Tra sfruttamento petrolifero deciso da società britanniche e israeliane e rafforzamento militare di Londra, la questione Malvinas entra in una fase critica. La compiacenza di Javier Milei, denunciata da Cristina Fernández e dai veterani, indebolisce la sovranità argentina proprio quando l’Atlantico del Sud torna centrale.
Argentina
Le elezioni legislative del 26 ottobre hanno ridisegnato i rapporti di forza, con La Libertad Avanza al primo posto su scala nazionale ma in un contesto di astensione record. Tra le interferenze di Donald Trump e l’allineamento a Washington, il voto all’ONU contro Cuba dimostra la crisi di sovranità.
La vittoria elettorale del peronismo nella provincia di Buenos Aires segna una svolta politica: oltre a rappresentare un colpo morale per il governo di Javier Milei, certifica il crescente rifiuto delle sue politiche neoliberiste, delle privatizzazioni e degli scandali che stanno erodendo il tessuto sociale ed economico del paese.
In un'Argentina segnata da profonde fratture sociali ed economiche, l’ascesa di Javier Milei ha ridisegnato gli equilibri politici tradizionali. Ne parliamo con Alejandro Palacios, professionista decisamente impegnato nella narrazione sociale del suo Paese.
Il 19 novembre 2023 Javier Milei vince - a sorpresa- le elezioni presidenziali in Argentina con il 55,65% delle preferenze, sconfiggendo al ballottaggio il peronista Sergio Massa. Da quel momento il presidente argentino ha fatto molto spesso parlare di sé, non solo per le sue idee politiche radicali, ma anche per i suoi atteggiamenti controversi e fuori dai canoni politici tradizionali. Ma come si è passati da una politica peronista, estremamente interventista e con un ruolo centrale dello stato, ad uno sfrenato liberismo - definito dai media ultraliberismo?
Il governo argentino di Javier Milei ha attuato misure impopolari, aumentando significativamente le tariffe dei trasporti e revocando oltre 27.000 piani sociali. Ciò ha scatenato uno sciopero generale e proteste diffuse.
Con queste programmatiche parole, il futuro presidente dell'Argentina - si insedierà il prossimo 10 dicembre - Javier Milei ha sottolineato la svolta epocale che vuole condurre in Argentina.
di Giulio Chinappi Il nuovo governo argentino guidato da Javier Milei in alleanza con l’ex presidente Mauricio Macri rinuncerà all’adesione ai BRICS, dimostrando immediatamente la propria genuflessione all’imperialismo nordamericano. Argentina: il presidente eletto Milei blocca l’ingresso del Paese nei BRICS.
di Giulio Chinappi Dopo il primo turno delle presidenziali argentine, il peronista Sergio Massa si trova in vantaggio rispetto a Javier Milei, ma resta difficile fare previsioni circa l’esito del ballottaggio del 19 novembre.