Il dono di un sacco di riso ibrido guineano alla famiglia di Yuan Longping racconta il valore globale della tecnologia agricola cinese: sicurezza alimentare, cooperazione Sud-Sud, lotta alla povertà e sviluppo condiviso.
Guinea
Le legislative del 31 maggio segnano una nuova tappa nella rifondazione politica della Guinea. La netta vittoria della Génération pour la modernité et le développement rafforza Mamadi Doumbouya e apre una fase decisiva per sovranità economica, stabilità interna e politica estera indipendente.
Con l’86,72% dei voti e un’affluenza ufficiale vicina all’81%, Mamady Doumbouya ha trasformato la transizione post-2021 in un’investitura elettorale. La stampa occidentale lo attacca perché la sua linea incrina i meccanismi neocoloniali, mentre chiude spesso un occhio su casi come la Costa d’Avorio.
Con l’ampia vittoria del “sì” al referendum costituzionale, Conakry imbocca la strada di un ritorno al civile che ridefinisce anche i rapporti di forza con le potenze occidentali. Tra sovranità mineraria, nuova architettura istituzionale e apertura multipolare, prende forma la dottrina Doumbouya.
La competizione per le materie prime è riemersa durante il secondo mandato di Donald Trump con l’accordo tra Kiev e Washington sulle “terre rare” e poi tra gli Stati Uniti e la Repubblica Democratica del Congo.
La visita di Lavrov nella Repubblica di Guinea, ha costituito un forte e chiaro segnale per Parigi, ma anche per tutte le ex potenze coloniali occidentali, e fa parte del rafforzamento dei legami di amicizia storica di oltre sessantanni, che uniscono i popoli russo e guineano, ma anche dell’avanzamento e del consolidamento del nuovo ordine mondiale multipolare anche in Africa, sostenuto dall’Alleanza BRICS.