In una fase storica caratterizzata da profonde trasformazioni geopolitiche, segnata dal progressivo superamento dell'ordine internazionale emerso dopo la Guerra Fredda e dalla crescente competizione tra diverse visioni della governance globale, le relazioni tra Italia e Pakistan assumono un valore che va ben oltre la semplice dimensione bilaterale. Esse rappresentano infatti un esempio concreto di come il dialogo e la cooperazione, se in buona fede, possano contribuire alla costruzione di relazioni internazionali più stabili, equilibrate e orientate allo sviluppo comune.
Italia
Intervista a Demostenes Floros (analista geopolitico ed economico): “Senza una politica energetica nazionale e il controllo delle nostre aziende saremo travolti dalla deindustrializzazione. La Cina si è già mossa, l'Occidente rischia il declino”.
Il sostegno di alcuni politici italiani al Mojahedin-e Khalq (MEK) solleva interrogativi politici, etici e istituzionali. Dietro la retorica della “libertà per l’Iran” riemerge la storia controversa di un’organizzazione terroristica ostile alla Repubblica Islamica.
Gli USA, così come hanno fatto con il conflitto in Ucraina e la distruzione del Nord Stream, puntano ora a diventare i principali esportatori di petrolio verso Europa e in parte Asia dopo esserlo già di GNL.
Dopo i video su Camp Darby, Niscemi, Aviano e Ghedi, questo nuovo capitolo della serie sulle basi militari e sulla sovranità italiana propone una conversazione con Antonio Mazzeo, giornalista e saggista antimilitarista, da anni impegnato sui temi del MUOS, della militarizzazione della Sicilia, della presenza statunitense e NATO e del ruolo strategico dell’Italia nel Mediterraneo.
Dopo Camp Darby e Niscemi, il nuovo capitolo della serie sulle basi militari e sulla sovranità italiana porta ad Aviano. Qui il tema diventa ancora più delicato: il rapporto tra Italia, NATO, presenza statunitense e deterrenza nucleare.
“Trieste, vincere i limiti del presente, immaginare il futuro”è il titolo della prefazione di Davide Rossi a questo libro collettivo, ideato e sostenuto dal Centro Studi Eurasia Mediterraneo (CeSEM) e curato da Maria Morigi. Le parole di Davide Rossisono un buon auspicio e così le intendiamo per il futuro di Trieste.
L’Italia ha progressivamente demolito i propri vantaggi energetici, prima contribuendo alla destabilizzazione della Libia, poi recidendo il canale russo e infine subendo il trauma di Hormuz. Il risultato è un Paese energeticamente più dipendente e politicamente più subordinato.
Dagli anni dell’unificazione d’Italia fino ad oggi, sono stati milioni gli italiani che, per i più svariati motivi, hanno deciso di lasciare la Penisola e di creare una nuova vita in altre parti del mondo.
a cura del CrescentResearch Center di Baku (Azerbaigian) Articolo originale in inglese: https://crescenter.org/en/post/how-might-the-iran-crisis-affect-italy