Mentre i principali snodi energetici del pianeta si trasformano in zone di guerra, l'Europa si scopre vulnerabile come mai prima d'ora. Abbiamo analizzato lo scenario con Alessandro Volpi. docente di Storia contemporanea e Storia del movimento operaio e sindacale presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Pisa. Storico attento alle dinamiche dei mercati finanziari e alla loro evoluzione contemporanea, Volpi è autore di numerosi saggi che indagano le trasformazioni del capitalismo e i processi di finanziarizzazione dell'economia. La sua analisi si distingue per la capacità di connettere i mutamenti geopolitici globali con le ripercussioni concrete sui sistemi produttivi locali, offrendo una prospettiva critica sull'attuale architettura economica internazionale.
Interviste
Georgina Németh Lesznova, Investigadora del Centro de Investigaciones de Política Internacional (CIPI) y Profesora Titular de la Universidad del Partido Comunista de Cuba "Ñico López" y del Instituto Superior de Relaciones Internacionales "Raúl Roa García".
A cura di Alessandro Fanetti Qual è il ruolo di Cuba oggi e che cosa rappresenta nel XXI secolo questo Paese, con il suo popolo e la sua storia? Cuba possiede diversi meriti che la distinguono dal resto del mondo. Anzitutto, ha il merito di aver difeso, nonostante le avversità, il proprio progetto sociale basato sulla difesa della sua indipendenza, sovranità e libera autodeterminazione nazionale, senza rinunciare alla costruzione di una società socialista, fondata sulla giustizia sociale e sui più nobili valori dell’umanesimo e dell’internazionalismo proletario. Tutto ciò sfidando l’impero più potente della storia, a sole 90 miglia di distanza. Questo Paese (Cuba) ha una storia di resistenza anticolonialista e antimperialista sin dai tempi della colonizzazione spagnola; inoltre, l’impero statunitense da circa duecento anni tenta di sottometterlo perché, erroneamente, lo considera come un proprio territorio naturale. Ha il merito non solo di aver resistito a tali pressioni — avendo subito attentati, sabotaggi e atti terroristici che hanno causato la morte di oltre tremila cubani dalla vittoria della Rivoluzione cubana nel 1959 — ma anche di essere stato sottoposto a una guerra di quarta generazione: guerra psicologica, cognitiva, mediatica, batteriologica, culturale e ideologica, oltre alle sanzioni del blocco economico multidimensionale, definito genocida, il più lungo della storia dell’umanità mai imposto da una potenza straniera contro un altro Paese. Nonostante le avversità, la scarsità di risorse, la mancanza di forniture mediche, carburante, materie prime, tecnologia, trasporti e altre carenze provocate da questa guerra unilaterale degli Stati Uniti contro Cuba, la nazione caraibica ha dimostrato al mondo intero che è possibile non piegarsi alle pressioni dell’imperialismo che pretende di annettere il Paese come propria colonia e trasformare la nazione cubana in cittadini “di seconda classe”. Ma la nazione cubana ha anche dato al mondo intero una lezione di umanesimo internazionalista: offrendo il proprio sostegno incondizionato alla lotta contro il colonialismo in Africa, al costo del sangue di oltre duemila dei suoi figli nella guerra per la liberazione dell’Angola. L’internazionalismo cubano è evidente anche a livello mondiale nei settori della salute e dell’istruzione, poiché Cuba ha portato assistenza sanitaria e alfabetizzazione alle persone più bisognose del mondo, nei Paesi che ne hanno richiesto la cooperazione in tali ambiti, oltre allo sport e ad altri servizi professionali. Il merito aggiuntivo di queste missioni di collaborazione internazionalista risiede nel fatto che si tratta di un Paese piccolo, con proprie difficoltà e carenze. Nonostante ciò, grazie al suo atteggiamento altruista, il popolo cubano è stato un esempio per il mondo intero, come affermò in uno dei suoi discorsi durante un evento internazionale il Presidente e Comandante in Capo Fidel Castro Ruz, quando dichiarò che i popoli hanno bisogno di “medici, non di bombe”.In sintesi, questo popolo rappresenta un esempio di sopravvivenza resiliente e di lotta antimperialista, con un progetto umanista guidato da Fidel Castro Ruz, volto a costruire una società e un’umanità più giuste. E lo fa senza paura e con la più assoluta convinzione, perché questa lotta colloca il popolo cubano all’avanguardia delle cause più...
Nell’ambito del progetto “Il futuro dell’Europa è nelle nostre mani”, il 24 aprile si è tenuta a Vienna una conferenza internazionale dal titolo “Europa senza guerre e sanzioni - Una nuova economia in un’Europa di pace”. L'evento è stato organizzato in collaborazione con la Vienna Academic Society, la rivista politica “Zur Zeit” e la filiale austriaca del Center for Geostrategic Studies.
Intervista del Centro Studi Eurasia e Mediterrano al Gen. Marco Bertolini
di Fabio Massimo Parenti Fabio Massimo Parenti parla dei dieci anni della Belt and Road Initiative
di Stefano Orsi “Non sapevo di preciso cosa attendermi da un dialogo con Marco Rizzo. Temevo si trasformasse in una occasione per sentirmi ripetere stereotipi o slogan da politici. Sono rimasto colpito invece dalla grande affabilità di Marco, dalla spontanea risposta alle domande ed agli stimoli.
A cura della redazione dell’agenzia di stampa TASS ARTICOLO ORIGINALE IN LINGUA RUSSA: https://tass.com/world/1594851 Stefano Vernole (Centro Studi Eurasia e Mediterraneo) vede molti vantaggi per la Russia nella ricerca di nuovi partner in Oriente. ROMA, 27 marzo. /TASS/. La decisione della Russia di schierare le sue armi nucleari tattiche in Bielorussia è una risposta del tutto naturale e simmetrica all’Occidente, che con le sue azioni in Ucraina ha di fatto spinto Mosca a prendere tale decisione, il Vicepresidente del Centro Studi Eurasia e Mediterraneo, Stefano Vernole, ha detto a TASS lunedì. “Si tratta di una risposta simmetrica. Il presidente russo Vladimir Putin ha sempre agito in questo modo da quando la Nato ha cominciato ad allargarsi ad Est. Negli ultimi mesi si è parlato molto dell’ingresso di Finlandia e Svezia nella Nato. Se l’Ucraina rimane nelle condizioni prima dell’operazione militare speciale, il suo territorio sarà ovviamente utilizzato da Stati Uniti e Gran Bretagna per scopi militari. La Russia non può che reagire. La sua risposta naturale è spostare le sue strutture militari più vicino ai confini dell’Europa“, ha affermato Vernole. A suo avviso, questo amplia ulteriormente e sottolinea la “profonda spaccatura tra il mondo occidentale e quello russo“. Vernole vede molti vantaggi per la Russia nella ricerca di nuovi partner in Oriente. “Questo, secondo me, ha aspetti positivi anche per il modello culturale della Russia“, ha detto. Allo stesso tempo, crede che la politica di riavvicinamento del leader russo con la Cina spaventi l’Occidente. “Il vero obiettivo dell’élite euro-atlantica è cacciare il presidente russo, tra l’altro, per la sua politica di riavvicinamento con la Cina, che è il principale avversario geopolitico degli Stati Uniti“, ha detto l’esperto italiano. Vernole vede il dispiegamento di armi nucleari tattiche come una garanzia di sicurezza per la Bielorussia, che “si sente più sicura dopo gli evidenti tentativi di una rivoluzione colorata” organizzata dai suoi Paesi più vicini, tra cui la Polonia. Il 25 marzo Putin ha dichiarato che la Russia, su richiesta di Minsk, avrebbe dispiegato le sue armi nucleari tattiche in Bielorussia, esattamente come gli Stati Uniti hanno schierato le proprie armi nucleari sul territorio dei suoi alleati. Mosca ha già consegnato a Minsk il sistema nucleare Iskander. Secondo il leader russo, la costruzione di un deposito di armi nucleari tattiche sul territorio bielorusso sarebbe stata completata il 1° luglio.
di Redazione Centro Studi Eurasia e Mediterraneo In seguito al gravissimo terremoto che ha recentemente colpito Siria e Turchia, il CeSEM ha deciso di creare questa pagina a disposizione di quanti vogliono aiutare questi sfortunati Paesi. All’interno della pagina troverete le indicazioni fornite dalle Associazioni e dalle comunità che già da anni lavorano all’interno della Siria e della Turchia in ambito umanitario. SIRIA: Rappresentanza permanente della Repubblica Araba Siriana presso le Nazioni Unite Comunità Siriana d’Italia Bonifico Bancario Beneficiario: Comunità siriana d’Italia Causale: aiuto alla Siria IBAN: IT39A030696768451168771958 Contatto veloce sig. Adnan 3491667474 Associazioni coinvolte: ХО Корени / OdV Koreni Comunita’ Siriana In Italia -الجالية السورية في ايطاليا Verona per la libertà. Frati Francescani proterrasancta.org (Emergenza Terremoto) – email: sossiriaterremoto@gmail.com (ricercano Ingegneri Edili o Operatori del Settore). Associazione Islamica Imam Mahdi Islamshia » Raccolta fondi per le popolazioni vittime del terremoto in Siria e Turchia Per versamenti tramite bollettini postali C/C: 66991514 Per bonifici tramite Banca IBAN: IT-79-R-07601-03200-000066991514 Causale: sostegno a Siria e Turchia Contatti: imam_mahdi59@yahoo.it – +39 3394968095 Associazione Islamica Imam Mahdi oraprosiriablogspot.com: EMERGENZA SIRIA: PER SOSTENERE IL LAVORO DI FRA IBRAHIM ALSABAGH E MONS GEORGES ABOU KHAZEN NELLE OPERE DEL VICARIATO APOSTOLICO DI ALEPPO: Delegazione di Terra Santa – Banca CARIGE Agenzia 11 – ROMA Iban: IT48A0343105018000000155180 CAUSALE: Vicariato Apostolico (OMETTERE di Aleppo, PER VIA DEL BLOCCO BANCARIO ALLA SIRIA). Fondazione Sos Cristiani d’Oriente https://www.fondazionesoscristianidoriente.it/ Iniziative collaterali In Siria ed Iraq con l’Associazione “Viaggiatori Indipendenti”: https://www.viaggiatorindipendenti.it/ Appello per rimuovere le sanzioni alla Repubblica Araba Siriana: https://oraprosiria.blogspot.com/2023/02/appello-pressante-dalle-trappiste.html Monache trappiste a ‘Azeir (HOMS): https://www.nostrasignoradellapace.it/donations/donazione-per-i-progetti-in-siria/ Patriarchi comunità cristiane: http://www.fides.org/it/news/73390-ASIA_SIRIA_Patriarchi_e_Capi_delle_Chiese_dopo_il_terremoto_basta_sanzioni_e_embargo_contro_il_popolo_siriano “Gli Usa abrogano le sanzioni in Siria” è una Fake News. Gli Usa annunciano l’esenzione dalle sanzioni solo per le Transazioni relative ai soccorsi per il terremoto in Siria per 180 giorni. Le sanzioni riguardano tutto il resto (aiuti, carburante, macchinari, medicine..) rimangono in vigore (vedi allegato).
A cura di Tass Intervista pubblicata sul sito dell’Ambasciata Russa in Italia 1. Per ragioni storiche, l’Italia è sempre riuscita a mantenere un equilibrio nella costruzione dei rapporti tra il blocco nord-atlantico, di cui fa parte, e l’Unione Sovietica, e in seguito Roma ha costruito rapporti più stretti con Mosca. Lei ha ripetuto più volte che questi rapporti sono stabili e non risentono della congiuntura politica interna dell’Italia, né dipendono da chi è al potere: sinistra o destra. Come può descrivere lo stato delle relazioni bilaterali oggi? Secondo Lei, quand’è che Roma ha iniziato a prendere le distanze da Mosca (prima dell’Operazione Militare Speciale) e per quali ragioni? L’equilibrio di cui parla è certamente rotto. Il noto raffreddamento è iniziato quando, nel febbraio 2021, si è insediato il governo italiano, oggi uscente, e fin dall’inizio ha dichiarato l’orientamento inequivocabile della politica estera del Paese verso le strutture euro-atlantiche, la disciplina dei blocchi, ecc. In linea di principio, questo indirizzo della politica estera del Paese non è una novità. L’Italia è tra i fondatori della UE e della NATO, membro del G7 e di altre strutture euro-atlantiche. La notizia sgradevole per noi è stata che, nonostante i noti pronunciamenti, il dialogo di partenariato con la Russia, finora molto consistente e tradizionale per la politica estera italiana, è stato praticamente escluso. Con l’avvio dell’operazione militare speciale in Ucraina nel febbraio 2022, è stato attivato il “freno di emergenza”. Il governo italiano si è allineato completamente alla politica occidentale di contenimento della Russia: ha appoggiato tutti i pacchetti di sanzioni anti-russe della UE, ha approvato gli aiuti militari al regime di Kiev, ha aderito alla totalmente sconsiderata azione collettiva dei partner occidentali espellendo 30 funzionari dell’ambasciata russa a Roma, ecc… Sono stati congelati quei meccanismi di cooperazione bilaterale che avevano dimostrato la propria efficacia (consultazioni interstatali, incontri nel formato “2+2” dei ministri degli Esteri e della Difesa, dialogo ad alto livello sulla sicurezza, consultazioni interministeriali sulle principali questioni internazionali, ecc.) ed è stata adottata la linea di un rapido superamento della dipendenza dalle forniture russe di gas, petrolio e prodotti petroliferi. Oggi le relazioni bilaterali sono di fatto in una modalità di pausa protratta. Non è una nostra scelta. Nonostante le continue accuse da parte di alcuni politici e media italiani di interferenze della Russia nei processi elettorali e politici interni del Paese, di ipotetici attacchi, minacce e ricatti da parte della Russia, chi conosce la situazione reale concorda sul fatto che la Russia non ha fatto e non sta facendo nulla che possa danneggiare concretamente l’Italia e il suo popolo, con il quale abbiamo sempre mantenuto relazioni amichevoli e reciprocamente vantaggiose. Ripeto ancora che le crisi nelle relazioni tra gli Stati vanno e vengono, ma gli interessi nazionali rimangono. Sono certo che i principali interessi della Russia e dell’Italia in gran parte coincidono, sono paralleli o convergono. 2. Cosa possiamo aspettarci dal nuovo governo italiano? Dato che ne faranno parte forze politiche come “Forza Italia” di Silvio Berlusconi e la “Lega”...