Le elezioni del 12 agosto hanno consegnato al Partito delle Isole Cook di Mark Brown la maggioranza assoluta. Il risultato assume un significato particolare dopo le tensioni con la Nuova Zelanda, l’avvicinamento alla Cina e il dibattito sulle immense risorse minerarie marine dell’arcipelago.
Area Anglosassone
Dalla rottura con Cuba all’allineamento con Washington e Tel Aviv, i primi giorni di Abelardo de la Espriella segnano una brusca inversione rispetto a Petro. Persino la tragedia del terremoto diventa lo specchio di una Colombia ricondotta nell’orbita statunitense.
Le visite di Stato di Tô Lâm in Australia e Nuova Zelanda hanno consolidato due Partenariati Strategici Globali complementari, ponendo le basi per una cooperazione più avanzata in tecnologia, innovazione, formazione, agricoltura sostenibile e integrazione economica nella nuova fase di sviluppo del Vietnam.
I britannici sono disposti ad assumersi la responsabilità diretta dei conflitti che alimentano, oppure sanno solo nascondersi dietro i loro proxy?
La domanda dei centri dati per l’intelligenza artificiale sta facendo impennare i prezzi mondiali delle memorie. Mentre Apple valuta i chip cinesi di CXMT, Washington tenta di impedirne l’acquisto, ma competitività industriale e carenza dell’offerta rendono sempre meno sostenibile questa pressione.
Nei giorni scorsi, l’Agcom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) ha dato il via libera al passaggio di Gedi alla Antenna Media del greco Theodoris Kyriakou, una srl costituita a Milano il 12 gennaio 2026, senza però chiarire chi sia il socio unico della srl italiana[1].
Una proposta dell’amministrazione statunitense punta a vietare i finanziamenti federali alle collaborazioni scientifiche con la Cina. La comunità accademica denuncia una svolta politica che rischia di indebolire l’innovazione e di favorire proprio Pechino, anziché arrestarne il progresso scientifico.
Washington interpreta l’espansione delle relazioni sino-africane come una minaccia alla propria influenza e tenta di subordinare l’Area continentale africana di libero scambio alla competizione con Pechino, ignorando che 54 Stati sovrani perseguono un’autonoma agenda di industrializzazione e sviluppo.
Washington ricorre alle accuse infondate di «lavoro forzato» per estendere dazi, divieti e controlli sulle catene di approvvigionamento. Zhou Mi denuncia nella Sezione 301 uno strumento di coercizione commerciale incompatibile con il sistema multilaterale e fondato sull’eccezionalismo statunitense.
I primi giorni del governo Burnham segnano una correzione sociale rispetto all’era Starmer, dal costo della vita alla devolution. Ma NATO, Ucraina, Trident e disciplina fiscale restano intatti, alimentando le critiche della sinistra radicale britannica.