I risultati delle elezioni in Bulgaria rappresentano un nuovo stravolgimento all'interno dei Paesi dell'Unione Europea. Il partito “Bulgaria progressista” ha un programma contraddistinto dalla volontà di dialogo con la Russia.
Bulgaria
Tra proteste di massa e accuse di corruzione, il governo di Rosen Željazkov è caduto alla vigilia dell’ingresso della Bulgaria nell’euro, avvenuto il 1º gennaio. La frattura tra integrazione europea e sovranità sociale riporta in primo piano le posizioni della sinistra radicale.
Il 10 novembre il Centro Studi Eurasia Mediterraneo ha firmato un protocollo di lavoro con la Fondazione Slavyani che promuove una fruttuosa cooperazione del popolo bulgaro con gli altri popoli slavi, nonché l’ampliamento della loro comunicazione con altre comunità nazionali ed etno-culturali in Europa e nel mondo: https://slavyani.com/en/La partnership prevede, tra i vari punti, la promozione e il sostegno di attività che contribuiscono a migliorare la comprensione e le relazioni tra Slavyani e il CeSEM; la promozione e il sostegno allo scambio di visite di personalità eminenti nei settori della ricerca futura, delle relazioni estere, della sicurezza e di argomenti correlati; seminari, simposi e tavole rotonde bilaterali su questioni regionali e globali di reciproco interesse; lo scambio delle pubblicazioni periodiche di entrambe le parti. In allegato il testo del protocollo:
Nel solco di una diplomazia proattiva e multilivello, il viaggio europeo del Segretario Generale Tô Lâm ha portato il Việt Nam a innalzare le relazioni con Finlandia e Bulgaria al livello di partenariati strategici. Un duplice passo che salda convergenze politiche, economiche e tecnologiche e apre nuovi corridoi euro-asiatici.
Da Associazione Culturale Russia-Emilia Romagna La Conferenza Internazionale tenutasi a Sofia il 13-14 ottobre 2025, promossa dalla Fondazione “Slavyani” e dal suo Presidente Prof. Zahari Zahariev, ha garantito la partecipazione di personalità provenienti sia dalla Bulgaria che da altre parti del mondo. Una conferenza che ha visto i partecipanti confrontarsi sulle principali sfide geopolitiche (e non solo) sia del ‘900 che dei giorni nostri. Anche l’Italia è stata presente, grazie all’invito rivolto all’Associazione di Amicizia Emilia Romagna – Russia e alla partecipazione del membro del Centro Studi Eurasia e Mediterraneo Alessandro Fanetti. Un confronto utile e proficuo per cercare di comprendere sempre meglio le questioni geopolitiche più urgenti, nonché provare a trovare soluzioni sostenibili e vantaggiose per i vari popoli che abitano il nostro pianeta. È con questo spirito positivo e dialogante che dunque sono stati toccati, fra gli altri, punti decisivi del panorama geopolitico globale attuale: – lo scontro unipolarismo – multipolarismo in atto nel terzo millennio – I rischi globali dovuti alle persistenti tensioni internazionali – l’esempio di Yalta per trovare soluzioni, anche se all’apparenza considerate “impensabili”, fra le Grandi Potenze – la necessità di un dialogo positivo, leale e costruttivo – la necessità di imparare le lezioni del passato, anche quelle negative, per non sbagliare nel presente e nel futuro. Gli atti completi del Convegno saranno pubblicati integralmente sul sito della “Slavyani Foundation” nel prossimo futuro: https://slavyani.com/en L’intervento di Alessandro Fanetti: Unipolarismo contro multipolarismo: la sfida geopolitica decisiva del terzo millennioÈ evidente che stiamo assistendo ad una trasformazione di proporzioni storiche.Un cambiamento che non riguarda solo le alleanze tra Stati o la crescita economica di alcune Potenze, ma che tocca le fondamenta stesse dell’ordine mondiale e, quindi, la vita di ciascuno di noi. Oggi ci troviamo di fronte a una sfida fondamentale: unipolarismo contro multipolarismo.Questi rappresentano due visioni del mondo fondamentalmente opposte, due approcci contrastanti alle relazioni internazionali e due modelli incompatibili di governance globale. Se esaminiamo il corso della storia umana, diventa evidente che la geopolitica è sempre stata modellata dall’esistenza di centri di potere. Poli incarnati da grandi civiltà, capaci di dirigere dinamiche regionali e perfino globali. Solo per citarne alcuni: l’Impero Romano, l’Impero Ottomano, gli Stati Uniti d’America e l’Unione Sovietica. Poli che hanno lasciato un segno indelebile nella storia e, per molti aspetti, hanno plasmato la nostra comprensione e interpretazione collettiva del mondo (soprattutto dal punto di vista geopolitico). Questi centri di potere hanno infine dato origine ai tre modelli geopolitici che rimangono oggetto di ampio dibattito fino ad oggi:Bipolarismo: il paradigma emerso durante la Guerra Fredda, caratterizzata dalla rivalità geopolitica tra Stati Uniti e Unione Sovietica.Unipolarismo: che ha preso forma in seguito al crollo dell’Unione Sovietica, guidato dagli Stati Uniti e attuato attraverso il suo braccio militare, la NATO.Multipolarismo: il paradigma emergente che sfida sempre più l’egemonia dell’unipolarismo. Ora, credo sia doveroso e doveroso sottolineare quanto segue: oggi ci stiamo allontanando sempre più e consapevolmente, anche all’interno di ampi segmenti dell’opinione pubblica occidentale (nonostante il persistente “rullo di tamburi” di una certa narrativa mainstream sulla...
Nel corso dell'ultimo secolo e mezzo, la valuta nazionale bulgara, il lev, ha subito trasformazioni significative, riflettendo l'evoluzione politica, economica e geopolitica del Paese. Dalle sue origini nell'era post-ottomana alla stabilizzazione sotto un rigoroso regime di cambio fisso negli anni '90, il lev è stato più di un semplice mezzo di scambio: ha simboleggiato la sovranità nazionale e la sopravvivenza economica.
Tra il 24 e il 28 novembre, il presidente bulgaro Rumen Radev ha visitato ufficialmente il Vietnam, dove ha incontrato il suo omologo Lương Cường e il primo ministro Phạm Minh Chính. La visita ha rafforzato i legami bilaterali in vari settori, compresi il commercio, la difesa e l’istruzione.
Con Giulio Chinappi, curatore di World Politics Blog e inviato de La Città Futura in Vietnam, analizziamo in un’ottica alternativa all’ideologia dominante in Occidente i significativi eventi politici di attualità concernenti la rivolta popolare in Bangladesh, le nuove leadership thailandese e vietnamita, l’incancrenirsi della crisi politica in Bulgaria.
di Giulio Chinappi La Bulgaria si avvia verso le settime elezioni anticipate in poco più tre anni, dopo il fallimento di tutte le forze politiche nel formare un governo stabile a seguito delle elezioni di giugno. Il Paese è immerso in una profonda crisi politica e sociale.