo e anti-drone da Israele, denominato “Scudo di Achille”, per 3 miliardi di dollari (l’agenzia “Reuters” ha stimato un costo complessivo pari a 4 miliardi di dollari), oltre a diversi tipi di droni e di aerei da trasporto militare Embraer C-390. Radar israeliani e missili delle aziende statali Rafael e IAI costituiscono il nucleo del sistema che dovrebbe essere operativo nel giro di 3 anni, mentre le aziende greche ne produrranno almeno il 25%.