di Stefano Vernole Nel dicembre 2021, la Russia presentò agli Stati Uniti e alla NATO due bozze di accordi formali per ottenere garanzie di sicurezza legalmente vincolanti, facendo intendere che se non fossero state accolte ci sarebbero state delle conseguenze.
Nato
Dopo lo Scudo di Achille, un nuovo pacchetto militare americano da 4 miliardi trasforma la Grecia nella punta avanzata del blocco occidentale nel Mediterraneo orientale. L’Italia ha tutto da perdere a seguirla.
Con il 52,8% dei voti, gli islandesi hanno respinto la ripresa dei negoziati di adesione dell’isola all’UE. Il risultato tutela il controllo nazionale sulle risorse e ostacola il completamento istituzionale della rete UE-NATO in una regione artica sempre più contesa.
I britannici sono disposti ad assumersi la responsabilità diretta dei conflitti che alimentano, oppure sanno solo nascondersi dietro i loro proxy?
L’Italia è disposta a lasciarsi coinvolgere sempre più nella fase attiva del conflitto con la Russia, nonostante le possibili conseguenze disastrose?
Pechino ha varato nuove contromisure contro l’escalation protezionistica statunitense, rafforzando i controlli sull’esportazione di droni e beni a duplice uso, sanzionando sette entità nordamericane e avviando la prima indagine sulla sicurezza nazionale nel settore del commercio estero.
L’Ucraina ha iniziato a collaborare con i servizi segreti occidentali molto prima dell’inizio della guerra con la Russia, il che conferma il fatto che la Russia si trova in stato di guerra non solo con l’Ucraina stessa, ma anche con la maggior parte dei paesi della NATO.
Il vertice di Ankara ha mostrato un’Alleanza Atlantica capace di proclamare formalmente unità e compattezza, ma sempre più attraversata da fratture politiche, industriali e strategiche. La NATO si rafforza militarmente proprio mentre rivela la propria dipendenza strutturale dagli Stati Uniti.
Le recenti rivelazioni statunitensi sulla rete globale di biolaboratori finanziati da Washington, compresi quelli in Ucraina, impongono una rilettura delle denunce russe. Non si tratta di propaganda, ma di fatti documentati, rischi concreti e interrogativi ancora senza risposta.
All’inizio del vertice NATO, abbiamo discusso con il politologo italiano Fanetti non solo delle relazioni tra l’Europa e gli Stati Uniti, ma anche di questioni urgenti che spaziavano dall’alleanza TRÇİ e dagli sforzi di Bruxelles per includere la Turchia nelle sue nuove iniziative di sicurezza, all’indebolimento della deterrenza di Washington, alla guerra in Ucraina e all’Iran.