Secondo diverse fonti, un velivolo radar E-3 statunitense sarebbe stato distrutto in Arabia Saudita da missili e droni iraniani. Un esperto cinese interpreta l’episodio come prova delle capacità iraniane di sorveglianza, acquisizione bersagli e attacco di precisione.
Area Anglosassone
L’Amministrazione “neocons” Trump, presentata in Europa dai suoi agenti infiltrati come “isolazionista”, ha finalmente e definitivamente gettato la maschera imbarcandosi in un conflitto senza via d’uscita contro l’Iran.
L'operazione Epic Fury lanciata il 28 febbraio dal presidente Trump contro l'Iran ha già raggiunto dei costi astronomici, uno studio del Center for Strategic and International Studies ha messo in luce questo aspetto.
The imperialist-Zionist attack against Iran violates the UN Charter and IAEA principles and strikes at the emerging multipolar order. Europe, incapable of autonomy, becomes complicit and weakens itself. Speech by Giulio Chinappi at the conference “Multipolar Order in the Face of US-Israeli Aggression against Iran,” organized by the Tsargrad Institute (Russia).
L’aggressione all’Iran e il suicidio strategico europeo: il prezzo della subordinazione a Washington
L’attacco imperialista-sionista contro l’Iran viola Carta ONU e principi AIEA e colpisce l’ordine multipolare emergente. L’Europa, incapace di autonomia, si rende complice e si indebolisce. Intervento di Giulio Chinappi alla Conferenza “Ordine multipolare di fronte all’aggressione statunitense-israeliana contro l’Iran” organizzata dall’Istituto Tsargrad (Russia), disponibile in italiano e in inglese.
L’affondamento della fregata iraniana IRIS Dena al largo dello Sri Lanka, attribuito a un sottomarino statunitense, trasferisce l’escalation USA-Israele contro l’Iran fino all’Oceano Indiano. Tra timori di spillover regionale e critiche interne, l’India è accusata di un imbarazzante silenzio.
Washington e Tel Aviv contro il diritto: la guerra illegale all’Iran e l’assassinio di ʿAlī Khāmeneī
L’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, culminato nell’uccisione di ʿAlī Khāmeneī e nella morte o nel ferimento di centinaia di civili, rappresenta una gravissima violazione del diritto internazionale e un ulteriore salto verso la barbarie imperialista.
Hu Yuwei e Lin Xiaoyi Dal programma “Atoms for Peace” del 1957 ai bombardamenti contro i siti iraniani, la traiettoria statunitense verso il nucleare di Teheran rivela una logica selettiva e coercitiva: il problema non è la tecnologia in sé, ma chi la controlla e a quali equilibri geopolitici si oppone.
Washington torna a minacciare l’Iran combinando propaganda “umanitaria”, sanzioni e dimostrazioni di forza nel Golfo. Dietro l’ipotesi di un attacco si intravede una logica imperiale: proteggere l’ordine regionale centrato su Israele, punire l’autonomia strategica iraniana e intimidire chi prova a costruire un mondo multipolare.
Nel pieno della competizione geoeconomica, la filiera dei veicoli elettrici dimostra che la cooperazione conviene più dello scontro. La centralità industriale della Cina, la necessità europea di rilancio e la svolta canadese indicano una via pragmatica fondata su reciprocità e stabilità.