Le elezioni legislative del 2026 ridisegnano la mappa politica indiana: in Kèrala cade il governo comunista, mentre il BJP avanza in Assam e Bengala Occidentale. Il Tamil Nadu sceglie invece una lista locale, confermandosi un’eccezione nel quadro nazionale.
India
La visita di Stato di Tô Lâm in India ha segnato l’elevazione dei rapporti bilaterali a Partenariato Strategico Globale Rafforzato, fondato su visione condivisa, convergenza strategica e cooperazione sostanziale, con accordi in commercio, difesa, tecnologia, energia, connettività e scambi tra i popoli.
L’affondamento della fregata iraniana IRIS Dena al largo dello Sri Lanka, attribuito a un sottomarino statunitense, trasferisce l’escalation USA-Israele contro l’Iran fino all’Oceano Indiano. Tra timori di spillover regionale e critiche interne, l’India è accusata di un imbarazzante silenzio.
Durante la visita del presidente russo Vladimir Putin a Nuova Delhi nel dicembre 2025, la Russia ha formalizzato l’accesso militare indiano ai porti navali dell’Artico, l’addestramento nelle operazioni polari e il supporto logistico nell’ambito di un accordo quinquennale (con possibilità di rinnovo), approfondendo la cooperazione militare tra Russia e India nell’Artico.
Come Nuova Delhi si sta armando per aumentare la sua postura strategica nell’oceano indiano.
Il presidente russo ha affermato ai media indiani che l’India e la Cina sono i più stretti amici della Russia.
Sotto la guida del Partito Comunista d’India (Marxista), il Kèrala ha annunciato di aver eradicato la povertà estrema, primo Stato indiano a riuscirci. Un risultato costruito su decenni di politiche socialiste che, seppur accompagnato da interrogativi metodologici, potrebbe rappresentare un modello per il resto del Paese.
Nei giorni scorsi il Financial Times ha tolto la maschera alle illusioni europee. In un lungo e documentato articolo, il giornale britannico ha sottolineato tutte le criticità emerse dopo anni di guerra, non solo commerciale, condotta dalla UE a Russia e Cina in obbedienza agli Stati Uniti. La Germania, tradizionale locomotiva d’Europa, sta crollando: la produzione industriale è in calo consecutivamente da diversi mesi, i disoccupati aumentano a decine di migliaia, le acciaierie chiudono, le fabbriche automobilistiche si riducono, i leader aziendali sono apertamente furiosi contro il Governo Merz e la sua politica bellicista.
Nel settembre 2023 è stata lanciata l’iniziativa India-Middle East-Europe EconomicCorridor (IMEC), un progetto multilaterale sostenuto dagli Stati Uniti che mira a connettere India, Medio Oriente ed Europa. Concepito per trasformare le dinamiche del commercio e dei trasporti globali, il corridoio punta a consolidare le relazioni economiche, infrastrutturali ed energetiche tra i Paesi coinvolti, fungendo anche da ponte digitale intercontinentale.
L’aumento punitivo dei dazi USA contro l’India ha acceso una crisi commerciale che si è subito riflessa in tensioni diplomatiche tra le due parti. Nuova Delhi risponde riaffermando autonomia strategica e cercando alleanze economiche e politiche alternative.