Dall’Arabia Saudita agli Emirati, dall’Oman all’Iraq, il Medio Oriente cerca di riadattarsi per salvaguardare la sua economia e il suo ruolo di cerniera logistica tra Europa e Asia.
Mese: Maggio 2026
Nel giro di pochi giorni, a maggio 2026, Pechino ha ospitato i due leader più potenti e più temuti del mondo. Prima Donald Trump, poi Vladimir Putin. Due visite di Stato, due cerimoniali quasi speculari, due relazioni profondamente diverse. Ma c'è un denominatore comune: la Cina di Xi Jinping si è ritrovata al centro di tutto, e lo sa benissimo. Come ha osservato il consigliere governativo Zheng Yongnian, la sequenza delle visite ha posizionato Pechino "al centro delle relazioni trilaterali con Russia e Stati Uniti". Non è un caso. È il risultato di anni di costruzione paziente di un ruolo che oggi nessun altro può reclamare: quello dell'interlocutore indispensabile.
Il XV piano quinquennale cinese segna il passaggio da una crescita quantitativa a un modello fondato su tecnologia, innovazione e qualità produttiva. Per la Mongolia, comprendere questa trasformazione significa individuare nuove opportunità di cooperazione economica, scientifica e strategica. Articolo disponibile in italiano e in inglese.
Nel cinquantennio delle relazioni diplomatiche tra Vietnam e Thailandia, i leader dei due paesi si impegnano a rafforzare la partnership strategica globale. Accordi su sicurezza, economia, tecnologia e lotta alla criminalità transnazionale, con l’obiettivo di portare gli scambi commerciali a 25 miliardi di dollari.
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In un contesto di forte incertezza macroeconomica globale e di volatilità delle valute asiatiche, lo yuan cinese si distingue per la sua stabilità e tendenza al rafforzamento. Un percorso solido che favorisce la cooperazione finanziaria regionale e riduce i rischi di cambio.
La cooperazione sino-russa si presenta oggi come uno dei principali fattori di equilibrio dell’ordine internazionale. Nel confronto con l’egemonismo statunitense, Pechino e Mosca rivendicano multilateralismo, sovranità, sicurezza condivisa e centralità delle Nazioni Unite.
Stando agli ultimi sondaggi, si sta riducendo il divario tra il candidato della sinistra Ivan Cepeda e l’esponente della destra più radicale Abelardo de la Espriella – detto El Tigre - nella corsa alle elezioni presidenziali colombiane del 31 maggio, mentre perde terreno la candidata conservatrice del Centro democratico, Paloma Valencia.
In Bolivia è scoppiata la protesta contro il Governo eletto nei mesi scorsi. Dall'inizio di maggio i lavoratori stanno occupando le strade del Paese per dimostrare il proprio dissenso.
L’inguardabile incriminazione di Raúl Castro e le illegali mire USA su L’Avana